venerdì, 18 Ottobre, 2019

GOVERNO, FUGA DALLA REALTÀ

0

Il premier Giuseppe Conte ha ammesso la recessione tecnica dell’Italia, poi si è espresso come se il problema non riguardasse gli italiani ed il nostro Paese, perché le cause sono state individuate nella congiuntura internazionale per l’avanzare del protezionismo. Oggi, Giuseppe Conte, intervistato da Alessandro Poggi di Povera Patria, ha detto: “Ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per gli anni a venire. L’Italia ha un programma di ripresa incredibile. C’è tanto entusiasmo e tanta fiducia da parte dei cittadini e c’è tanta determinazione da parte del governo. Andiamo tutti d’accordo; non litighiamo. Noi ci confrontiamo. Non ci sono motivi di divergenza, assolutamente”.

Insomma, per l’attuale presidente del Consiglio l’Italia avrebbe un governo dove tutti lavorano in armonia per costruire un nuovo ‘Eden’. Però, questa volta, la replica del Pd è stata immediata. Maurizio Martina ha scritto su Twitter: “Presidente Conte, basta propaganda! Ma in che paese vive? Famiglie e imprese sono preoccupate e voi continuate a indebitarci per scelte sbagliate. Servono lavoro e investimenti che voi state bloccando”. Anche Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato ha replicato: “Conte straparla, il programma incredibile di cui parla è semplicemente non credibile. L’anno bellissimo, per la propaganda M5S è eternamente il prossimo, per ora purtroppo è solo l’anno della recessione, dell’isolamento in Europa, dell’assistenzialismo che prende il posto del lavoro, delle tasse senza investimenti”.

Dura è stata anche la replica di Forza Italia. Anna Maria Bernini, capogruppo di FI al Senato, ha detto: “Conte annuncia: sarà un 2019 bellissimo! A Carnevale ogni premier vale. Fuga dalla realtà”.

Per il Centro Studi di Confindustria le previsioni non sono affatto rosee. A viale dell’Astronomia hanno spiegato: “L’Italia perde colpi ipotecando il 2019.  Sull’anno si dovrà calcolare l’effetto di trascinamento dei dati negativi di fine 2018 pari allo 0,2%. E la dinamica a inizio 2019 sarà debole: la produzione industriale è stimata quasi piatta. Anche se il Pil risalisse dal 2° trimestre, è alta la probabilità di una crescita annua poco sopra lo zero. La produzione industriale italiana ha recuperato di poco a dicembre, dopo il tonfo di novembre, registrando nel 4° trimestre 2018 una flessione di -0,5%. Il calo, diffuso all’Europa (specie Germania), in Italia è più marcato per i beni intermedi. Ciò ha pesato sul Pil a fine anno (-0,2%)”. Le affermazioni sono state pubblicate, all’indomani dei dati sul Pil, dal Centro Studi di Confindustria, nella sua analisi periodica “Congiuntura flash” dove si legge anche: “Dati negativi che aritmeticamente, contano molto nel calcolare la crescita annua del Pil nel 2019: il ‘trascinamento’ è -0,2%. E la dinamica a inizio 2019 sarà debole: il Pmi manifatturiero a gennaio cade molto sotto soglia 50, nei servizi è poco sopra, la produzione è stimata quasi piatta. Persiste la debolezza degli scambi mondiali con la forte incertezza globale alimentata da vari fattori: trend protezionistico, tensioni Usa-Cina e in altre aree (Iran, Venezuela), incognite sulla Brexit.

I mercati avvertono la situazione che sta diventando più preoccupante. Oggi, si sono accentuate le pressioni sui titoli di Stato dell’Italia, con lo spread Btp-Bund che è salito fino a 261 punti base all’indomani dei dati sul Pil e dopo che le indagini sull’attività delle imprese hanno evidenziato un peggioramento del quadro nel manifatturiero italiano. I rendimenti dei Btp a 10 anni sono tornati in rialzo di oltre 10 punti base rispetto all’ultima chiusura, al 2,76 per cento a metà seduta. Nel frattempo la Borsa di Milano ha invertito la rotta e dopo alcuni rialzi in avvio di seduta il Ftse-Mib ha segnato un andamento negativo.

E’ crollato ai minimi da cinque anni e mezzo l’attività del settore manifatturiero in Italia. A gennaio il relativo indice rilevato da Ihs Markit ha segnato un ribasso a 47,8 punti da 49,2 dello scorso dicembre, toccando il livello più basso da maggio 2013. L’attività del comparto risulterebbe in contrazione per il quarto mese consecutivo.

Dopo tutto ciò, il governo giallo-verde entra in scena annunciando: ‘Allegria, allegria, il futuro è fatto di rose e fiori’. Ma, da nessun rappresentante del governo, neanche i ministri e sottosegretari che vantano blasonati titoli accademici, viene spiegato su quali fattori si basa il loro ottimismo.

Salvatore Rondello

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply