lunedì, 22 Aprile, 2019

Rugby, gli Azzurri si piegano anche in Scozia

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Si parte con mille speranze, l’attesa ti fa fremere, le dichiarazioni da parte di tutto il gruppo sono incoraggianti, O’Shea è stato chiaro “noi siamo meglio di loro!”, ha schierato il meglio che il rugby italiano possa offrire e ti convinci che questa volta, per una volta, sarà diverso. La rinascita. Ecco sì, questo pomeriggio a Edimburgo ci sarà la rinascita. D’altronde l’ottimismo è il profumo della vita diceva un poeta come Tonino Guerra. Quindi gli inni e il fischio dell’esordiente arbitro Pearce ma nello scorrere del tempo inesorabilmente lento, inciampi nella dura realtà e sei in caduta libera. Quello che vedi lo hai già visto, è la solita Italia scontata, assente, che pena, prova a difendere come può, sbaglia banalmente e pasticcia contro questa Scozia, fino a ieri la fragile del gruppo come noi e sfida nella sfida si giocava proprio con noi la coda della classifica, che è diventata un gigante, troppo forte tanto da governare e dominare ogni fase del gioco, ogni centimetro territoriale, una supremazia assoluta e gli Azzurri, ancora una volta, si smarriscono, arroccati nei loro trenta metri, corrono a destra e a manca “senza” palla in mano per settanta minuti con il possesso totale e totalitario degli scozzesi. La metà campo é per gli italiani un invalicabile Vallo di Adriano ovale. Una differenza lampante, aldilà di quel 33 a 20 marcato sul megaschermo del Murrayfield.

Sì perché fintanto si è giocato, e non scherzato, per l’acquisizione del risultato, fino a quando si è stati quindici contro quindici, ultimi dieci minuti scozzesi in inferiorità per il giallo a Berghan, non c’è stata storia, con una sola squadra in campo a scandire battute e cadenze. Con scozzesi che tagliavano come frecce le linee azzurre. Poi, a 10 minuti dal termine, dopo aver infilato cinque mete e a risultato sicuro per loro e mortificante per noi, 33 a 3, e con un uomo in meno, la squadra di Townsend si è detta soddisfatta giocando come giocava prima di essere la settima al Mondo. Nessuna pressione asfissiante, maglie larghe e ritmo tutto sommato accettabile. Calando d’intensità il match è divenuto più consono agli Azzurri. Allora Parisse e compagni, che per oltre un’ora abbondante, completamente annientati, non avevano mostrato alcuna profondità e nessun piano di gioco, ritrovano la fierezza e si mettono a giocare. Va in meta Palazzani, inaspettatamente in campo dal primo minuto per indisponibilità di Tebaldi togliendo però la possibilità di sostituzione nel ruolo, poi sale in cattedra il nuovo entrato Ruzza e trascina la squadra, smistando palloni succulenti a favorire, con la complicità di Campagnaro, prima la meta di Padovani e quindi di Esposito.

L’ottimo Pearce fischia il definitivo rientro negli spogliatoi e l’esordio di Edimburgo ci regala la diciottesima sconfitta ininterrotta nel Torneo, record negativo assoluto dalla nasciya del Torneo, e la certezza che la strada è parecchio lunga, ma al contempo, che-che ne dica O’Shea, il dubbio se quella che stanno percorrendo gli Azzurri possa condurre a qualche risultato concreto. Sicuramente i fatti ci portano alla conclusione che se “nei dettagli sta il buon Dio”, come dice la celebre affermazione dell’architetto Mies Van der Rohe, il buon Dio non veste la maglia azzurra. Il Galles, vincente a Parigi contro la Francia, prossimo avversario ne è avvisato.

Scozia: 15 Hogg; 14 Seymour, 13 Jones (58’ Harris), 12 Johnson, 11 Kinghorn; 10 Russell, 9 Laidlaw (cap) (58’ Price); 8 Wilson (71’ Graham), 7 Ritchie, 6 Skinner (14’ Strauss); 5 Gilchrist, 4 Toolis; 3 Nel (50’ Berghan), 2 McInally (63’ Kerr), 1 Dell (58’ Bhatti) all.Townsend

Italia: 15 Hayward; 14 Esposito, 13 Morisi, 12 Castello (49’ Padovani), 11 Campagnaro; 10 Allan (26’-35’ McKinley) (71’ McKinley), 9 Palazzani; 8 Parisse (cap), 7 Steyn, 6 Negri (59’ Tuivaiti); 5 Budd (51’ Ruzza), 4 Sisi; 3 Ferrari (63’ Pasquali), 2 Ghiraldini (59’ Bigi), 1 Lovotti (51’ Traorè) all.O’Shea

Marcatori: p.t. 9’ c.p. Allan (0-3), 12’ m. Kinghorn (5-3); 21’ m. Kinghorn tr. Laidlaw (12-3); s.t. 47’ m. Hogg tr. Laidlaw (19-3); 55’ m. Kinghorn tr. Laidlaw; 62’ m. Harris tr. Russell (33-3); 70 ‘ m. Palazzani tr. Allan (33-10); 74’ m Padovani (33-15); 78’ Esposito (33-20)
arb.Pearce (Inghilterra)

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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