lunedì, 24 Febbraio, 2020

Graziano Luppichini
La mobilità a Livorno è una cosa seria

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Correvano gli anni 80 del secolo scorso, quando nella città di Livorno si tentava di dare corso ad un Piano del Traffico proposto dall’allora assessore socialista Gabriele Lala, approvato dalla giunta municipale in carica dal Luglio 1975, ma mai veramente realizzato perché, interessi diversi, di categorie diverse, ne minarono alla base la completa messa in opera dello studio compiuto, costringendo a modifiche a macchie di leopardo che, nei fatti, non solo inficiarono il progetto, ma gettarono la città nel caos anche per gli anni a venire. Il sindaco Nannipieri, se lo ritroverà sulle spalle al suo successivo mandato senza che nulla o quasi potesse realizzarsi. Eppure anche da parte dell’impresa esercente il servizio urbano di trasporto, non sono mancati progetti e suggerimenti utili per dare concretezza ad un nuovo e diverso modo di vivere la mobilità; tutto però è finito nei cassetti di qualche ufficio municipale, rimanendovi chiuso per troppo tempo, di fatto scadendo senza mai tentarne neppure una qualche sperimentazione. E questo via via così per tutti gli anni che si sono susseguiti con le diverse amministrazioni, fino, oseremmo dire alla penultima, quella guidata dal sindaco M5S Nogarin che, con il suo assessore Vece, avrebbe addirittura voluto rivoluzionare la mobilità cittadina con un sistema di funivie che collegassero la stazione ferroviaria con il Porto Mediceo. Una scelta così tanto fantasiosa e fantascientifica da propinare ai livornesi (notoriamente non facilmente convincibili) che alla fine poi, a parte qualche rifacimento urbanistico e tante rotatorie, più dannose per il traffico che altro, nulla è cambiato nella città labronica, se non le aumentate lamentele per le code ed i parcheggi a pagamento anche per i residente a cui, l’attuale sindaco Salvetti, tenta con la sua giunta di dare soluzione. Ed è in quest’ultimo quadro che si inserisce il nuovo piano urbano della mobilità sostenibile, PUMS, tutto da definire, contenente anche una possibile revisione – dopo anni di proposte inascoltate da parte delle forze politiche, PSI in primis – del TPL, ormai non più rispondente alle reali esigenze della città. Un TPL più volte rimaneggiato, più in funzione del risparmio di gestione che non delle reali necessità di mobilità, così come ci si sarebbe attesi dall’istituzione delle linee LAM, in realtà incastrate nel traffico che si sovrappone al mezzo pubblico nelle corsie ad esso destinate, di cui quasi sembra accorgersene soltanto oggi.

Una situazione annosa, mai veramente risolta ed a cui, evidentemente i cittadini livornesi hanno trovato rimedio, preferendo l’uso dello scooter a quello dei bus.

L’auspicio che i Socialisti fanno è che stavolta non si voglia più “scherzare”: si avviino studi specifici sulle direttrici di traffico e sulle reali esigenze di mobilità, intorno a cui, anche con l’aiuto determinante, ma non esclusivo, del nuovo soggetto gestore, completare una nuova fisionomia di trasporti cittadini adeguatamente integrata anche con gli altri vettori del trasporto, soprattutto in grado di soddisfare le richieste della cittadinanza, puntando, anche attraverso le nuove forme di tariffazione, a realizzare in maniera compiuta il sistema di parcheggi scambiatori, periferici rispetto al centro cittadino, utili e quantomai opportuni, per abbattere le code in entrata ed uscita dal centro.

Graziano Luppichini

Responsabile Nazionale

Trasporto Pubblico Locale del PSI

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