mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Gli Usa ritirano le truppe dall’Afghanistan

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Le forze militari statunitensi hanno iniziato a ritirarsi dall’Afghanistan, come concordato nell’accordo di Doha con i Talebani del 29 febbraio e in concomitanza dell’avvio di negoziati fra gli insorti islamici e il governo di Kabul, previsto oggi. Lo hanno reso noto fonti ufficiali Usa.
Le stesse fonti hanno fatto sapere che i movimenti sono iniziati stamani dalle basi militari di Lashkar Gah, capoluogo della provincia meridionale di Helmand, e da un’altra base in provincia di Herat, nell’est. In base all’accordo di Doha, una prima riduzione da 12.000 a 8.600 avverrà entro metà luglio (entro 135 giorni), arco di tempo nel quale verranno chiuse 20 basi.
Il ritiro americano, dopo quasi 19 anni di guerra, devrebbe essere completato entro 14 mesi. Secondo quanto ha dichiarato il portavoce delle forse Usa in Afghanistan, col. Sonny Leggett: “Tuttavia, le forze Usa manterranno gli strumenti militari e l’autorità per raggiungere i nostri obiettivi”. Quindi, gli Usa continuerebbero a mantenere le funzioni strategiche di controllo sul territorio afghano.

Gli Stati Uniti intanto, stasera, hanno chiesto un voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per approvare tramite risoluzione l’accordo di pace concluso con i talebani il 29 febbraio, che comprende il ritiro militare americano dall’Afghanistan. Le fonti diplomatiche, fanno notare come la mossa Usa di chiedere all’Onu di avallare il loro accordo coi talebani sia piuttosto singolare poiché si tratta di un patto tra un paese straniero e un gruppo di guerriglieri.
Nella bozza di risoluzione si chiede con urgenza al governo della Repubblica islamica dell’Afghanistan di portare avanti il processo di pace, anche partecipando a negoziati inter-afghani con una squadra di negoziatori diversificata e inclusiva, composta da leader politici e della società civile afghana, che includa donne. I negoziati inter-afghani, soprattutto fra governo afghano e talebani, dovrebbero iniziare oggi, secondo quanto è stato concordato fra Usa e talebani, e avranno come primo obiettivo quello di assicurare un cessate il fuoco completo e duraturo, in prospettiva, di una condivisione del potere. L’accordo firmato il 29 febbraio fra Stati Uniti e Talebani dopo lunghi negoziati in Qatar, prevede fra l’altro il ritiro dei circa 12.000 militari americani stazionati in Afghanistan in un arco di tempo di 14 mesi, con una riduzione a circa 8.600 nei primi 135 giorni, anche se resterà un contingente per combattere i gruppi terroristici. I talebani però dovranno rispettare i patti: rompere con tutte le organizzazioni terroristiche, a partire da Al Qaida, oltre ad avviare da oggi i negoziati con il governo di Kabul, finora escluso da ogni trattativa.

Il Governo dell’Afghanistan sta attraversando una crisi istituzionale grave, con un presidente ufficialmente eletto, Ashraf Ghani, riconfermato dal voto per un secondo mandato, e un presidente autoproclamato, l’ex vicepresidente Abdullah, che ritiene di aver vinto lui le elezioni. I due ieri si sono insediati parallelamente in due cerimonie separate in due ali del palazzo presidenziale a Kabul.

I negoziati che iniziano oggi sono particolarmente importanti e dovrebbero riguardare anche l’Italia che non dovrebbe avere più nessun motivo per mantenere la presenza militare in Afghanistan.

S.R.

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