venerdì, 27 Novembre, 2020

GUERRA PER IL VACCINO

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Il governo Trump è tornato alla carica contro Oms e Cina. Non si unirà allo sforzo globale per sviluppare, produrre e distribuire il vaccino contro il Covid-19, a causa del coinvolgimento dell’Oms, da cui gli Usa hanno deciso di uscire accusando l’organizzazione di aver coperto l’insabbiamento cinese sull’epidemia. La Casa Bianca ha affermato: “Gli Usa continueranno a coinvolgere i loro partner per sconfiggere il virus senza essere vincolati da agenzie influenzate dalla corrotta Oms e dalla Cina”.

Il presidente Trump è convinto che gli Stati Uniti abbiano sufficienti potenziali vaccini in avanzata fase clinica per poter andare da solo nella corsa che rappresenta anche una sfida nella sua visione dell’America first cercando di recuperare consensi elettorali.

Oltre 170 Paesi intanto stanno partecipando alla Covid-19 Vaccines Global Access (Covax) Facility, un progetto che mira a velocizzare lo sviluppo del vaccino e ad assicurare dosi per tutti i Paesi distribuendoli ai segmenti più a rischio della popolazione. Il piano, guidato dall’Oms, dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations e da Gavi Alliance (fondazione legata a Bill Gates), è sostenuto da alcuni alleati tradizionali degli Usa, compresi Giappone, Germania e Commissione europea.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha annunciato: “La Commissione europea parteciperà a Covax, l’iniziativa Oms per garantire l’accesso al vaccino anti-Covid a tutti i paesi del mondo. Primo gesto concreto, un contributo da 400 milioni di euro in garanzie a sostegno di Covax. Finora abbiamo raccolto quasi 16 miliardi di euro per un vaccino, oggi facciamo un ulteriore passo avanti. La Commissione è pronta ad aderire alla Covax Facility, progettata per l’approvvigionamento di vaccini contro il coronavirus a livello globale. Ci uniremo agli Stati membri, come Team Europe. Perché una cosa è chiara, non saremo al sicuro finché tutti, qui in Europa o nel mondo, non saranno al sicuro”.
Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha messo in guardia sull’emergere di un “nazionalismo dei vaccini” legato alla corsa per trovare un rimedio contro il Covid-19 affermando: “L’eccesso di domanda sta già creando un nazionalismo dei vaccini e c’è il rischio che i prezzi aumentino, l’Oms vuole evitare speculazioni anche attraverso iniziative come l’ACT Accelerator, il cui obiettivo garantire un accesso globale equo a vaccini, trattamenti e diagnosi nei paesi in via di sviluppo. Viviamo in un mondo globalizzato, i Paesi dipendono l’uno dall’altro e se non eliminiamo questo virus ovunque non saremo in grado di ricostruire nessuna economia”.
I casi positivi accertati in tutto il mondo, finora sono più di venti milioni ai quali vanno aggiunti le cifre incommensurabili di quelli non dichiarati.
Il direttore del Centro nazionale di epidemiologia e microbiologia Gamaleya, Alexkasndr Gintsburg, in un’intervista alla tv russa, alcuni giorni fa ha dichiarato: “Le proprietà protettive del vaccino russo contro il Coronavirus persisteranno per almeno due anni dopo la sua somministrazione”.
A metà di agosto, Trump, nel corso di una conferenza stampa, ha detto: “Nessuno meglio di noi nel contrastare l’epidemia. Non c’è un caso più evidente di successo nel combattere l’epidemia di quanto abbiamo fatto noi. In Florida i contagi calano, in Arizona calano, in California stanno andando giù. Stanno facendo un lavoro incredibile. La salute dei bambini viene prima di tutto per noi, noi abbiamo aggiunto il dottor Scott Atlas, che viene da Stanford, è una persona veramente brillante”.
Il Dr. Scott Atlas ha sostenuto come sia “sicuro tornare a scuola”, e “sia necessario” e come il ritorno in classe possa essere possibile, in sicurezza, “grazie al lavoro fantastico degli insegnanti”.
Il ministro russo della Salute, Mikhail Murashko, ha definito “infondati” i dubbi sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino russo, il primo a essere registrato al mondo, come ha già annunciato il presidente Vladimir Putin.
Il ministro russo ha dichiarato: “Sembra che i colleghi stranieri stiano sentendo lo specifico vantaggio competitivo del farmaco russo e stiano cercando di esprimere determinate opinioni assolutamente infondate. Il vaccino russo è basato su dati clinici certi”.
Il segretario alla Sanità degli Stati Uniti, Alex Azar, in una conferenza stampa, ha dichiarato: “Il vaccino russo è solo all’inizio della fase 3 di test clinici e i dati dei test iniziali in Russia non sono stati rilevati, non è trasparente. La ricerca del vaccino contro il Covid-19 non è una gara per arrivare primi. E’ importante che sviluppiamo vaccini sicuri ed efficaci e che i dati siano trasparenti”. Poi, ha precisato: “Si tratta di usare ogni risorsa del governo Usa della propria economia e dell’industria bio-farmaceutica per portare il più velocemente possibile a beneficio dei cittadini statunitensi, ma anche della popolazione mondiale, vaccini sicuri ed efficaci”.
Il presidente filippino Rodrigo Duterte si è offerto di “fare da cavia” al vaccino russo contro il coronavirus. Lo ha affermato il suo portavoce. Il capo di Stato ha inoltre espresso “un’immensa fiducia” negli sforzi della Russia per fermare la pandemia.
Il presidente Duterte ha detto: “Io credo che il vaccino che avete prodotto rappresenti veramente un bene per l’umanità. Io sarò il primo sul quale sarà sperimentato il farmaco”. Il suo portavoce, Harry Roque, ha voluto sottolineare che il presidente “non sta scherzando”. Per poi concludere: “E’ vecchio: può sacrificare la sua vita per il popolo filippino”. Manila ha fatto sapere che parteciperà alle procedure cliniche russe, alla produzione e alla fornitura del vaccino, motivo per il quale le autorità sanitarie del Paese hanno incontrato il produttore russo della sostanza, Gamaleya. L’offerta arriva nonostante il forte scetticismo internazionale nei confronti del farmaco annunciato dalla Russia, sul quale anche l’Oms ha espresso notevole riserve. Mosca ha affermato di aver sviluppato il primo vaccino al mondo che offra “un’immunità sostenibile” contro il virus. Il vaccino sarebbe arrivato alla sua fase finale, con 2000 persone che partecipano ai test.
Esperti e ricercatori di tutto il mondo, intervistati dalla rivista Nature, valutano la registrazione del vaccino russo anti-Covid, preoccupati soprattutto per la sicurezza poiché non c’è stata una sperimentazione su larga scala.
Per Francois Balloux, dello University College di Londra: “E’ una decisione avventata e incosciente. Fare vaccinazioni di massa con un vaccino non testato adeguatamente non è etico”. Mentre, per Svetlana Zavidova, capo dell’Associazione delle organizzazioni per gli studi clinici in Russia: “E’ ridicolo dare l’autorizzazione sulla base di questi dati”.
Donald Trump ha annunciato l’acquisto da parte del governo americano di 100 milioni di dosi del potenziale vaccino anti-Covid. Le dosi verranno prodotte dalla casa farmaceutica Moderna. Il presidente ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, che l’amministrazione si è mossa in anticipo, in attesa che arrivi il via libera definitivo dopo i test, per garantire agli americani il vaccino in tempi rapidi. L’obiettivo è arrivare a consegnare le dosi in tutto il Paese entro fine anno, possibilmente entro fine ottobre, alla vigilia delle elezioni presidenziali.
In Europa, i primi vaccini contro il Coronavirus potrebbero essere somministrati in Austria all’inizio del prossimo anno e coinvolgerebbero in primis il personale della Sanità. Lo ha annunciarlo ieri il governo di Vienna.
Il ministro della Salute austriaco, l’ecologista Rudolf Anschober, in una conferenza stampa ha dichiarato: “Potrebbe darsi che la vaccinazione sia possibile in Austria fin dal mese di gennaio. Nel momento in cui vi parlo, le cose si presentano piuttosto bene”.
Di qui all’inizio del 2021 Vienna conta di riceverne 600mila e prevede di immunizzare a partire dal mese di gennaio 300mila persone, in primis il personale della sanità. Giovedì scorso l’Austria aveva annunciato la sua partecipazione ad un accordo su scala Ue con il gruppo farmaceutico AstraZeneca per garantirsi 6 milioni di vaccini. L’accordo era arrivato dopo che a giugno l’Italia, insieme a Germania, Francia e Paesi Bassi, aveva siglato una prima intesa con AstraZeneca mettendo sul piatto 750 milioni di euro. Il contratto Ue cui fa riferimento l’Austria, completa l’accordo preliminare raggiunto da questi quatto Paesi. In altre parole, se le previsioni di Vienna saranno confermate, anche l’Italia potrebbe cominciare a breve a somministrare i primi vaccini.
AstraZeneca ha già concordato la fornitura di 300 milioni di dosi dello stesso vaccino agli Stati Uniti per 1,2 miliardi di dollari e fino a 30 milioni di dosi alla Gran Bretagna per 65,5 milioni di sterline (86,5 milioni di dollari). Bruxelles ha affermato che ci sono anche trattative avanzate con Johnson & Johnson, Sanofi, Moderna e CureVac per i loro potenziali vaccini.
Partirà dal 7 settembre, anche a Verona, in collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Roma, la sperimentazione sull’uomo di Grad-CoV2, il candidato vaccino italiano contro il virus del Covid-19.
Il Centro ricerche cliniche dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, in prima linea con studi e ricerche fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, è stato infatti chiamato a dare il suo contributo sia nella definizione del protocollo di studio che nella realizzazione della fase clinica del vaccino.
Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha detto: “Questo avverrà con i primi 70 volontari. È una sperimentazione che vede la regia dell’ateneo di Verona, quindi attenderemo i dati”.
Il vaccino, realizzato e brevettato dalla italiana ReiThera di Castel Romano, ha superato i test pre-clinici sia in vitro che in vivo su modelli animali, che hanno evidenziato la forte risposta immunitaria indotta e il buon profilo di sicurezza, ottenendo l’approvazione alla fase 1 della sperimentazione sull’uomo da parte di Istituto Superiore di Sanità, Aifa e Comitato Etico Nazionale. I primi test sull’uomo sono partiti a fine agosto a Roma.
Dunque, per il vaccino anticovid, una lotta contro il tempo in tutto il mondo, anche perché, secondo l’Oms, a causa del lockdown, molte altre cure per patologie gravi, in diversi Paesi del mondo sono state rallentate ed in alcuni casi anche bloccati con conseguenti manifestazioni letali.
E’ auspicabile che al più presto possibile sia disponibile anche in Italia il migliore dei vaccini anticovid.

 

Salvatore Rondello

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