mercoledì, 20 Novembre, 2019

I curdi abbandonati in una “ridicola guerra”

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Non è la prima volta che la Ragion di Stato fa da padrone nella politica estera targata States, anche se in questi casi si dovrebbe parlare di opportunismo geopolitico. I curdi, la popolazione simbolo della Resistenza al Sedicente Stato islamico, vengono liquidati dagli americani con un cinico tweet del presidente Trump.
“È il momento per noi di sfilarci da ridicole guerre senza fine, molte delle quali tribali. È il momento di riportare i nostri soldati a casa”, twitta il presidente Usa. “Combatteremo solo dove avremo benefici, e combatteremo solo per vincere. Turchia, Europa, Siria, Iran, Iraq, Russia e i curdi dovranno risolvere la situazione e capire cosa voglio fare con i soldati dell’Isis catturati”. I tweet sono tanti, uno dietro l’altro. Siamo stati lì per oltre tre anni, quando inizlamente saremmo dovuti restarci trenta giorni, spiega. “Noi”, continua, “andiamo dove c’è bisogno e per vincere, ma siamo lontani 7000 miglia da loro, se l’Isis ci minacciasse ancora, se si avvicinasse, torneremo a combatterlo”. E infine: “Per ora Turchia, Europa, Siria, Iran, Iraq, Russia e i Curdi se la dovranno cavare da soli”.
Il presidente americano dunque si sfila dalla guerra in Medioriente e soprattutto da quella che sarà una vera e propria carneficina in terra turca ai danni dei curdi. Il presidente Recep Tayyip Erdogan non ha mai nascosto le sue battaglie ‘interne’, ma adesso si prepara a un’operazione di ‘pulizia’ della popolazione curda e quindi dell truppe che combattono al confine della Siria.
“Siamo determinati a garantire la sicurezza della Turchia ripulendo la regione dalla presenza dei terroristi. Contribuiremo a portare sicurezza, pace e stabilità alla Siria”. È quanto scrive stamani su Twitter il capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu, dopo le ultime notizie sull’imminente nuova operazione militare turca nel nordest del Paese arabo. “Abbiamo sostenuto l’integrità territoriale della Siria sin dall’inizio della crisi (nel 2011) e continueremo a farlo”, aggiunge il ministro degli Esteri della Turchia.
Ma in realtà Trump non fa che proseguire la politica iniziata dall’amministrazione Obama che più volte aveva ignorato le richieste dei curdi, arrivando a bloccare le armi per loro e anzi in alcuni casi il primo presidente afroamericano aveva finto di non vedere abusi di natura etnica commessi e denunciati contro la popolazione curda.
Enrico Maria Pedrelli, giovane dirigente FGS, ha subito commentato: “Continua una tragedia senza fine. Sostanzialmente Trump scarica i curdi, facendo saltare i patti che fino ad allora si erano rispettati, in favore della Turchia che invaderà una vasta zona al nord della Siria per annientarli. Come FGS, e diverse volte con degli incontri a Cesena, abbiamo più volte sostenuto questo popolo diviso, senza patria, ma sin dall’inizio l’unico che veramente combatteva unito l’ISIS – mentre per tutte le altre nazioni la confusione in quell’area era un’occasione per posizionarsi; alla faccia dei morti del Bataclan. “Ci stiamo preparando al peggio” dicono dall’ONU, dopo anni di guerra in cui è accaduto proprio il peggio”.

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