martedì, 20 Ottobre, 2020

CAMBIAMENTI E POPULISMO

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I dati ufficiali del Viminale sullo spoglio elettorale per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, relativi alle prime 500 sezioni sulle 61.622 totali, danno in vantaggio il Sì con il 69,54% con il 30,46% per il No. Secondo la prima proiezione Rai, il Sì è al 65,6% e il No al 34,4%.

 

“Non possiamo dirci sorpresi dal risultato – è il commento del segretario del Psi Enzo Maraio sul referendum – che, se le previsioni fossero confermate, vedrebbero il Sì vincere ma non stravincere. Era una battaglia che andava fatta sopratutto da chi come noi ha a cuore la Costituzione”. “Abbiamo avuto poco tempo per spiegare le ragioni del no a un taglio che rischia di minare la democrazia. Non ci ha aiutato l’accorpamento del referendum con le elezioni regionali – ha aggiunto – ed è stata una campagna elettorale tutta in salita. Noi ce l’abbiamo messa tutta. Le previsioni erano inizialmente tutt’altro che positive”- ha sottolineato Maraio. “E siamo comunque molto
soddisfatti di avere convinto un’alta percentuale di elettori che le nostre ragioni andavano sostenute. E che i cambiamenti non si fanno con il populismo ma con riforme strutturate e complesse”.

 

 

Per il Costituzionalista Giovanni Maria Flick “ora abbiamo delle cambiali in sospeso. Chi si era schierato per il No aveva sottolineato la pericolosità di questa sforbiciata senza le dovute riforme. Per ora non sono state ancora fatte. Fanno fatte adesso”.

 

 

L’affluenza provvisoria al voto per il referendum costituzionale – dal sito del Viminale –  è stata del  53,46% alla chiusura dei seggi, secondo i dati di 6.959 comuni su 7.903.
Intanto arrivano i primi dati anche per le elezioni regionali. In Veneto il candidato di centrodesra Luca Zaia è nettamente in testa con il 72-76% su Arturo Lorenzoni del centrosinistra fermo al 16-20%. In Liguria Giovanni Toti (centrodestra) è avanti con una forbice compresa tra il 51-54% su Ferruccio Sansa (centrosinistra) che è tra il 33 e il 37%.
In Toscana Eugenio Giani (centrosinistra) è in vantaggio di circa 3 punti con una forbice compresa tra il 43,5 e il 47,5% contro la sfidante di centrodestra Susanna Ceccardi, data tra il 40 e il 44%. In Puglia è testa a testa tra Michele Emiliano (centrosinistra) e Raffaele Fitto (centrodestra), entrambi tra il 39 e il 43%. Nelle Marche Francesco Acquaroli (centrodestra) è in vantaggio tra il 47-51% mentre Maurizio Mangialardi (centrosinistra) è fermo tra il 34 e il 38%. In Campania Vincenzo De Luca (centrosinistra) è in vantaggio con il 54-58% su Stefano Caldoro (centrodestra) con il 23-27%. Infine in Val D’Aosta la Lega è risultato il primo partito con il 20-24%.

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