venerdì, 22 Novembre, 2019

Gli interessi economici predatori della politica

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L’inchiesta sullo stadio della Roma, che coinvolge l’amministrazione pentastellata, è un ulteriore ramo d’azienda venuto allo scoperto di “mafia capitale” oppure un capitolo a sé stante? Ci rivela un articolato e plurale piano di un’organizzazione criminale che vive di rapporti e complicità trasversali alle forze politiche e imprenditoriali, oppure è il caso dell’ennesimo imprenditore corruttore che si giova delle opportunità offerte da frequentazioni e conoscenze per scavarsi ulteriori spazi di mercato protetto, in una realtà, quella romana, dove i costruttori sembrano più evocare un consesso di feudatari (a voler essere generosi) che si spartiscono il territorio, piuttosto che una sana componente economica che compete lealmente in un quadro di regole garantito da un altrettanto leale soggetto pubblico regolatore. L’impressione, per la verità, è quella di trovarsi di fronte all’ennesima conferma di interessi economici predatori impadronitisi della politica, e quindi delle funzioni pubbliche, piegate con sfacciataggine al loro mero interesse privato, per altro alieno da ogni parvenza di moderazione, dignità e persino di esigenza estetica. Interessi predatori che ci rivelano come, dall’altra parte, la funzione ormai oscurata e annichilita dalla feroce propaganda populista è proprio quella politica.

L’obiettivo è stato raggiunto da tempo: voler dimostrare che la politica è corrotta è servito in realtà ad indebolirla e ad annullarla proprio nel confronto con i poteri economici e i soggetti forti. Un fenomeno che non poteva non coinvolgere anche l’amministrazione pentastellata. La sfacciataggine non sta solo nei personaggi che agiscono e si comportano con assoluta disinvoltura nelle intercapedini del potere capitolino senza avere titolo e legittimità, proprio perché mandatari di una politica inane, ma sta anche in chi invece del potere politico è stato investito dai cittadini: la Sindaca in primo luogo ,sempre caduta dalle nuvole, impreparata sui dossier fondamentali, sempre tesa a giustificare i suoi fallimenti e a scaricare su altri responsabilità solo sue, soggettivamente e oggettivamente.

Ora aspetteremo, ma una preoccupazione ulteriore ci assale: nel DEF varato dal governo Gentiloni ci sono circa 5 miliardi di euro per interventi infrastrutturali, di cui 3,5 già disponibili. Ammesso che il governo gialloverde voglia metterci il cappello sopra, giova ricordare che si tratta di interventi indispensabili per mantenere Roma a livello di capitale d’Italia e città di rango internazionale. Dal completamento della metro C fino all’aeroporto di Fiumicino, agli interventi per la mobilità e il GRAB sono un monte di denari pubblici che andranno ben spesi. Dopo il No alle Olimpiadi e la vicenda dello stadio della Roma, con le incognite dettate anche qui dai tribunali sulla vicenda ATAC e il nodo rifiuti ancora irrisolto, è lecito chiedersi se ci sarà quello slancio di trasparenza, assunzione di responsabilità e chiara definizione degli obiettivi politici e programmatici che tutti aspettiamo. E se le scelte avverranno alla luce del sole, magari coinvolgendo come di dovere il massimo consesso della rappresentanza dei cittadini, il consiglio comunale e il tessuto civico e sociale della città, oppure verranno affidate all’ennesimo mr. Wolf spicciafaccende inviato dalla Casaleggio & C.

Noi ci auguriamo che la Raggi esaurisca ben prima del termine di legge il suo mandato amministrativo, nell’interesse della città, ma non vediamo però ancora un centro sinistra capace di destarsi dal suo stato di torpore e recuperare in pieno quel legame di fiducia con la città. Questo dovrà essere un terreno di sfida anche per i socialisti: lavorare, nel vuoto politico, per riempire una parte di questo vuoto non è impresa impossibile, soprattutto se si parlerà a quell’area vasta dell’astensione che tocca anche le forze della sinistra. Occorrerà aspettare l’evolvere degli eventi (e delle indagini) ma importanti segnali tuttavia ci sono, a partire da quelli lanciati dalle recenti consultazioni dei due municipi di Roma, dove i penta stellati sono stati umiliati non solo e non tanto dal centro sinistra, ma soprattutto da quel deficit di partecipazione che ha visto votare solo un elettore su quattro. Un deficit di partecipazione che fa riflettere. Oggi per il partito dei cittadini è questa la sconfitta più grave:dover scoprire che proprio nella pretesa di portare i cittadini nelle istituzioni, nell’arroganza e nella presunzione di volerli rappresentare (tutti quanti) sta il loro più evidente e marcato fallimento.

Loreto Del Cimmuto
Segretario fed.romana PSI

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  1. buona sera sono del 52 sono disoccupato dal 31 /08 /01 -con32 anni circa di contributi- non ho trovato lavoro ovvero non mi hanno preso a lavorare perche’ sono vecchio -da 10 anni che mi chiudono le porte in faccia e il ministro e convinto
    che perche lo dice lui – domani mi prendono al lavoro-per arrivare almeno ai contributi richiesti gli anni passano .
    -i miracoli sono terminati .ormai non rimane che aspettare che la morte bussi per dirmi che e arrivato il mio turno –
    luciano.

  2. La ministra ha dei seri problemi di natura mentale e non fa nulla per curarsi, non facciamo troppo caso alle fregnacce che spara ogni tanto….lasciatela dì….

  3. Questo che la ministra Fornero ha dichiarato il 19/06,Vale anche oggi ?
    Si è detta, inoltre, disposta ad inserire tra i lavoratori salvaguardati coloro che hanno superato i 62 anni di età, infatti, potrebbero esserci coloro che entro il 2014 hanno raggiunto i requisiti o che hanno superato una soglia di età, per esempio 62 anni.
    Grazie anna

  4. Salvati i lavoratori individuali, o cessati individualmente, che hanno ripreso a lavorare in modo saltuario e che maturano la decorrenza entro il 2014.
      Alle difficoltà della stima numerica – determinate dall’impossibilità di pervenire, attraverso i dati a disposizione del Ministero che rappresento e dell’INPS, ad un’esatta quantificazione, e a una precisa scansione temporale delle uscite – si aggiunge necessariamente la ricerca di criteri equi e sostenibili finanziariamente, come la vicinanza alla pensione e l’età anagrafica contributiva dei lavoratore.
      Naturalmente, si tratta di ipotesi di lavoro su cui il Governo vuole confrontarsi con il Parlamento e con le parti sociali.

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