martedì, 19 Novembre, 2019

OSSA ROTTE

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Come era ampiamente prevedibile è arrivata la bastonata all’Italia. La commissione europea, con un provvedimento che passerà alla storia per essere il primo del suo genere verso il nostro Paese, ha ufficialmente dato il via alla procedura d’infrazione contro il nostro Paese per debito eccessivo. Una decisione con la quale Bruxelles “certifica il fallimento totale delle misure economiche messe in campo da questo Governo”. Queste le parole del segretario del Psi Enzo Maraio per il “quale “Salvini e Di Maio hanno gettato l’Italia nel baratro e ora tenteranno di tappare i buchi con una nuova manovra correttiva che sarà lacrime e sangue per gli italiani. L’Italia è praticamente in recessione e questo produrrà danni inestimabili all’economia del nostro paese. L’unica soluzione a questo scempio – ha aggiunto il segretario socialista – è mandare a casa questo Governo delle contrapposizioni interne affinché si affronti in maniera organica il problema dei conti pubblici”.

Il giudizio della commissione europea è senza appello: “l’Italia sta violando le regole di bilancio dell’Unione a causa del suo alto debito pubblico e raccomanda pertanto l’avvio di una procedura di infrazione”. I ministri finanziari europei hanno ora due settimane per decidere se sostenere le valutazioni dell’esecutivo comunitario. Secondo la Commissione con sede a Bruxelles i paletti imposti dall’Unione “non sono stati rispettati nel 2018, nel 2019 e non lo saranno nel 2020, pertanto è giustificata una procedura per debito eccessivo” come è stato comunicato.
Per andare incontro alle richieste di Bruxelles l’Italia dovrebbe affrontare una riduzione della spesa pubblica netta dello 0,1% con un aggiustamento strutturale dello 0,6% del Pil entro il 2020.
Per i Commissari il rallentamento economico da solo non basta a spiegare l’ampio gap che l’Italia ha con il resto dei Paesi. Per Bruxelles alcune riforme pro-crescita del passato, come quella delle pensioni, e il deficit proiettato oltre il 3% nel 2020, sono elementi che rappresentano fattori aggravanti.
Dopo la notizia c’è stato un nuovo rialzo dello spread Btp-Bund  che si è riportato sopra i 280 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2,59 per cento.
Nell’incontro di oggi, la Commissione Europea ha adottato decisioni, secondo l’ex articolo 126.3 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nei confronti di Belgio, Francia, Italia e Cipro, in cui ha esaminato la conformità di questi paesi con i criteri relativi al disavanzo e al debito previsti dal trattato. La relazione dei commissari ha concluso che per l’Italia è giustificata una procedura per disavanzi eccessivi del debito.
Nella relazione di Bruxelles si legge anche: “In Italia le prospettive per la crescita e le finanze pubbliche sono peggiorate e le recenti misure messe in atto fanno marcia indietro su parti di riforme attuate in precedenza, anche in relazione al sistema pensionistico”.
“In Italia abbiamo visto il danno che producono le recenti scelte di politica economica – ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis – in particolare per quanto riguarda la spesa per interessi, dato che il Paese oggi paga per il servizio del debito una cifra che è pari a quella che serve a finanziare il sistema scolastico ed educativo”.
Dopo l’annuncio della Commissione Ue, Piazza Affari è immediatamente peggiorata. Il Ftse Mib ha perso lo 0,77% in netta controtendenza rispetto a Londra, dove il Ftse 100 ha guadagnato lo 0,51%, a Francoforte, dove il Dax è avanzato dello 0,46% e Parigi, dove il Cac40 ha registrato un incremento dello 0,60%. In caduta anche il comparto bancario. A pagare maggiormente è Unicredit che sta cedendo il 3,30%, Intesa sp sta perdendo il 2,29%, Ubi banca il 2,73%, Bper il 2,69%, Bpm il 2,20%.
Già lunedì scorso, senza sorprese, i capi di gabinetto dei commissari, nella tradizionale riunione del lunedì che prepara l’agenda della Commissione, hanno dato il via libera alla discussione dei punti trattati oggi, con la formula già usata lo scorso autunno secondo cui è “giustificata” la constatazione della violazione della regola del debito da parte dell’Italia, in vista dell’eventuale avvio di una procedura Edp “per deficit eccessivo” (si chiama così anche quando riguarda il debito e non il deficit pubblico). Il rapporto ha tenuto conto di tutti i “fattori rilevanti” segnalati dalla lettera del ministro dell’economia Giovanni Tria per spiegare il fatto che il debito, invece di diminuire, è aumentato.
Se il documento sul debito italiano fosse stato approvato dai commissari sarebbe stato sottoposto al Comitato economico e finanziario, l’organismo tecnico in cui siedono i direttori generali del Tesoro e delle banche centrali nazionali di tutti gli Stati membri, che ha 15 giorni per pronunciarsi con una sua opinione (articolo 126.4 del Trattato).
L’avvio della procedura Edp contro l’Italia, verrà sottoposta al Consiglio Ecofin (i ministri finanziari dei Ventotto) per l’approvazione formale, a maggioranza qualificata. In questo caso, il primo Ecofin utile sarebbe quello del 9 luglio a Bruxelles. È comunque probabile che della situazione italiana si discuta, sebbene senza prendere decisioni formali, già alle precedenti riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin a Lussemburgo il 13 e 14 giugno.
Immediatamente dopo l’approvazione formale, da pare dell’Ecofin, dell’avvio della procedura Edp, la Commissione presenterebbe anche una proposta di raccomandazione con un programma di misure da attuare, a scadenze prestabilite, per correggere gli squilibri finanziari nei conti pubblici e un termine entro cui tornare a rispettare i requisiti relativi al deficit e al debito. Anche questa raccomandazione, che conterrebbe degli obiettivi annuali di riduzione del deficit in termini sia nominali che strutturali, dovrebbe essere approvata dall’Ecofin a maggioranza qualificata.
Successivamente, in caso di azione inadeguata da parte del governo per attuare le raccomandazioni, l’Ecofin può approvare ulteriori raccomandazioni e può arrivare, in caso di non rispetto, fino a comminare delle sanzioni.
Il Commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, parlando da un’emittente televisiva tedesca, ha sottolineato: “Se i numeri verranno confermati, non potremo sottrarci alla procedura d’infrazione. L’Italia non dovrebbe diventare un rischio per l’eurozona”.
La vice portavoce capo della Commissione europea, Mina Andreeva, durante il briefing con la stampa, prima della riunione, aveva comunicato che “il collegio dei commissari Ue adotterà il pacchetto di primavera del semestre europeo, nel quale aggiorniamo la nostra valutazione della situazione economica e di bilancio degli Stati membri. Ciò include una nuova serie di raccomandazioni specifiche per Paese per politiche nazionali nei prossimi 12-18 mesi. Subito dopo la riunione del collegio ci sarà un resoconto, conferenza stampa del vicepresidente Valdis Dombrovskis, della commissaria Marianne Thyssen e del commissario Pierre Moscovici sullo stesso argomento. E’ previsto anche che il collegio adotti i rapporti ex articolo 126.3 del Tfue (trattato sul funzionamento dell’Ue) nei confronti dell’Italia, della Francia, del Belgio e di Cipro. Nel caso dell’Italia è possibile che venga considerato giustificato l’avvio di una procedura per debito: decidere tuttavia tocca al collegio, che ne dovrà discutere. A quel punto la palla passa al Comitato Economico e Finanziario del Consiglio, che deve esprimersi entro due settimane, e da lì all’Ecofin del 9 luglio, che dovrebbe esprimersi sull’avvio della procedura per debito, mai lanciata nei confronti di alcuno Stato membro e che il nostro Paese ha evitato per un soffio alla fine del 2018”.
Sono qualche giorno fa il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici aveva avvertito che regole vanno rispettate. “L’Europa – sono state le sue parole – è una comproprietà, ci sono regole che tutti osservano e non possiamo avere nemmeno uno che se ne disinteressi. Ma la mia parola d’ordine è dialogo, dialogo, dialogo”. Insomma la linea dura di Salvini porta l’Italia a sbattere.“Il Governo va avanti – è la posizione di Salvini – se mantiene l’impegno di tagliare le tasse, presto e bene. Con Tria abbiamo ragionato di tasse e Europa, uno choc fiscale è l’unico modo per rilanciare l’Italia”. Peccato che lo choc fiscale immaginato dal governo non solo non ha prodotto effetti utili, ma ha anche portato i nostri conti fuori controllo. Evidentemente a lettera del ministro Tria alla Commissione non è stata convincente. Dopo la decisione dei commissari Ue di procedere verso l’Italia sulla strada delle procedura d’infrazione, ancora nessun commento è arrivato dai rappresentanti del Governo italiano. Dopo la ramanzina di Conte i due vicepremier, prima di aprire bocca ci pensano attentamente.

Salvatore Rondello

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