sabato, 19 Ottobre, 2019

SENZA COPERTURA

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delegazione 5 stelle quirinaleUno dopo l’altro i leader del Movimento Cinque Stelle al Quirinale per presentare al Capo dello Stato l’accordo trovato e sul quale lavorare per la formazione del governo. Il testo programmatico è stato sottoposto al voto di iscritti e simpatizzanti chi nei gazebo improvvisati alla bisogna chi su incontrollabili piattaforme online. Riti poco ortodossi, ma ci si abitua a tutto.

Il primo a incontrare il presidente Sergio Mattarella è stato Di Maio che si è presentato insieme ai capigruppo alla Camera e al Senato Giulia Grillo e Danilo Toninelli e il capo della comunicazione Rocco Casalino. Dopo di lui, toccherà a Matteo Salvini. Il nome presentato a Mattarella come presidente del Consiglio è quello del giurista Giuseppe Conte. Mattarella aveva chiesto un governo politico. E Conte non è espressione del mondo politico. Giuseppe Conte, che non ha mai fatto politica, ha 54 anni ed è nato a Volturara Appula in provincia di Foggia. Dal 2013 è componente del Consiglio di presidenza della Giustizia Amministrativa, scelto dal Parlamento. Conte è il titolare di un grande studio legale, e insegna a Firenze diritto privato. Nel 1988 (l’anno della laurea), era già stato inserito nella commissione istituita a Palazzo Chigi per la riforma del codice civile.

Al centro anche la definizione della squadra di governo. Resta il nodo nodo del ministero dell’Economia. Il nome sul quale M5S e Lega avrebbero trovato una convergenza è quello dell’ex ministro del governo Ciampi, Paolo Savona. Un nome che, secondo fonti parlamentari, non sarebbe tuttavia particolarmente gradito al Quirinale per le sue posizioni anti-euro. Altro nodo da sciogliere quello del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, soprattutto dopo le frizioni tra M5S e Lega sul progetto della Tav Torino-Lione.

“Credo che oggi – ha detto Di Maio al termine del suo colloquio con Mattarella al Quirinale.- possiamo dire che siamo di fronte a un momento storico. Abbiamo indicato il nome al presidente della Repubblica che può portare avanti il contratto di governo”. Dopo Di Maio è arrivato Matteo Salvini: “Noi ci siamo, siamo pronti, abbiamo fatto il nome e indicato la squadra, vogliosi di far crescere l’economia del Paese. Il governo di cui vogliamo far parte vuole aumentare il lavoro – ha detto il leader leghista -. Nessuno ha niente da temere, anzi. Ovviamente vogliamo un governo che metta l’interesse italiano al centro, prima gli italiani, rispettando tutti”.

“Sta per nascere – ha affermato in una nota il segretario del Psi Riccardo Nencini – un governo antisistema, a quanto si legge con un programma trasformista, scarno di coperture di bilancio, conflittuale con l’U.E. e con i tradizionali alleati dell’Italia. C’è da sperare che il ‘ne’ aderire ne’ sabotare’ di Forza Italia si trasformi in voto contrario”.

E mentre la lunga attesa si avvia verso una conclusione, lo spread tra Btp e Bund si amplia ancora e sfonda la soglia dei 180 punti base, a quota 181, il livello più alto da giugno scorso. Il rendimento del decennale italiano è in rialzo al 2,35%. Il ‘contratto’ di governo tra Lega e Movimento cinque stelle, è il parere della agenzia di rating Fitch, “aumenta i rischi per il profilo di credito sovrano, in particolare attraverso un allentamento di bilancio e un potenziale danno alla fiducia”.

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