domenica, 21 Luglio, 2019

GOVERNO A RISCHIO

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Lega e Movimento 5 Stelle ai ferri corti. La tenuta del governo è a rischio. Ad alzare il livello della tensione le ultime vicende riguardanti Armando Siri e Virginia Raggi. I leader della Lega e del M5s, Matteo Salvini, e Luigi Di Maio, lanciano accuse reciproche che mettono il governo nella più totale paralisi e incapacità di governare. Insomma, un’altra giornata di battibecchi a distanza, dichiarazioni polemiche tra i due vicepremier del governo che sembrano sempre più marcare le differenze e non celare le tensioni in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo 26 maggio.

“Anche oggi la Lega minaccia di far cadere il governo. Sembra ci siano persino contatti in corso con Berlusconi per fare un altro esecutivo. Sono pieni i giornali di queste ricostruzioni e lo trovo gravissimo. Sono davvero sbalordito”, scrive su Facebook il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio. “L’Italia non è mica un gioco, l’Italia siamo noi e milioni di famiglie in difficoltà che vogliono un segnale. L’Italia non è un trofeo e trovo gravissimo che la Lega con così tanta superficialità ogni volta che gli gira minacci di far cadere il governo”, sottolinea Di Maio.

Intanto il Paese è immobile. Le previsioni di crescita mortificate da tutti gli osservatori economici, la disoccupazione in ripresa, il ruolo internazionale reso marginale. In neanche un anno di governo. Un vero record.

Ovviamente Salvini non ci sta a subire gli attacchi del suo alleato-rivale e risponde a tono: “Macché crisi di governo! La Lega vuole solo governare bene e a lungo nell’interesse degli italiani, la crisi di governo è solo nella testa di Di Maio che farebbe bene a non parlare di porti aperti per gli immigrati e a controllare che il reddito di cittadinanza non finisca a furbetti, delinquenti ed ex terroristi”. In sostanza ognuno rinfaccia all’altro di non aver saputo adempiere al proprio impegno nel governo. La suddivisione del lavoro dettata dal contratto di governo ha spinto l’esecutivo a giocare una sorta di caccia al tesoro. Una partita surreale dove ognuno cerca di dimostrare di essere più bravo dell’altro senza in realtà essere capace di sviluppare una visione per il Paese. In mezzo gli italiani, visti come arbitri o peggio come indistinta platea di spettatori a cui proporre una ininterrotta televendita di gadget propagandistici.

Tra il caso Siri e quello Raggi lo scontro si fa sempre più aspro. Senza esclusioni di colpi. “Tra gli gnocchi di semolino e un bombolotto alla crema Salvini spiegasse all’Italia intera le ragioni di questa puerile difesa. Ne guadagnerebbe incredibilità oltre che in calorie”:  dice Alessandro Di Battista su Facebook, che alla bisogna spara qualche dichiarazione per poi tornare nella sua bottega di apprendista falegname.  “Fatemi capire – aggiunge – la Lega pur di difendere un sottosegretario indagato per corruzione minaccia la crisi di governo? In questo momento c’è la crisi libica da affrontare (tra l’altro cominciata con quella guerra scellerata fatta quando la Lega era al governo con Berlusconi), ci sono i truffati dalle banche da risarcire, c’è il salario minimo da garantire e questi tirapiedi di Salvini minacciano di far cadere il governo perché Toninelli ha tolto le deleghe a un soggetto indagato per essersi messo a disposizione (in cambio di una mazzetta) di un imprenditore dell’eolico ritenuto socio occulto di un uomo legato al boss Matteo Messina Denaro? Ma questo Siri quanto è potente? Quante cose conosce se per difenderlo i leghisti minacciano la caduta del governo?”.

Intanto si rincorrono voci e smentite su contatti tra le forze di governo e quelle di opposizione per verificare la possibilità di una maggioranza alternativa. Fonti della Lega affermano infatti che non vi è stato nessun contatto con Forza Italia semmai, sempre per le stesse fonti, è il M5s che guarda al Pd. Le fonti leghiste smentiscono le ricostruzioni di stampa. Le stesse fonti sostengono che non sia mai avvenuta la telefonata di Giancarlo Giorgetti a un “altissimo esponente di FI”, in cui il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio – stando a quanto riferisce un quotidiano – avrebbe detto: “Siamo a un passo dalla crisi, qui crolla tutto”. “Non c’è stato alcun contatto con Forza Italia – si insiste dal partito di via Bellerio – a differenza dei 5 stelle che spesso sembrano andare d’accordo con il Pd”.

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