sabato, 17 Agosto, 2019

Ha vinto Marino, trionfa il centrosinistra

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Marino-vittoria

I numeri sono chiari e la vittoria del neosindaco Ignazio Marino del Pd è schiacciante. A 1.529 sezioni scrutinate su 2.600, il candidato democratico ha incassato 382.278 voti con il 63,80% (al primo turno 512.720 voti, con il 42,60%), lasciando il sindaco uscente del Pdl a quota  216.919 voti con il 36,20% (al primo turno 364.337voti con il 30,27%). Vittoria attesa e ufficializzata dal sindaco sconfitto Alemanno piuttosto che dalla chiusura dello spoglio. Gianni Alemanno ammette la sconfitta e si congratula con il nuovo sindaco di Roma Ignazio Marino. “Ho appena telefonato a Ignazio Marino per fare le congratulazioni e per mettermi a disposizioni – dice il sindaco uscente commentando il risultato – per un ordinato passaggio di consegne in Campidoglio. Massima lealtà e correttezza istituzionali. Il risultato è netto, e c’è stata l’influenza dell’astensionismo forte”. Alemanno ha poi ringraziato tutti coloro che si sono impegnati nella sua campagna elettorale ed ha aggiunto: “Roma ha ancora bisogno di noi”. Noi “accettiamo la sconfitta, ma non abbiamo nessuna intenzione di scomparire da questa città. Rigenereremo la nostra presenza”. Sul maxischermo allestito nella sala stampa di Ignazio Marino a piazza di Pietra parla Gianni Alemanno: l’ex sindaco ammette la sconfitta e subito si leva un applauso. Grida di gioia da parte dei membri dello staff di Marino e da rappresentanti politici che aspettano l’arrivo del candidato, già indicato come vincitore al Campidoglio. “Il mio impegno piu’ grande sara’ per le romane e i romani che non si sono recati alle urne perche’ disulluse.Sembra che la nostra squadra allargata per la prima volta abbia vinto in tutti i Municipi della nostra città: è una grande gioia e soddisfazione, ma anche una grandissima responsabilità”. A dirlo il neo sindaco di Roma, Ignazio Marino, nel suo primo saluto da primo cittadino della Capitale a Piazza di Pietra, al Tempio di Adriano. “Questa citta’ la dobbiamo cambiare tutti insieme non e’ lavoro per una persona sola. La politica e’ un servizio per una comunità”. Roma deve divenire la guida morale del Paese. Questo il pensiero del neo sindaco Ignazio Marino. “Il centrosinistra in molte citta’ ha raggiunto risultati straordinari ma da qui, dalla Capitale, dobbiamo acquisire il ruolo di guida morale per il Paese”.

MARINO, POLITICO-CHIRURGO DAI TRAPIANTI AL CAMPIDOGLIO – Dai trapianti all’avanguardia negli Stati Uniti al ritorno in Italia per le battaglie sulla sanita’ e la bioetica dalle file del Senato, fino al Campidoglio. Il nuovo sindaco di Roma, Ignazio Marino, e’ nato a Genova il 10 marzo 1955, e’ un chirurgo, e’ stato senatore dal 2006 a quest’anno nonche’ Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, oltre che membro della Commissione Igiene e sanita’ del Senato nella XVI Legislatura. Di madre svizzera e padre siciliano di Acireale, laureato in Medicina e chirurgia all’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, Marino ha lavorato nei centri trapianti di Cambridge (il Transplant Center dell’Universita’ di Cambridge), di Pittsburgh (il Pittsburgh Transplantation Institute dell’University of Pittsburgh), e di Filadelfia come Direttore della Transplantation Division presso la Thomas Jefferson University. Nel 1992 e’ stato nominato Direttore Associato del National Liver Transplant Center del Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh, l’unico dipartimento per trapianti d’organo appartenente al Governo degli Stati Uniti. In quell’anno fa parte del team che esegue gli unici due trapianti di fegato da babbuino a uomo nella storia della medicina. Nel 1999 ha fondato l’ISMETT a Palermo, il primo centro trapianti di fegato in Sicilia – grazie a un rapporto di collaborazione fra l’University of Pittsburgh Medical Center e il governo italiano – di cui e’ stato il direttore e l’amministratore delegato. Il 31 luglio 1999 ha personalmente eseguito il primo trapianto ortotopico di fegato della storia della sanita’ siciliana. Il 17 luglio 2001 ha eseguito il primo trapianto italiano su un soggetto sieropositivo in terapia HAART. Nel 2002 si e’ dimesso dal University of Pittsburgh Medical Center per diventare professore di chirurgia presso il Jefferson Medical College di Filadelfia. Ha una casistica personale di oltre 650 trapianti, ed e’ autore di 213 pubblicazioni indicizzate su MEDLINE e di 3 libri scientifici.  Nel 2006 torna in Italia, e si candida come indipendente nelle liste dei Democratici di Sinistra per il Senato. Inizia una fitta attivita’ politica: da sempre sostenitore dell’esigenza di una legge italiana in materia di testamento biologico, nel gennaio 2009 lancia un appello online proprio su questo tema.  Si professa cattolico, pur prendendo le distanze dalla dottrina cattolica sulla fine della vita e promuovendo una legge che consentirebbe di rifiutare nelle disposizioni di fine vita l’idratazione e la nutrizione artificiali, e che introdurrebbe dunque anche in Italia quella che la Chiesa cattolica nel Catechismo definisce “eutanasia per omissione”. Interviene attivamente nelle polemiche sul caso Eluana. Partecipa nell’ottobre 2009 alle primarie per la carica di segretario del Pd: il senatore-chirurgo giunge terzo, raccogliendo circa il 15% delle preferenze.

MICCOLI (PD), RISULTATO NETTO, RICOSTRUIRE TUTTO – “Se fosse confemato sarebbe un risultato netto ma che ci aspettavamo. Ora con Marino bisogna ricostruire l’idea di una comunità in città”. Lo ha detto il deputato Pd ed ex segretario del partito romano, Marco Miccoli, commentando i primi dati del ballottaggio per la corsa al Campidoglio che vede Ignazio Marino in vantaggio di 20 punti percentuali. “Roma esce da questi 5 anni in maniera tragica. Si e perso anche lo spirito solidale. Ricostruire tutto ciò è un compito difficile ma che passa per la ricostruzione del rapporto con i cittadini che deve essere rivoluzionario”, ha aggiunto Miccoli.

ROTONDI (PDL), ABBIAMO PRESO LE BOTTE A QUESTO GIRO – “I risultati del ballottaggio a Roma? La politica è fatta di cicli, a questo giro abbiamo preso le botte. Aspetteremo finché non potremo restituirle”, così Gianfranco Rotondi, deputato Pdl, oggi al programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’.  Anche nella prima giornata del secondo turno delle elezioni amministrative l’astensionismo è stato il protagonista indiscusso. E senza dubbio, considerato l’andamento generale caratterizzato da numerosi segni negativi davanti alle percentuali di affluenza. Ieri e oggi i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il turno di ballottaggio in sessantasette Comuni in cui non è stato ancora proclamato il sindaco durante la tornata elettorale di due settimane fa. Tredici Regioni, di cui undici capoluoghi di provincia: Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Iglesias, Imperia, Lodi, Roma, Siena, Treviso e Viterbo. Alle 22 aveva votato solo il 33,87% rispetto al 42,38% di due domeniche fa. Sarà possibile votare anche nella giornata di oggi, dalle ore 7 alle 15.

Lucio Filipponio

 

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