lunedì, 18 Marzo, 2019

Governo, migranti e ripicche

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Il faccia a faccia tra Salvini e Conte di ieri sera rappresenta un precedente. Per la prima volta Conte si è mosso in autonomia, perdipiù su un terreno che il ministro degli Interni Salvini reputava di sua esclusiva pertinenza. È questo il punto che Salvini non ha digerito. Il vertice è servito per mettere chiarezza su questo, soprattutto nel momento in cui la campagna elettorale per le europee è alle porte. Quindi è essenziale per Salvini non mostrare cedimenti sul fronte immigrazione.

Alla fine del vertice la triade (Conte, Salvini, Di Maio) ha affermato che l’incontro a Palazzo Chigi ha avuto un esito positivo. “Manteniamo l’impegno ad accogliere donne bambini senza dividere nuclei familiari, li affideremo alla chiesa Valdese che si è offerta di accoglierli senza oneri per lo Stato”. In realtà la linea della fermezza di Salvini è stata battuta. Il leader della Lega ostenta soddisfazione ma in realtà il titolare degli Interni è irritato per il ruolo che Giuseppe Conte si sta pian piano ritagliando nel governo gialloverde. La trattativa sulla manovra conclusa da poco, ha dato modo al premier ti trovare un proprio spazio ai danni dei due vice. Questo nuovo episodio sui migranti salvati dalle due Ong è un ulteriore caso che va in questa direzione. Insomma la trattativa con l’Europa sulla manovra è stato in qualche modo l’inizio di un rimescolamento delle carte in tavola. E lo slancio in avanti di Conte sul caso migranti di Malta ne è una conferma. Tanto che ieri, quando La Valletta annunciava l’accordo sui ricollocamento con il coinvolgimento dell’Italia, il ministro dell’Interno non ha nascosto la sua forte irritazione per la decisione del premier.

Tant’è che è slittato, sembra alla prossima settimane, il cdm che avrebbe dovuto varare il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100. Prima la Ragioneria generale dello Stato deve completare la stesura della relazione tecnica. E vanno sciolti gli ultimi nodi ai quali si sono aggiunti altri elementi non tecnici ma politici. Da Varsavia, Salvini minacciava: “Senza fondi per le pensioni di invalidità non voteremo il reddito di cittadinanza”. Salvini dice che non è una ripicca, ma il dubbio rimane.

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