giovedì, 29 Ottobre, 2020

Verdi e il Risorgimento:
Un manoscritto,
un verso…

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verdiIl manoscritto era un gran copione a caratteri grandi: lo faccio in rotolo e mi avvio a casa. Strada facendo mi sentivo indosso una specie di malessere indefinibile, una tristezza somma, un’ambasciata che mi gonfiava il cuore!… Rincasai e con un gesto quasi violento gettai il manoscritto sul tavolo, fermandomici ritto in piedi davanti. Il fascicolo cadendo sul tavolo stesso si era aperto; senza sapere come i miei occhi fissano la pagina che stava a me innanzi, e mi si affaccia questo verso: Và, pensiero, sull’ali dorate”. (Estratto di lettera indirizzata a Giulio Ricordi. Sant’Agata, 19 ottobre 1879)

Epilogo:

  • Nonostante non si sentisse uomo adatto da sedere sullo scanno del deputato, Verdi cedette al desiderio di Cavour, che voleva onorare il Parlamento italiano dei due nomi più celebri del tempo: Manzoni e Verdi. Il 18 febbraio 1861 assisteva a Torino all’apertura del primo Parlamento.
  • Vi restò quattro mesi, prima di tornare ai diletti della terra. Dopo tante vicende, l’oasi di Busseto riaccoglie il maestro nella pace dei campi e della sua arte.
  • La straordinarietà del messaggio trasmesso dalle sue opere va ricercata nel lucido invito alla nascente nazione a recepire modelli culturali e storici idonei a costituire un’identità comune, fondata su una cultura ed uno spirito nazionale.
  • Giuseppe Verdi acquista un ruolo da protagonista nel processo di unificazione dell’Italia grazie al percorso che seppe indicare alla nascente nazione, sia dal punto di vista storico-culturale, sia dal punto di vista dei valori fondamentali: la fratellanza, la concordia nazionale e la pace.

 Carlo Da Prato 

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