venerdì, 23 Agosto, 2019

Gli impoveriti si rivoltano contro chi fa il deserto, chiamandola pace

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Oggi chiedono tutti pace, soprattutto quegli intellettuali di ventura, sul libro paga dei banchieri, allarmati per le derive sovraniste europee che, dalle reti televisive e telematiche, non fanno altro che ricordare al mondo come l’Europa sia nata sulle macerie di guerre centenarie e sulle ceneri dell’ultimo, devastante, conflitto che ha provocato ben oltre sessanta milioni di morti.

Non c’era più stata una task-force dal dopoguerra che chiedesse a gran voce, come si fa ora, di scongiurare una guerra. Ma chi è che parla tanto di guerra? I boia del ceto medio? Quelli che hanno ghigliottinato i lavoratori? Per parafrasare Tacito (storico, oratore e senatore romano), si fa presto a parlare di pace, dopo aver fatto il deserto. Il deserto è deserto, non è pace. È morte, quiete senza “il demone della guerra”, non nel senso di conflitto, ma di dialettica democratica, “polemica” come sanità della democrazia appunto.

Se improvvisamente questi assassini – del benessere, del lavoro, della democrazia, della senso di solidarietà tra i popoli – si sbattono per scongiurare una guerra civile in seno all’Europa lo fanno perché sono degli ipocriti dalla faccia come il sedere che non hanno altro interesse se non quello di continuare a succhiare e parassitare su chi hanno ridotto alla fame. Come se non bastasse, si sono accaparrati i meriti per tutti i sacrifici di quei cittadini che l’Europa l’hanno ricostruita davvero e se oggi incendiano le piazze (vedi in Francia) è solo per chiedere ciò che gli è stato tolto con l’inganno.

Cittadini che non possono seguire le vie legali tradizionali, perché non possono permettersi cause lunghe e costose per far valere le loro ragioni e, quindi, fanno l’unica cosa possibile per non subire, dopo l’inganno, anche la beffa: protestano!
È inutile che i politici più buoni dicano che le persone truffate dalle banche saranno interamente rimborsate, ma solo dopo la sentenza di un Tribunale, perché è uno scherzo visti i tempi, e i costi, della giustizia civile del Paese.

Eppure, gli impoveriti, si sarebbero accontentati di atti simbolici, come quelli che avrebbero dovuto vedere sospesi dai loro posti di lavoro, in attesa degli accertamenti della Banca d’Italia, i funzionari, anziché assistere alla loro promozione presso altri istituti di credito con stipendi addirittura più alti. E poi la stessa Banca d’Italia avrebbe dovuto deliberare il rimborso delle azioni agli ultra ottantenni, chiamati all’investimento mentre se ne stavano tranquillamente al calduccio in Poste Italiane.

Sarebbero usciti tutti dal Circo Massimo come gladiatori eroi e non come ruba galline.
Insomma, la politica ha favorito in maniera vergognosa gli interessi di speculatori, banchieri e multinazionali, a cui hanno concesso di colonizzare il Paese calpestando risparmiatori e lavoratori fino al punto di averli impoveriti.
Oggi, vista l’aria che tira, prima hanno tentato di dare dei fascisti e populisti al ceto medio e alla classe operaia scalpitanti e, infine, hanno provato a dare dei razzisti agli impoveriti perché non dividono il piatto di minestra con i migranti.

La Francia torna a dare la sveglia all’Europa, mentre quest’ultima si alza di soprassalto, chiedendo tremante la pace dichiarando persino di volerci bene. Con voce tremante farfuglia che siamo tutti fratelli, poveri, ricchi e impoveriti: una grande famiglia allargata.
Ma certo che dobbiamo volerci bene! Certo che dobbiamo viver in pace! Certo che dobbiamo perdonare i carnefici speculatori, perché loro non sapevano quello che facevano! Però, prima, che restituiscano il bottino!

Una patrimoniale sui capitali andrà benissimo. Siano essi beni mobili, immobili o contanti sparsi per il mondo, capitali da spendere per rilanciare l’economia del Continente per farlo tornare competitivo per redistribuire ricchezza ai suoi cittadini impoveriti.

Ovviamente, per realizzare tutto questo ci vuole la collaborazione delle banche che raccontino, questa volta agli impoveriti, dove i ricchi hanno trasferito i quattrini negli ultimi dieci anni, e dove mafia, ‘ndràngheta e camorra hanno i loro conti…o c’è il segreto bancario? Ma certo che ci sarà pace… prima però ripuliscano le macerie del deserto che hanno fatto e dimostrino di voler impegnarsi a ricostruire!
“Ventotene”, sulla bocca sempre di qualche sciocco patentato, non nasce da un giorno all’altro, semplicemente perché Rossi e Spinelli erano in vacanza sull’isola toscana e non sapevano come impegnare il pomeriggio.

Angelo Santoro

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