mercoledì, 19 Giugno, 2019

Giro: la volata a Demare. Viviani ancora secondo

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Il francese Arnaud Démare vince la volata di Modena riuscendo a contenere la rimonta di Elia Viviani, ancora una volta secondo classificato. Démare è stato accompagnato agli ultimi duecento metri da un grandissimo Jacopo Guarnieri, classe 1987, il “gregario di lusso” che tutti vorrebbero avere. Il resto lo ha fatto il transalpino di Beauvais, vincendo una tappa disegnata apposta per i velocisti. Terzo il tedesco Selig Rudiger, della Bora Hansgrohe, la squadra di Ackermann.
E lui? Panzer Ackermann? E’ inutile cercarlo nella top ten dell’ordine di arrivo, occorre andare più indietro e scorrere l’elenco fino alla centoquarantunesima posizione.

E’ giunto sul traguardo sanguinante e con la maglia stracciata. L’asfalto di Modena ha lasciato brutte abrasioni su tutta la parte destra del corpo del tedesco. E’ successo ad un chilometro dall’arrivo, è caduto per primo toccando la ruota di un compagno di squadra che lo precedeva. Nel capitombolo che ne è seguito il gruppo si è spezzato e sono caduti in tanti, con Consonni e Moschetti a terra per molti minuti.
La tappa Ravenna – Modena era iniziata rispettando un copione prevedibile. Giusto il tempo di arrivare alla periferia di Ravenna e se ne sono andati Covili ed il giapponese Hatsuyama.
I due si sono spartiti i premi lungo la strada; una volta avrebbero lottato per prosciutti o elettrodomestici, oggi i primi due classificati ai traguardi volanti ufficiali si contendono poco meno di mille euro (500 al primo e 400 al secondo).

Il gruppo lascia fare e procede ad andatura cicloturistica. La fuga muore nei dintorni di Camposanto, dopo 117 chilometri ed inizia la solita bagarre.
I treni delle varie squadre corrono fianco a fianco in fila indiana su binari invisibili. Meccanismi provati e riprovati fino allo sfinimento.
Vedere il gruppo dall’alto è uno spettacolo, una creatura magmatica e multicolore che fila a 55 chilometri all’ora. I rondò posti sulla strada la dividono, gli spartitraffico la tagliano in due ma non c’è niente da fare, la creatura torna un tutt’uno in men che non si dica.
Scattare in avanti a quelle velocità è quasi impossibile ma a volte si creano condizioni che lo consentono. Durano solo qualche attimo, non è facile cogliere i segnali che convincano un corridore a provarci. Il vecchio Francisco José Ventoso esperienza ne ha da vendere ed a tre chilometri dall’arrivo è stato bravo a capire che poteva avvantaggiarsi. Ce l’ha messa tutta, è passato per primo sul porfido del centro di Modena ma poi il gruppo se lo è rimangiato e lo spagnolo è tornato ad essere un puntino arancione nel corpo della creatura.

Stasera la testa dei migliori sarà alle prossime difficili tappe di questo Giro. La testa di molti velocisti volerà invece in Francia, al prossimo Tour de France. Dopo la frazione di domani, le tappe a venire sono troppo dure per loro, la voglia di tornarsene presto a casa gli si legge in faccia.
Dopodomani potrebbero farlo Caleb Ewan e Viviani. Chi indosserà la maglia ciclamino l’ultimo giorno a Verona? In questo senso la caduta di oggi ha tolto punti preziosi ad Ackermann. Speriamo non gli abbia tolto la voglia di finire questo Giro, che lo ha consacrato tra i velocisti dell’anno.
Per la Maglia Rosa non è cambiato niente, Valerio Conti oggi ha potuto prendersela davvero comoda.

 

Marco Burchi

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