domenica, 17 Gennaio, 2021

Guerra e pace

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Trent’anni fa un fatto tremendo tolse la vita a dodici studenti dell’istituto tecnico Salvemini,
oltre ferirne molti altri: un aereo militare in avaria precipitò dentro le aule della scuola di
Casalecchio seminando una scia di morte che, a 45 anni dalla fine del secondo conflitto
mondiale, ne ricordò l’orrore. Mentre ci uniamo ai famigliari delle vittime, come facemmo
allora, alle istituzioni ed alle associazioni che ne hanno onorato la memoria, vogliamo
ricordare un gesto piccolo ma significativo che trasformò un conflitto sociale in un’azione di
solidarietà, il “folle” contratto fra la Chiesa, il Sindacato e la proprietà Ducati. Occorrevano
soldi, subito, per aiutare i feriti, alcuni dei quali si sottoposero a delicati interventi chirurgici,
ben prima che arrivassero i rimborsi dello Stato per quella che giudicammo non solo fatalità
ma anche errore umano per via di procedure che fecero tentare al velivolo un atterraggio
all’aeroporto di Bologna, che non riuscì in quanto ormai ingovernabile.

Come casalecchiese e dipendente Ducati proposi ai responsabili di Cgil Bruno Papignani e
Maurizio Lunghi e Gilberto Berzieri della Cisl, di trasformare un’ora di sciopero (da 14 mesi
non veniva rinnovato il CCNL) in un’ora lavorata devoluta ai feriti per le cure urgenti di cui
avevano bisogno. I funzionari Bruno e Gilberto, oggi scomparsi, aggiunsero una clausola che
poi, grazie alla mediazione della Chiesa di Bologna, fu accettata, cioè che la Proprietà versasse
una cifra corrispondente a quella dei lavoratori in modo che ci guadagnasse solo la solidarietà.
La messa, concelebrata dieci giorni dopo in fabbrica da parte di S.E. il Cardinale Giacomo
Biffi, coadiuvato da Don Piero della parrocchia di S.Maria Assunta di Borgo Panigale e da
monsignor Tommaso Ghirelli della pastorale del lavoro, sancì il successo di quello strano
“contratto” anche se avvenne in un clima un po’ surreale, in cui le parti sociali che fino al
giorno prima si scontravano davanti ai cancelli si trovarono in preghiera nello stesso locale.
Un’opera di pace, di solidarietà e vicinanza umana dopo un atto di guerra, forse è questo
l’insegnamento che ci sentiamo di proporre a trent’anni di distanza da quell’episodio ed in
piena pandemia Covid che di morti ne ha già fatti oltre 45.000. Per fare in Italia quello che ha
saputo fare la nostra comunità e le sue istituzioni, invece che dividersi o giocare allo scarico
delle proprie responsabilità, riuscendo a trasformare il dolore in impegno, forza e speranza.
Un’opera di pace che può aprire un processo di ricostruzione economica, sociale, ambientale
ed etica di cui il nostro Paese ed il mondo intero hanno un estremo bisogno che mi fa sentire
sicuro che questo ricordo sarebbe stato condiviso dai colleghi prematuramente scomparsi.

Adesioni associative: PSI sez. unite Colli bolognesi, Dip.to Lavoro Psi, Ass.ne Rossofiore
adesioni individuali: Paolo Sartori dip.to Lavoro Psi Bologna, Marco Landucci Ambasciatore
Città del vino, Stefano Bernardi Istituti agrari senza frontiere, Michela Roth associazione
difesa consumatori, Giovanni Patrizi ex assessore Comune di Casalecchio, Michele D’Onofrio
ex funzionario Enac e Rsu aeroporto Marconi, Donatella Barbieri ex Rsu Ducati Motor,
Maurizio Lunghi segretario Cgil Bologna, Pietro Ospitali ex vicesindaco Bazzano

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