domenica, 20 Ottobre, 2019

AL CAPOLINEA

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Una cosa è certa. Non stanno al governo per governare. Ogni collante per tenere in piedi la maggioranza si è ormai dissolto. Almeno nelle dichiarazioni dei due leader della maggioranza non se ne trova traccia. La scusa della rissa da campagna elettorale nel dopo europee non regge più. Ogni giorno ha la sua croce. Oggi, nel dopo elezioni per la presidenza della Commissione europea, è Salvini a gettare nuova benzina sul fuoco. I M5S hanno votato un candidato europeista. Lo stesso votato anche dal Pd. “Stelle e PD? Da due giorni – ha affermato il leader della Lega – sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles. Tradendo il voto degli Italiani che volevano il cambiamento, i grillini hanno votato il Presidente della nuova Commissione Europea, proposto da Merkel e Macron, insieme a Renzi e Berlusconi. Una scelta gravissima, altro che democrazia e trasparenza”. E ancora: “Io non credo alle finestre e non credo che restino solo due o tre giorni. Dieci? Neanche, non è così stretta. Poi c’è l’autonomia, la riforma della giustizia, la manovra. Con questi tre passi vado avanti, con tre no cambia tutto”. E cambiare tutto nelle parole del viceministro vuole dire andare a votare. Il voto, o comunque la fine di questo governo, sarebbe per Salvini, ma anche per Di Maio, l’unico modo di per sgattaiolare dalle improrogabili spade di Damocle che attendono. Come ad esempio quella della soluzione, ancora tutta da trovare, per evitare l’aumento dell’Iva che da sola costa come una finanziaria intera.

Matteo Salvini, rispondendo al ‘Corriere della sera’ e a ‘Repubblica’, sulla possibilità di una crisi di governo, parla come il governo fosse al capolinea. Politicamente già lo è. Perché si è dimostrato incapace di governare. Ha solo fatto propaganda cavalcando facili consensi. Ma accarezzando gli umori degli italiani il Pil non sale, allo stesso modo la disoccupazione non scende. A un certo punti i nodi arrivano al pettine e la fine del governo, dando la colpa ad altri, è una possibilità che fa gola a chi ha il veto dei sondaggi sempre in poppa.

Teme un governo Pd-M5s? “Lo chiedano agli italiani. Ma io non sono mai preoccupato di niente”, dice Salvini, che sottolinea: “E’ una scelta dei 5 Stelle, le cose o si fanno o non si fanno. Mi auguro che il loro voto a Merkel e Macron non significhi una manovra alla Monti. Il buongiorno si vede dal mattino e io non so se Ursula von der Leyen sta lì che aspetta di fare crescere l’Italia. Fra qualche mese chiederemo conto a chi l’ha votata, perché avremmo potuto cambiare la storia”.

“C’era un accordo per cui la Lega avrebbe votato Ursula Von der Leyen in cambio di un Commissario. Hanno capito che non avrebbero avuto il Commissario europeo e si sono ritirati”. Cosi il vicepremier Luigi Di Maio parlando a Uno Mattina, ha ribaltato l’accusa. “Con l’accusa che lancia al M5s la Lega sta mentendo”. “Se la Lega vuole far cadere il governo – ha aggiunto – lo dica chiaramente e se ne prenda la responsabilità. Io non dico che abbiamo fatto male per l’Italia in questi mesi, ogni giorno cerco di portare a casa i risultati, ma con questo clima si fa male al Paese e quando si minaccia di far cadere il governo il risultato è che gli investitori non investono, perché si ritrovano un clima di incertezza e attendono il governo successivo”. Lo dice su Facebook Luigi Di Maio che sottolinea: Salvini “scelga tra l’interesse del suo partito e quello del Paese, ma così non si può andare avanti”.

A questo punto se troveranno un accordo per andare avanti, sarà scritto sull’acqua, come tutto il programma del governo d’altronde. Ma quando dalla politica si passa ai giudizi sulle persone è poi difficile tornare indietro. E Salvini lo dice senza problemi che è venuta meno la fiducia. “Anche personale, perché io mi sono fidato per mesi e mesi”. Insomma, non riescono a trovare i motivi per stare insieme al governo, ma neanche quelli per separarsi in modo definitivo.

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