venerdì, 19 Aprile, 2019

Rugby. Gli azzurri alla caccia del drago gallese

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Non ripetere i primi settanta minuti di Edimburgo per battere il Galles. Il passaparola è virale in “Casa Azzurra” poiché, dopo aver infilato la diciottesima sconfitta ininterrotta, la squadra di O’Shea ha necessità di dimostrare sul campo, oltre che nelle dichiarazioni in sala stampa, i passi avanti compiuti e dove finora si è concretamente visto pochino. Le critiche sono ormai quotidiane, spesso trancianti, ma risultati e gioco mostrato non aiutano ad una mitigazione degli animi e dei giudizi. Sicuramente tutto questo non fa bene al team ed è deleterio per l’ambiente.

Serve un bagno di fiducia per questi ragazzi, ci vuole un regalo, una soddisfazione alle migliaia di persone che affolleranno lo stadio Olimpico di Roma come tutti coloro che ostinatamente seguono questo sport e la nostra nazionale nonostante tutto. L’eventuale vittoria contro i dragoni gallesi, sarebbe la classica impresa ma andrebbe bene anche una sconfitta onorevole, solo se ornata con una prestazione maiuscola, nessuno dimentica che loro sono il Galles, i terzi della classe. E a Roma arriva un gruppo coeso, in salute, conscio delle proprie potenzialità, euforico del successo in rimonta ottenuto in terra francese nella partita parigina di esordio.

Decima vittoria consecutiva e fresco terzo posto nel ranking mondiale. Rispetto a sette giorni or sono, Warren Gatland, ha stravolto la formazione, con ben dieci cambi e fascia di capitano a Jonathan Davies, esplosivo trequarti-centro degli Scarlets. Reduci da Parigi la coppia dei mediani, Davies e Biggar, e una nidiata di “draghetti” , con meno di dieci caps in nazionale, ma voraci e pronti ad addentare e sputare fuoco a qualsiasi cosa passi nei paraggi . “Abbiamo fatto alcuni cambi – chiosa il tecnico gallese- ci sarà una grande opportunità per alcuni giocatori di mettersi in mostra”. Insomma una puntualizzazione neanche troppo velata rispetto alle forze in campo.

Ma questo, loro, se lo possano permettere. Sicuramente il rugby Cymru, un Paese con solo tre milioni di abitanti, non vive la mancanza di “talento”, prodotto di una politica di formazione giovanile fondamentalmente sterile e di una gestione burocratica poco illuminata, concreta motivazione per i persistenti insuccessi azzurri. I grandi calciatori come Charles, negli anni cinquanta alla Juventus, e l’odierno Bale del Real Madrid, sono frutto del caso. Sul versante azzurro, come spesso succede o così parrebbe, sono le circostanze esterne a decidere le formazioni. Conor O’Shea, probabilmente, avrebbe anche riproposto la formazione di Edimburgo ma l’influenza lo ha privato, sia di Castello, sia di Lovotti.

Ecco, allora, i due cambi con lo spostamento di Campagnaro nel ruolo di centro, che più gli si addice, con l’innesto di Padovani nel triangolo allargato nel ruolo di ala e il prima linea Nicola Quaglio a spingere di fianco a Ghiraldini e Ferrari. Nessuna promozione al primo minuto per Ruzza, nonostante l’ottima prova contro la Scozia, che partirà dalla panchina come il versatile Marco Barbini pronto a rilevare una terza linea nella seconda parte della gara o in caso di bisogno, così come farà il rientrante Ugo Gori per Palazzani che riparte con il nove alle spalle. La voglia di riscatto da parte del gruppo è tanta e vuoi vedere che a volte, chissà. Sognare è gratis!

Così in campo: (diretta tv DMAX a partire dalle 17,45)
15 Jayden Hayward, 14 Edoardo Padovani, 13 Michele Campagnaro, 12 Luca Morisi, 11 Angelo Esposito, 10 Tommaso Allan, 9 Guglielmo Palazzani, 8 Sergio Parisse(c), 7 Abraham Jurgens Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 David Sisi, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Nicola Quaglio. HC Conor O’Shea

A disposizione:16 Luca Bigi, 17 Cherif Traoré, 18 Tiziano Pasquali, 19 Federico Ruzza, 20 Marco Barbini, 21 Edoardo Gori, 22 Ian McKinley, 23Tommaso Benvenuti

15 Liam Williams, 14 Jonah Holmes, 13 Jonathan Davies(c), 12 Owen Watkin, 11 Josh Adams, 10 Dan Biggar, 9 Aled Davies, 8 Josh Navidi, 7 Thomas Young, 6 Aaron Wainwright, 5 Adam Beard, 4 Jake Ball, 3 Samson Lee, 2 Elliot Dee, 1 Nicky Smith. HC Warren Gatland

A disposizione: 16 Ryan Elias, 17 Wyn Jones, 18 Dillon Lewis, 19 Alun Wyn Jones, 20 Ross Moriarty, 21 Gareth Davies, 22 Gareth Anscombe, 23 Hallam Amos

Arbitro: Mathieu Raynal (France) Assistenti: Wayne Barnes (England), Shuhei Kubo (Japan) TMO: David Grashoff (England)

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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