lunedì, 26 Ottobre, 2020

Verdi e il Risorgimento:
Profumo cremoso
di biancospino in fiore

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Biancospino in fioreGIUSEPPE VERDI: Il profumo cremoso dei fiori di biancospino spande l’estasi della quiete, invita a chiudere palpebre su  iridi spossate da brusii sempre più lontani. La luce damascata penetra finestre, merletti e ricami disegnando vaghi ritratti sulle pareti; con luminose ali di angelo cade come seta sulla tastiera del mio pianoforte, un piccolo forziere di avorio che custodisce monili impreziositi dalle sublimi note di ricordi, affanni, delusioni e speranze perenni. Dentro queste mura domestiche che racchiudono il sapore della freschezza primaverile, si muove la mia dolce Giuseppina Strepponi, un’opera mirabile di avvedutezza e di grazia femminile. Il suo spirito eletto riaccende in me l’entusiasmo del lavoro se mi sorprende sconfortato; mi cura maternamente, cessati i febbrili travagli del comporre, in quelle pause riposanti che sembrano vere e proprie convalescenze dopo grandi deliri.

Riaffiora incessante la luce indimenticabile dei suoi occhi che penetravano i miei, sempre fermi e pensosi … erano giorni lontani dove nasceva qualcosa di nuovo nelle nostre anime intagliate dalle tristezze e dalle gioie dell’arte e soprattutto della vita. Non era ancora amore, ma una simpatia spirituale fatta di ammirazione e di fede e alimentata da un sentimento suo, tutto femminile … quasi materno … nel desiderio di sostenere un giovane che aveva già sofferto lungo un cammino che lei, per dura esperienza, sapeva cosparso di inquietudini.

Adesso, nel silenzio ovattato di pura amorevolezza, i tappeti adagiati sulle assi di legno assorbono i delicati passi che si avvicinano al  camino, dove, tra le danzanti fiamme, prendono ancora forma personaggi sospesi tra sogno e realtà, pentagramma e palcoscenico. Lettori assidui, trascorriamo lunghe giornate immersi nelle letture comuni, come due eterni fanciulli. Mi giova quel suo tatto squisito nella ricerca e nella scelta dei soggetti: mi consiglia e discute con me con le sue acute intuizioni artistiche, frutto maturo dell’esperienza teatrale dei suoi primi tempi di palcoscenico.

La luce delle fiamme assomiglia ai bagliori troppo vivi del genio, e le cose che ne sono a contatto immediato restano nell’ombra. Mia dolce Giuseppina, obliare se stessa per immergere il suo amore nel mio … che nobile aspirazione.

Carlo Da Prato

(.. segue)

 

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