martedì, 22 Settembre, 2020

Graziano Luppichini
Il trasporto ferroviario in Lombardia

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In Europa, l’Italia è agli ultimi posti per la dotazione infrastrutturale per i trasporti, la Lombardia è intorno al 50° tra le 276 regioni. Questo rende generale la convinzione che la Lombardia debba investire maggiormente nella rete ferroviaria, e c’è del vero se pensiamo che dopo gli sforzi progettuali ed economici degli anni 70-80 la destinazione delle risorse lombarde ha visto protagonista la viabilità. E’ vero però anche che grave colpa della politica è stato non continuare nel percorso di ammodernamento ed efficientamento al fine di rendere “produttivi” gli investimenti già fatti per il ferro.

Da qualche anno i protagonisti del trasporto ferroviario lombardo sono la Regione Lombardia attraverso Ferrovie Nord Milano e Ferrovie dello Stato che con FNM e Rete Ferroviaria Italiana hanno gestito le rispettive infrastrutture e con Trenord il Servizio su tutta la rete regionale.
Da sottolineare che il servizio è stato affidato senza gara mettendo la Regione nelle condizioni di essere soggetto proprietario, programmatore e gestore dei servizi ferroviari assegnati a se stesso. In questi giorni in cui sul tavolo del Consiglio Regionale della Lombardia c’è la razionalizzazione del servizio e la valutazione del rinnovo del contratto con Trenord emergono con forza i pesanti disservizi e le forti diseconomie (produttività inferiore del 20% della media europea) oltre che il matrimonio incompleto tra i soggetti interessati che
porta a gestione conflittuale sulla rete di RFI (circa 1600 km di rete – 307 stazioni – oltre 120 milioni di viaggiatori anno) e quella di Ferrovienord 300 km di rete, 120 stazioni e oltre 60 milioni di viaggiatori anno) e ai pesanti problemi che rendono i viaggiatori sempre più intolleranti.

In sintesi si può sostenere che per l’infrastruttura ci sono importanti margini di miglioramento a cominciare da una riorganizzazione degli interventi e delle necessarie risorse tra RFI e Ferrovienord, per il servizio tutto fa ritenere che
vada studiata una accelerazione dell’assegnazione con gara, procedura che ha avuto successo in tutta Europa.
Su questo noi Socialisti invitiamo i Politici e il Consiglio Regionale della Lombardia a concentrarsi, la Regione ne ha da fare! Altro che voler mettere le mani sul sistema metropolitano milanese! Il Centrosinistra sembra finalmente cogliere la gravità della situazione. Purtroppo, la tolleranza (talvolta condivisione) dell’opposizione sul tema rende difficile spiegare ai viaggiatori che non ce la fanno più che se ci sono colpe queste non possono che far capo al centrodestra e in particolare alla Lega.

Le cose che adesso sta rappresentando il PD con la raccolta di firme sono anche condivisibili, noi Socialisti le diciamo inascoltati da anni, certo che i lombardi (e tutti quelli che in Lombardia abitano e lavorano – aggiungiamo noi) “..hanno diritto di viaggiare su treni puntuali, affidabili, confortevoli e puliti…” che non va il taglio delle corse o l’aumento del
costo dell’abbonamento. Crediamo però che limitarsi a chiedere che la Regione “… dichiari concluso l’esperimento Trenord, rispetti i pendolari e ripristini gli abbonamenti “solo treno” per i pendolari di Monza, Milano e Lodi che non prendono altri mezzi” non dia l’idea della situazione e sia debole in quanto a prospettiva politica.

La sollecitazione nostra è ad aprire una discussione collegiale nel Centrosinistra e la costruzione di un progetto che, a partire dalle cose che non vanno, proponga soluzioni vere che ci rendano credibili.

Graziano Luppichini
Responsabile Nazionale TPL del PSI

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