martedì, 21 Maggio, 2019

ORLO DI UNA CRISI DI GOVERNO

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“Siamo tutti nelle mani del buon Dio. Non c’è niente di certo”, così il ministro Salvini prova a minimizzare l’eterna questione Tav e la grana di un Esecutivo che non riesce a trovare la quadra.
“Nel contratto di governo c’è la revisione dell’opera che è giusta. Si possono tagliare spese, strutture. Ed ègiusto chiedere più contributi all’Europa e alla Francia. Tutto è migliorabile ma fermarla no. Spero che il buonsenso prevalga”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Rtl sulla questione Tav. Alla domanda di un possibile rinvio della decisione a dopo le Europee di maggio, Salvini ha risposto: “Non è che cambi molto. Il tunnel sarà lì anche l’8 giugno, la scelta va fatta. L’Italia ha bisogno di più infrastrutture. Ci sono cantieri fermi da 10 anni”. “Se qualcuno vuole dire no, non si fa, ce lo dica, punto. Io non sono e non sarò mai d’accordo. Siccome la Lega è una delle due componenti di governo, scelgano gli ascoltatori”, ha continuato Salvini. Il vicepremier ha poi ribadito che “la Lega non voterà mai per bloccare un’opera pubblica importante”.
I due vicepremier sono ai ferri corti e nel frattempo scoppia il caso Ponti.
Da una parte c’è il Marco Ponti “italiano” che redige un documento di 78 pagine in cui parla di perdite per 7 miliardi dovute alla Torino-Lione e che boccia la Tav (l’analisi che lo stesso premier Conte ha definito attendibile). Dall’altra c’è il Marco Ponti “europeo” che con la sua società, la Trt, collabora alla stesura di un altro documento, stavolta di 118 pagine, che invece promuove l’opera in termini di posti di lavoro, tempi di percorrenza e benefici per il territorio a livello economico.
Ci sono fonti del ministero dei Trasporti, rivelati da ‘La7’, che hanno precisato: “Lo studio riservato sul Corridoio Mediterraneo, commissionato dalla Ue, ha visto una partecipazione solo marginale della società ‘Trt trasporti e territorio’, presieduta dal professor Marco Ponti. Quest’ultimo, peraltro, non solo non ha firmato la ricerca, ma non ne conosce in alcun modo i contenuti. Inoltre, va precisato che si tratta di una analisi riconducibile a quelle di valore aggiunto, fondata sul moltiplicatore keynesiano, metodo che non ha nulla a che fare con l’analisi costi benefici effettuata sulla tratta Torino-Lione”.
Sta diventando un caso lo studio riservato della Commissione europea che illustra l’impatto socio-economico e ambientale delle reti transeuropee di cui fa parte il corridoio Mediterraneo, tra cui la Tav, firmato, tra gli altri, da sei dipendenti della società presieduta dall’ingegnere Marco Ponti. L’analisi, chiamata ‘The impact of TEN-T completion on growth, jobs and the environment’, parla di notevoli risparmi di tempo per il trasporto di passeggeri e merci e di una forte ricaduta occupazionale. Tra le società che lo hanno redatto c’è la TRT trasporti e territorio, società guidata da Ponti, che in Italia ha realizzato l’analisi costi benefici per conto di Toninelli bocciando la Tav. Nello studio europeo, invece, la Torino-Lione viene promossa.
Secondo lo studio, che risale al 2018, per il corridoio Mediterraneo il risparmio di tempo è notevole. Si parla del 30% per i passeggeri e 44% per le merci.
Nel documento si legge: “Lungo i corridoi transeuropei della rete Ten-T, l’attuazione dei progetti di potenziamento previsti porterà notevoli miglioramenti nei tempi di viaggio, in particolare per il trasporto ferroviario. Sono previsti cospicui risparmi di tempo per il corridoio Mediterraneo, del quale la Tav Torino-Lione fa parte e del quale attualmente è uno dei principali colli di bottiglia, con il 30%”. 
Il rapporto è stato redatto per conto della Commissione Europea da due società, una tedesca, la M-Five Gmbh Mobility, Futures, Innovation, Economics di Karlsruhe e la Trt, Trasporti e Territorio, la srl di Milano il cui presidente è appunto il docente del Politecnico di Milano, Marco Ponti.
L’analisi non è firmata direttamente da Ponti, che guida la commissione che ha realizzato l’analisi dei costi e benefici relativa alla Tav Torino-Lione per conto del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ma da sei dipendenti della società che presiede, oltre che dai colleghi della società di Karlsruhe. Comunque, secondo gli esperti: “Il trasporto merci sui corridoi (Core Network Corridors) viene accelerato anche di più: qui i risparmi di tempo più considerevoli ammontano al 44,4% per il corridoio Mediterraneo, al 38,9% per il corridoio Reno-Alpi e al 36,7% per quello Atlantico”.
Dal canto suo, Ponti, intervenendo a ‘Mattino 5’, ha precisato: “Si tratta di un’analisi sul valore aggiunto e non ha nulla a che vedere con l’analisi costi-benefici”. Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Ramella, che insieme a Marco Ponti e altri tecnici ha contribuito alla stesura dell’analisi costi benefici: “Lo studio non dice va fatto. Illustra i benefici ma non i costi. Non è firmato da Ponti. E i risultati sono coerenti con quelli dell’acb: ad esempio il cambio modale indotto dal completamento di tutti i corridoi è marginale”.
In altri tempi, Luigi Pirandello avrebbe detto: “Ma non è una cosa seria”. Il dubbio sulla serietà delle analisi fatte, ormai è evidente.
Sulla Tav, il premier Conte ha detto: “Escludo crisi di governo, sarebbe assurdo”.
Ma non finisce qui. Tra i due vicepremier sono scoppiate le scintille sulla Tav. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a Rtl, ha detto: “Nel contratto c’è la revisione dell’opera che è giusta, si possono tagliare spese, strutture, è giusto chiedere più contributi all’Europa e alla Francia. Non si può fermarla e conto che il buon senso prevalga”.
Quanto a possibili rinvii della decisione a dopo le elezioni Europee di maggio, il ministro ha sottolineato: “Il tunnel sarà lì anche l’8 giugno, la scelta va fatta. Nessun vertice di Governo oggi, vado a Milano, ne parliamo lunedì. Io sono per fare non per disfare”.
Sulle parole di Luigi Di Maio, che lo aveva definito irresponsabile, ha replicato: “Di Maio è un uomo, oggi parlo di donne. Io irresponsabile? No, sono coerente e poi Luigi parlava ai suoi. Comunque non mi scandalizzo, ho sempre lavorato per riavvicinare le posizioni, devono partire i bandi per la Tav, a me interessa quello. Questo Governo andrà avanti, sono contento di quanto ha fatto in questi nove mesi e ci sono ancora tante cose da fare. Però, la Lega non firmerà nessun provvedimento per bloccare l’opera: bisogna scegliere, non si può sempre rimandare”.

Il sottosegretario Armando Siri, rivolgendosi al premier Conte ed al vicepremier Di Maio, ha fatto una proposta: “I bandi di Telt per la Tav si possono pubblicare con la clausola della dissolvenza prevista dal diritto francese: con quella clausola, nonostante la pubblicazione, possono essere revocati in qualsiasi momento”. Il sottosegretario Armando Siri, facendo sfoggio della conoscenza del diritto francese, ha dimenticato che in Italia valgono le leggi italiane, quelle che un sottosegretario dovrebbe conoscere.

La sindaca penta stellata di Torino, Chiara Appendino, ha sentenziato: “Far cadere il governo sulla Tav sarebbe da irresponsabili. L’esecutivo sta facendo molti atti sui quali si era impegnato, come reddito di cittadinanza e quota 100. Il mio auspicio, quindi, è che si torni a dialogare, che si possa chiudere questo dossier e il governo vada avanti”.

Un portavoce della Commissione europea, a chi gli chiedeva se l’esecutivo fosse stato informato sugli sviluppi legati alla Tav dopo le dichiarazioni di ieri del premier Giuseppe Conte, ha detto: “Possiamo confermare che negli ultimi giorni ci sono stati contatti a livello politico fra il governo italiano e la Commissione Ue e che questi contatti proseguono. La nostra posizione sulla Tav continua a restare la stessa”.

L’Unione Industriale di Torino, Amma, Ance Piemonte, Confagricoltura Piemonte e Confindustria Piemonte hanno querelato Alessandro Di Battista, che intervistato da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, aveva sostenuto l’esistenza di un legame fra ‘ndrangheta e Comitati Sì Tav, oltre a fare accenni a non meglio precisati episodi di corruzione. Le associazioni, promotori di un Comitato Sì Tav, si considerano ‘destinatarie dell’offesa e ritengono tali dichiarazioni gravemente lesive’.

Tra bugie e falsificazioni di documenti è caduto il Movimento penta stellato che ha raccolto i consensi presentandosi agli elettori come depositario dell’onestà politica e del giustizialismo dei corrotti e dei disonesti. La Tav ne è un altro esempio.
Salvini, sempre più in sella, sta dimostrando di essere l’uomo forte del governo. Il premier Conte è stato smentito. Due giorni fa, Giuseppe Conte ha rassicurato gli italiani che il governo avrebbe deciso oggi sulla Tav, invece è stato tutto rinviato. Per dignità morale e per onestà politica, di fronte ad una situazione simile, sarebbe doveroso per il presidente del Consiglio rassegnare le dimissioni. Tuttavia, le logiche antidemocratiche del ‘poltronismo’, probabilmente, lo impediscono.

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