giovedì, 19 Settembre, 2019

Governo. Lega e Cinque Stelle ci provano ancora

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salvini di maio

Lega e 5 Stelle continuano a provarci. L’obiettivo è chiudere entro giovedì prossimo. Poi si passerà alle consultazioni con i cittadini: gazebo in piazza da una parte, piattaforma Rousseau dall’altra. Restano alcuni (pesanti) nodi da sciogliere per far partire il nuovo Governo. Arrivati a questo punto i due partiti vogliono sentire il parere della gente, gli umori dei cittadini, prima di formare un esecutivo. Il Capo dello Stato aspetta novità per l’inizio della prossima settimana.

Certo è che l’ottimismo iniziale sta svanendo giorno dopo giorno. Le distanze tra le parti sembrano consistenti, sia sul nome del presidente del Consiglio che sui programmi. Nessuno dei due movimenti vuole un premier tecnico, ma qualora si scegliesse un politico, i grillini chiedono a gran voce che sia Di Maio. Impossibile per la Lega che, dopo aver abbandonato Berlusconi, sarebbe politicamente schiacciata dall’iniziativa dei 5 Stelle e oggetto di critiche da parte del centrodestra.

Fratelli d’Italia è già sul piede di guerra, con Meloni infuriata per i ripetuti tentativi di Salvini di voler cercare per forza l’intesa con Di Maio a scapito degli alleati. Berlusconi, dopo la riabilitazione ricevuta dal tribunale di Milano, vuole a tutti i costi tornare in Parlamento. Il Cavaliere è convinto che con lui in campo il centrodestra possa raggiungere il 40% e quindi governare da solo. Lo ha ribadito a Salvini anche nella giornata di ieri.

Il leader del Carroccio è perplesso. Dopo le bordate contro l’Europa, oggi ha dovuto incassare la replica del commissario europeo alle Politiche Migratorie, Dimitris Avramopoulos, che non intende accettare cambiamenti di strategia sull’immigrazione. “Dall’Europa ennesima inaccettabile interferenza di non eletti. Noi abbiamo accolto e mantenuto anche troppo, ora è il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti”, la controrisposta di Salvini, che alla sua maniera manda a Mattarella l’ennesimo messaggio: il Governo è ancora lontano.

In realtà Salvini conosce bene la posizione di Bruxelles. Si aspettava la replica della Commissione, così come la presa di posizione del Financial Times, che ha definito Lega e 5 Stelle “i nuovi barbari”. Piuttosto sembra che il segretario federale sia alla ricerca di un pretesto per uscire dal tunnel nel quale si è infilato per andare a votare il prima possibile. Appare improbabile, infatti, che gli sherpa giallo-verdi riescano a mettersi d’accordo su temi dirimenti per i rispettivi elettorati. Difficile che i leghisti accettino il carcere per gli evasori fiscali e il conflitto di interessi, mantenendo allo stesso tempo l’alleanza con Forza Italia. Stesso discorso vale per i pentastellati sulla legittima difesa in salsa leghista. Impossibile, poi, che l’Italia adotti nello stesso momento flat-tax e reddito di cittadinanza. Qualcuno, dunque, dovrà rivedere le proprie posizioni entro breve. Altrimenti si andrà dritti al voto.

F.G.

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