lunedì, 30 Marzo, 2020

I Balcani tra i timori dei profughi e la paura degli italiani

0

Ieri a Londra durante la riunione del Western Balkans Investment organizzata dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), il Premier croato Andrej Plenkovic aveva rivolto un appello agli investitori stranieri di puntare sulla Croazia e sui Balcani in generale. Più di cento realtà italiane avevano recentemente partecipato a Zagabria ad una riunione organizzata dall’ICE sulle opportunità presenti sul mercato croato e buona parte di queste erano di provenienza del Nord Italia. Ma il coronavirus ha fatto sentire la sua presenza anche su questo territorio. È di poche ore fa la scoperta del primo caso positivo in Croazia.
Con sintomi lievi è stato ricoverato in isolamento in un ospedale della capitale. Si tratta di una persona che dal 19 al 22 febbraio ha soggiornato a Milano. La cosa non ha fatto che rendere ancora più incisivi i provvedimenti decidi dal Governo croato e che riguardano l’ obbligo di controlli sanitari sugli italiani che arrivano da regioni al rischio. Le regioni a rischio per il momento sono Lombardia, Veneto, Emilia- Romagna e Piemonte. Gli italiani provenienti da questi territori verranno sottoposti ai confini tra Slovenia e Croazia a attente analisi da parte di uno staff di epidemiologi e infettivologi che verificheranno la presenza dei sintomi del coronavirus. In assenza saranno fatti proseguire in Croazia ma con l’obbligo di accertamento quotidiano del proprio stato di salute per quattordici giorni. Questa pratica si dovrà estendere anche si lavoratori transfrontalieri, circa tre- quattromilà che ogni giorno passano la frontiera. Una situazione che potrebbe portare pesanti conseguenze sulla situazione economica coinvolgendo anche l’ Italia che su tale lavoro, specie nel vicino Friuli Venezia Giulia, basa una parte della sua dinamicità produttiva. Del resto il Friuli Venezia Giulia, fino ad ora uscito indenne dai contagi, ha promulgato lo stato di emergenza e il suo Presidente Massimiliano Fedriga ha chiesto ufficialmente maggiori controlli all’aeroporto di Lubiana arrivando addirittura a chiedere al Governo la sospensione di Schengen sul confine orientale. Una situazione che ogni giorno diventa più incandescente con il Premier sloveno Sarec che minaccia, in caso di aggravamento dello stato di cose di chiudere i confini. E con Serbia Bosnia-Erzegovina e Albania che sconsigliano i viaggi in Italia mentre hanno già eliminato le gite scolastiche. Del resto l’emergenza coronavirus si è aggiunta alla emergenza migranti che vede giorno per giorno diventare più insopportabili le condizioni di migliaia di profughi che la rotta balcanica vede assiepati in fatiscenti campi di raccolta sulla frontiera croato- bosniaca.


Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply