sabato, 27 Febbraio, 2021
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Governo, Renzi spinge sul Mes: “Serve un salto di qualità”

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In una conferenza stampa al Senato, Matteo Renzi ha fissato i punti irrinunciabili per Italia Viva sul Recovery: “Servizi segreti, Tav, Mes… su questi punti non torniamo indietro. Ora la palla è a Conte. Se su questi punti troveremo un accordo, bene. Altrimenti le ministre e il sottosegretario Scalfarotto lasceranno. Dovranno fare a meno di noi, auguri”.
In realtà i punti di disaccordo sono ben 61, ma sono anche accompagnati da controproposte racchiuse in un piano che si chiama ‘Ciao’, acronimo di cultura, infrastrutture, ambiente, opportunità. Dentro non ci sono grandi sorprese. Le richieste di Renzi sono quelle anticipate nei giorni scorsi, a partire dal Mes.
Oggi c’è stata la consegna dei documenti sul Recovery da parte della maggioranza dopo il giro di ‘consultazioni’ con il premier Conte. Documento, quello di Iv, che Renzi ha illustrato in conferenza stampa. Ora si aprirà una fase di confronto al Mef con il ministro Roberto Gualtieri sui saldi del Recovery (Renzi ha annunciato che la delegazione Iv andrà mercoledì mattina) e dopo dovrebbe arrivare il momento della sintesi politica con il presidente del Consiglio, verosimilmente dopo Capodanno.
Renzi ha bocciato la proposta Conte del Recovery affermando categoricamente: “E’ un collage raffazzonato senza anima e senza ambizione”. Così ha lanciato le controproposte del piano ‘Ciao’ che prevede anche lo Ius Culturae e la difesa del garantismo.
Il leader di Iv ha ribadito: “Chiediamo al governo un salto di qualità, perché questo piano così com’è è deludente, ed è una questione da risolvere in queste settimane, non si può tirare troppo per le lunghe”.
Anche Leu ha consegnato il documento sul Recovery e il Pd si appresta a farlo entro la serata.
Nicola Zingaretti ha precisato: “Non è tutto da rifare. Il Pd su richiesta del presidente del Consiglio sta lavorando a un documento da consegnare prima della riunione del Consiglio dei ministri che lo dovrà adottare per poi iniziare l’iter parlamentare. Sono settimane che lavoriamo per contribuire a scelte strategiche per l’Italia. Lo abbiamo fatto sempre in maniera costruttiva e responsabile, continuiamo e continueremo a farlo con questo spirito. Le osservazioni del documento del Partito democratico ricalcano quelle già portate a Conte nell’incontro della settimana scorsa compresa la richiesta di attenzione sulle riforme del lavoro. Si rischia di arrivare al termine del blocco dei licenziamenti senza una riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive che abbiamo posto più volte al tavolo di maggioranza sul programma di governo. Quanto alla governance, l’indicazione del Pd è che non sia sostitutiva ma di supporto alla Pa”.
Il documento di Leu pone l’accento in particolare sulle infrastrutture sociali e la sanità di cui è titolare il capodelegazione, Roberto Speranza, che ha precisato: “Nel documento abbiamo ritenuto fondamentale riaffermare che i fondi destinati alla sanità, pari ad appena 9 miliardi, sono largamente insufficienti”.

Dietro ai documenti e le indicazioni di merito, resta la minaccia dello ‘show down’ confermata anche oggi da Renzi. Senza accordo, Iv lascia. Anche se Renzi precisa con i cronisti che il piano ‘Ciao’ non vuole essere un anticipo del saluto a Conte.
Ai cronisti Renzi ha detto: “Si era pensato anche di usare l’acronimo Goal: giovani, opportunità, ambiente, lavoro…”.
A chi gli ha chiesto della possibilità di voto anticipato in caso di crisi e un’eventuale lista Conte evocata, tra gli altri, da Goffredo Bettini, Renzi ha risposto con scetticismo: “Dico che un’alleanza elettorale con chi dice no al Mes, no all’alta velocità, sì al giustizialismo e no alla crescita, faccio un po’ di fatica a farla. Se però il Pd si trova bene, ciascuno può cambiare… Penso, indipendentemente dalle valutazioni su Raggi a Roma, che oggi bisognerebbe mettersi attorno a un tavolo e decidere come concludere la legislatura. Non farei una discussione sul futuro, poi se la gente vuol votare con un’alleanza Pd-M5s, la trovo singolare soprattutto per gli elettorati…”.
Dai 5 Stelle, Renzi oggi ha preso ancora una volta le distanze: “Questo piano è impregnato di cinquestellismo giustizialista nel momento in cui si parla della prescrizione. Noi partiamo dalla cultura: no al manettarismo di seconda mano di alcuni membri di questa coalizione”. Poi ha aggiunto: “Sull’alta velocità non facciamo sconti a nessuno. L’unico vero attacco al governo lo ha fatto il M5S non votando il parere sull’alta velocità. Non siamo noi a complottare contro il governo, ma è chi dice ‘no’ all’alta velocità che complotta contro l’Italia”.
Italia Viva porterà mercoledì il proprio contributo al Piano di ripresa e resilienza al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Una scelta precisa, quella di Matteo Renzi, che descrive bene lo stato di tensione in cui lavora il governo. Italia Viva sceglie, infatti, il confronto con il responsabile di Via XX Settembre e non con il premier Giuseppe Conte. Un gesto fortemente politico a cui si aggiunge il ritardo nella consegna delle osservazioni dei renziani che rischia di far saltare il crono-programma a cui mirava Conte e che aveva l’obiettivo di far approvare un testo di massima al Consiglio dei Ministri del 30 dicembre.
Se i punti messi sul tavolo da Italia Viva non fossero recepiti, i renziani ne trarranno le conseguenze, come ha spiegato l’ex premier, ritirando le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, nonchè il sosttosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, dalla compagine di governo. La strada del Piano nazionale, dunque, appare in salita e sempre più legata a quella verifica del programma di governo che sembra non decollare.
Le 61 osservazioni messe insieme da Italia viva metterebbero in difficoltà Conte e il governo. L’obiettivo del premier era di inviare il piano a Bruxelles per l’inizio di febbraio, dopo una approvazione preliminare al consiglio dei ministri del 30 dicembre, per inviarlo poi al Parlamento la settimana successiva per le modifiche e vederlo approvare in via definitiva a fine gennaio, inizio febbraio. Nulla di tutto questo, se alle parole di Renzi faranno seguito i fatti.

Il nuovo affondo di Renzi, in ogni caso, apre nuovi scenari ed alimenta i sospetti tra gli alleati di governo.
A questo gioco non partecipa il Partito Democratico che ha già pronte le osservazioni al Piano nazionale e, stando a quanto si apprende, le pone sul tavolo di Conte dopo l’analisi e le condivisioni da parte della segreteria. Osservazioni che non mirano a smontare il piano predisposto da Conte.
Più fondi a sanità e green, tra le altre, sono chieste anche da Liberi e Uguali.
Il momento politico è molto delicato ma anche cruciale per il futuro del Paese che necessita di riforme strutturali importanti tra cui la scuola, l’amministrazione della giustizia e della pubblica amministrazione, senza dimenticare, in primis, il superamento della crisi con la creazione di lavoro e occupazione.

 

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