venerdì, 20 Settembre, 2019

I bambini di Bibbiano ci riconducono al Novecento

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Nulla di nuovo rispetto al secolo scorso e quelli che lo hanno preceduto. Le giovani puerpere non sposate, o facenti parte di famiglie povere in canna, venivano fatte partorire direttamente negli orfanotrofi e già i nascituri avevano trovato una nuova mamma e un nuovo papà che, dopo aver pagato una lauto compenso all’istituto religioso, se ne prendevano cura. Non c’era affidamento all’epoca ma, in quattro e quattr’otto, venivano completate quelle pratiche segretissime che davano direttamente in adozione i bambini.

Certo, le cose oggi sono cambiate e per certi aspetti anche in peggio, perché non solo i buchi delle maglie del malcostume sociale consentono il perpetuarsi di questi abusi sulle categorie più deboli della società, ma tutto ciò avviene con una sfacciataggine sconcertante, dopo aver stravolto il concetto di famiglia.
I vecchi e ricchi sporcaccioni si sono mischiati con gli amici degli amici che non sono neanche benestanti; tanto ci pensano alcuni assistenti sociali ad affidargli quei bambini sottratti alle famiglie con l’inganno, fornendo loro i contributi economici per mantenere gli stessi piccoli e tutta la famiglia (si fa per dire) allargata.

Eppure l’informazione senza veli, nel tempo della digitalizzazione, dovrebbe smascherare ogni cosa. Invece per certi aspetti le complica, in quanto versioni diverse e fantasiose si mischiano attraverso i social con la realtà dei fatti. Tutto finisce in una frenetica danza infernale di parole finalizzate a strumentalizzare la vicenda a fini politici e propagandistici. Gli unici a rimetterci, come sempre, sono i bambini, le sole vittime innocenti del caso Bibbiano che in molti sembrano aver dimenticato, tanto sono presi a sfoderare i forconi contro coloro che si presume siano i responsabili. Lo scandalo di Bibbiano, dunque, diviene carburante per i giustizialisti d’ogni risma.

Ma anche sul lato giustizialista le cose si complicano. Un tempo c’erano le guardie e i ladri, ciascuno con i propri specifici ruoli. Oggi non si capisce più nulla in questo otto volante digitale. Nel senso che le prime non riescono più ad esercitare con autorevolezza e assunzione di responsabilità il loro ruolo, perché se prendono delle iniziative di buon senso finiscono nei guai e rischiano anche lo stipendio, mentre i secondi, i ladri, oggi hanno tante di quelle sfumature di “furfante” che se non fai notizia diventando famoso ti cacciano fuori dalla galera in un baleno.

Ecco, sulla faccenda di Bibbiano, su questa macchina ben oliata dell’orrore, dove ogni cosa era “quasi” legale, il narcisismo dentro un cocktail di potere d’altri tempi, ancora una volta, condanna i bambini che sembrano essere stati rimbalzati nel secolo scorso. Ma non nella comunicazione, però, che ne tiene saldamente la prima pagina sui giornali, bensì da quegli eminenti studiosi in ogni campo che si stanno preparando a vergare le loro conclusioni nella stesura di libri pronti ad essere presentati e venduti per Natale.

E i bambini? Che fine faranno i bambini di Bibbiano? Ecco che, un po’ imbarazzati, tutti ci guardiamo in faccia smarriti perché, in effetti, il grande spettacolo li ha usati e dimenticati allo stesso tempo come fossero cose.

Angelo Santoro

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