venerdì, 22 Novembre, 2019

GOVERNO LETTA, ECCO LA SQUADRA DEL NEOPREMIER. NENCINI, BENE SOPRATTUTTO BONINO

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Letta-Governo

Sono 21 i ministri che faranno parte del governo guidato dal premier Enrico Letta. Fra questi, otto sono a capo di ministeri senza portafoglio. Sette le donne inserite nella squadra dell’esecutivo. Ecco l’elenco dei 21 ministri che compongono la squadra: agli Interni e Vicepremier Angelino Alfano; alla Difesa Mario Mauro; agli Esteri Emma Bonino; alla Giustizia Anna Maria Cancellieri; all’Economia Fabrizio Saccomanni; alle Riforme istituzionali Gaetano Quagliariello; allo Sviluppo Flavio Zanonato; alle Infrastrutture Maurizio Lupi; alle Politiche Agricole Nunzia Di Girolamo; all’Istruzione, Università e ricerca Maria Chiara Carrozza; alla Salute Beatrice Lorenzin; al Lavoro e Politiche sociali Enrico Giovannini; all’Ambiente Andrea Orlando; ai Beni culturali e Turismo Massimo Brai; alla Coesione territoriale Carlo Trigilia; alle Politiche comunitarie Anna Maria Bernini; agli Affari regionali, sport e turismo Graziano Delrio; alle Pari opportunita’, sport, politiche giovanili Iosefa Idem; ai Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini; all’Integrazione Cecile Kyenge; alla Pubblica Amministrazione Giampiero D’Alia.

LA SODDISFAZIONE DEL PREMIER LETTA – “Voglio esprimere la mia soddisfazione, sobria, per la squadra che siamo riusciti a comporre, per la disponibilità riscontrata e per le competenze al servizio del Paese”. Cosi Enrico Letta, dopo aver sciolto la riserva e aver accettato l’incarico di presidente del Consiglio, ha presentato la sua squadra definendola “coesa e determinata” e sottolineando che il governo e’ “pieno di competenze, con molti giovani e un record di presenze femminili”. Letta ha anche voluto esprimere ancora una volta “profonda gratitudine al Capo dello Stato per la profonda fiducia che mi ha accordato”.

NAPOLITANO: GOVERNO POLITICO UNICO POSSIBILE – “Innanzitutto non c’e’ bisogno di alcuna formula speciale per definire questo governo: e’ un governo politico, formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra Costituzione e della nostra cultura parlamentare”. Cosi’ Giorgio Napolitano, dopo che Enrico Letta aveva annunciato la lista dei ministri, ha voluto esprimere alcune parole di incoraggiamento al nuovo esecutivo. Questo governo “e’ nato dalle intese tra forze parlamentari che garantiranno la fiducia delle due Camere, come dice la Costituzione”, ha detto il Capo dello Stato per il quale questo era l’unico governo possibile in questa situazione.Napolitano ha sottolineato “le caratteristiche di freschezza, competenza e novita’”. Il Presidente della Repubblica ha voluto ringraziare vivamente Letta: “E’ lui’ l’artefice di questo esecutivo, io ho solo assecondato il suo tentativo e il suo impegno. Ora auspico, e ne ho la certezza, che questo governo si metta a lavorare rapidamente e in spirito di fervida coesione”.

LA SODDISFAZIONE DI NENCINI PER LA BONINO, UNA CANDIDATURA SOCIALISTA – Una candidatura quella della Radicale Bonino che sin da subito i socialisti di Nencini hanno voluto sostenere con forza e convinzione, dando il via ad un percorso condiviso in difesa dei diritti. “Si profila una buona squadra di governo. Architrave politica con eccellenze tecniche. E soprattutto un’alta dose di rinnovamento’. Lo dichiara Riccardo Nencini, segretario del PSI. “In questa squadra sara’ utilissima l’esperienza internazionale e la competenza di Emma Bonino”, continua Nencini. “L’ho vista all’opera alla commissione europea e ne ho apprezzato la tenacia e l’attenzione dedicata a temi spinosi e complessi, dai diritti civili alla cooperazione nei paesi del terzo mondo. Fara’ bene anche in Italia’, conclude. Naturalmente ribelle, apprezzata nella comunita’ internazionale, determinata nel perseguimento degli obiettivi della propria agenda. In una parola: radicale, piu’ radicale, forse, dello stesso compagno politico di una vita, Marco Pannella. Emma Bonino, ministro degli Esteri del governo guidato da Enrico Letta, e’ nata a Bra in provincia di Cuneo il 9 marzo 1948. Non sembra, ma pure lei e’ una bocconiana, anche se sembra aver fatto di tutto per far dimenticare l’immagine fredda e compassata che molti attribuiscono ai laureati di quell’universita’. D’altronde quella scelta fu quasi obbligata: “Cercavo -ha raccontato a Correva l’anno- l’unica facolta’ che non esisteva a Torino, cosi’ non sarei dovuta rientrare a casa la sera dopo le lezioni”.

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