domenica, 21 Aprile, 2019

Gli NPL veduti agli amici delle banche con i soldi delle banche

0

“Il Vice Presidente del consiglio recentemente ha comunicato i nomi dei grandi debitori di CARIGE, tra questi una sconosciuta società ai più, ma nota ai debitori delle banche che sono stati catapultati tra le sue braccia, che, tra le altre cose, fa incetta di crediti deteriorati delle banche con i soldi delle banche…tra cui CARIGE.”

Non è un bisticcio di parole, ma senza sofismi complicati crediamo che nella grande famiglia dei banchieri i protagonisti, amici e parenti recitano tutte le parti in commedia.
Gli NPL (non performing loans) sono i crediti non esigibili che gli istituti di credito hanno in pancia, cioè tutti prestiti, mutui e anche leasing non onorati dai debitori che vengono venduti ad un decimo del loro valore a Società con un capitale sociale di 10.000€ – interamente versato – che trattano affari per centinaia di milioni… curioso, no?!

Ma facciamo un esempio: se Mario Rossi ha preso un mutuo per acquistare casa di 100.000€ e, a causa della crisi, non è riuscito a rimborsarlo per intero, la banca non solo si terrà giustamente i versamenti effettuati fino a quel momento, ma pignorerà anche l’immobile mutuato.

Per la differenza, tra l’importo del prestito e le rate incassate, la legge gli permette di defiscalizzare la perdita in tempo reale, poi però rimane l’immobile di cui non sanno cosa farsene perché gli istituti di credito non sono un’agenzia immobiliare e allora vendono il credito (che comprende la casa mutuata) ad un soggetto terzo al 10% del valore. Valore che precedentemente i periti della banca avevano attribuito all’immobile perché venisse finanziato al giusto prezzo.

Queste società, nell’epoca digitale, non hanno bisogno di grandi spazi e neanche di specialisti del settore, ma solo di grandi capitali per pagare i mega acquisti di NPL, che sono un grande affare perché il bottino sembra che ammonti a centinaia di miliardi. Centinaia di miliardi che vengono offerti su un piatto d’argento ai parenti e amici degli amici o ex banchieri dove tutti, sotto mentite spoglie, partecipano all’azionariato delle suddette società.

Insomma, gli azionisti Paperoni sono talmente Paperoni che non tirano fuori una lira, perché si fanno prestare i soldi dalle stesse banche che gli hanno venduto i crediti e, in molti casi, sono anche grandi e grandissimi azionisti schermati dietro società Offshore sparse per il mondo.

Infine, mi pongo una domanda, ma i capitali malavitosi potrebbero trovare in questo affare un modo per investire i loro proventi? Come non detto, qui entriamo in quel cono d’ombra della finanza che a noi mortali non è dato sapere. Roba da ricchi, come titolava un vecchio b-movie degli anni Ottanta.

Angelo Santoro

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply