martedì, 27 Ottobre, 2020

Gli ottant’anni di Dario Argento, il Signore dell’Horror

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Stasera, a partire dalle 21:10, grande abbuffata televisiva per festeggiare gli 80 anni di Dario Argento, nato a Roma il 7 settembre 1940. Il canale Cine 34 ha programmato una maratona con “Profondo rosso” (1975), il film che, accompagnato dalla splendida colonna sonora dei Goblin, lo ha lanciato a livello internazionale, considerato il suo capolavoro , “Trauma” (1993) e “Il fantasma dell’Opera” (1998). Una nutrita serie di film è disponibile anche su Infinity. Mentre non si hanno ancora notizie su iniziative simili nelle sale cinematografiche, dove uno dei registi italiani più famosi e amati al mondo tornerà nel 2022 con “Occhiali neri”, se la produzione riuscirà a recuperare il ritardo dovuto alla pandemia.

 

In pratica, Dario Argento era pronto al primo ciak di “Occhiali neri”, dove la figlia Asia ricoprirà il ruolo della protagonista, già nei mesi scorsi, purtroppo il Coronavirus ha bloccato i set di tutto il mondo e fatto rimandare l’inizio delle riprese all’anno prossimo. Se tutto procederà regolarmente, quindi, fra due anni l’ennesimo film di uno dei più titolati Cantori delle Tenebre dovrebbe finalmente approdare sul grande schermo rompendo un digiuno decennale. La sua ultima regia, infatti, risale al 2012 con “Dracula 3D”.
Sempre all’anno prossimo è stata spostata “Dario Argento – The Exhibition”, la prima grande mostra dedicata al celebre maestro del brivido dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, che sarà allestita all’interno della Mole Antonelliana. Inizialmente l’inaugurazione era prevista proprio in coincidenza con il compleanno del regista, adesso è stata rinviata a febbraio 2021.
Una celebrazione di questo livello non poteva che essere fatta a Roma (sua città natale) o a Torino, città magica per eccellenza, considerata uno dei vertici sia del Triangolo della magia bianca sia di quella nera, che Argento ha definito come il luogo dove «i miei incubi stanno meglio», e dove è anche possibile effettuare un tour nei luoghi che ha usato come set.
Nella città della Mole, infatti, Argento non ha girato solo “Profondo Rosso” ma anche “Il gatto a nove code” (1971), “4 mosche di velluto grigio” (1971), “Non ho sonno” (2001), e “La Terza Madre” (2007).
Sempre il distanziamento ha impedito a Dario Argento, che ha lavorato come critico cinematografico per il quotidiano “Paese Sera” prima di darsi alla sceneggiatura e alla regia, di partecipare di persona alla Mostra del Cinema di Venezia, dove il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani gli ha consegnato il Premio Pietro Bianchi 2020.
Ma gli anniversari, come gli esami di eduardiana memoria, non finiscono mai, visto che quest’anno compie 50 anni “L’uccello dalle piume di cristallo”, film d’esordio sul quale non credeva nessuno ma che, grazie anche a un miliardo di lire (dell’epoca) di incassi, ha proiettato Dario Argento nel gotha del cinema internazionale, prima come caposcuola del giallo all’italiana, conosciuto all’estero come “spaghetti thriller”, e da “Profondo Rosso” in poi come indiscusso maestro dell’horror.
Il compleanno di un Maestro del Cinema sotto tono, che neanche il regista stesso ha festeggiato perché «tanto sono tutti uguali». Una notizia passata quasi sotto silenzio, frutto dei tempi che stiamo vivendo dove i morti veri fanno più notizia di quelli cinematografici, dove gli urlatori, i portatori d’odio, i politici bibitari e gli esperti taroccati dovrebbero imparare a stare zitti. Ma se il silenzio ha smesso di essere d’oro, la paura è e resterà sempre d’Argento. Auguri, Maestro. Ci vediamo in sala.

 

Antonio Salvatore Sassu

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