sabato, 21 Settembre, 2019

Huawei ricorre a Corte Usa. Possibile sconfitta per autogoal

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Il secondo produttore mondiale di smartphone, Huawei, si sta preparando a chiedere alla giustizia americana di dichiarare incostituzionale il divieto imposto alle sue apparecchiature. Lo ha riportato l’autorevole quotidiano “Wall Street Journal”. La reazione riguarda la normativa approvata che prevede il divieto di utilizzare apparecchiature Huawei per le agenzie federali e per i contractor federali. Secondo Huawei si tratterebbe di una mossa strategica per essere esclusi dal mercato statunitense.
Huawei è stata inserita nella lista nera del commercio che impedisce alla società cinese di comprare prodotti e servizi ‘made in Usa’. Il provvedimento minaccia di danneggiare i tre miliardi di consumatori che usano prodotti e servizi Huawei in 170 Paesi del mondo. Inoltre, secondo le affermazioni di Song Liuping, responsabile degli affari legali di Huawei: “Impedendo alle aziende statunitensi di fare affari con Huawei, il governo degli Stati Uniti danneggerà direttamente più di 1.200 aziende statunitensi, e questo colpirà decine di migliaia di posti di lavoro americani. I politici negli Stati Uniti stanno usando la forza di un’intera nazione contro un’azienda privata, utilizzando qualsiasi strumento a disposizione inclusi i canali diplomatici, legislativi e amministrativi, in un’azione senza precedenti. Riteniamo che ciò costituisca un precedente pericoloso”.
L’iniziativa della compagnia di telefonia cinese di rivolgersi ad un tribunale statunitense, ritenendo incostituzionale il divieto imposto da Washington alle aziende Usa di acquistare le proprie apparecchiature di rete da Huawei per motivi di sicurezza nazionale, citando i legami della società con il governo e con l’intelligence cinese, coglie di sorpresa l’Amministrazione Trump.
Il gigante cinese delle telecomunicazioni ha presentato alla Corte Distrettuale Est del Texas una mozione che mette in discussione la costituzionalità di una sezione del National Defense Authorization Act (Ndaa), convertito in legge dal Congresso l’estate scorsa, che ha vietato alle agenzie governative statunitensi e ai loro contractor di utilizzare apparecchiature di telecomunicazioni di Huawei e della sua rivale Zte.
Da una dichiarazione di Huawei, il ricorso avrebbe lo scopo di accelerare il processo per fermare l’azione ritenuta illegale contro la società.
Song Liuping ha aggiunto: “Il governo degli Stati Uniti non ha fornito alcuna prova che Huawei costituisca una minaccia per la sicurezza, solo supposizioni. La legge stabilisce direttamente che Huawei è colpevole, imponendogli molti vincoli con l’ovvio obiettivo di cacciarlo dal mercato statunitense. Questo approccio di utilizzare la legislazione invece delle sentenze è un atto tirannico ed è esplicitamente vietato dalla Costituzione americana”.
Così, il colosso cinese ha creato un conflitto istituzionale negli Stati Uniti, per ottenere giustizia sui provvedimenti protezionistici adottati dall’amministrazione Trump che, in questo caso, penalizzano la produzione cinese di smartphone. Se i giudici americani daranno ragione a Huawei, Trump registrerebbe una sconfitta per autogoal.

Salvatore Rondello

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