mercoledì, 11 Dicembre, 2019

I fulmini della Lega contro un centro sociale di Alghero

0

La notizia non è di quelle che fanno sussultare sulla sedia, ma fa pensare subito a deliri causati dalla calura estiva. A rifletterci bene, si tratta di metodi poco consoni alle regole di democrazia e convivenza civile, e non sarebbe la prima volta, di una consuetudine a lanciare slogan, ordini e ultimatum che ha caratterizzato questo primo anno di governo di destra. In pratica, se qualcuno vuol chiudere i porti, qualche altro si è messo in scia: vuol chiudere i centri sociali e ha deciso di iniziare da Alghero, amena località del nord ovest della Sardegna e una delle capitali del turismo isolano. E, proprio per questo, meritevole di ben altre attenzioni.

La reazione non si è fatta attendere: pur con modi compìti e frasi garbate, gli hanno risposto con quel capolavoro di Alberto Sordi intitolato “Te c’hanno mai mannato a quer paese?”. In pratica ce lo hanno proprio mandato. Aggiungendo in sovrappiù un dvd con tutte le volte che Madonna ha alzato il dito medio durante i suoi concerti. Artisticamente, ovvio, perché è artistico ogni gesto che fa Lady Ciccone.

Sarà che a Roma in quei giorni c’era un caldo torrido che la metà bastava, sarà l’effetto Salvini, sarà che il potere va manifestato altrimenti logora anche chi ce l’ha. Eppure nei palazzi del potere dovrebbero esistere i condizionatori, ma forse – Dio non voglia – sono frutto di appaltati di quelli del Pd, oppure – massimo orrore tra gli orrori – con la manutenzione affidata a simpatizzanti dei cinque stelle. Meglio tenerli spenti, allora, e pazienza se si sbarella a ogni piè sospinto. Oppure è un sintomo di quella diffusa sindrome che può essere definita come “una tenace propensione a farsi sempre i cazzi altrui e mai i propri”?

La notizia: ai primi di luglio l’ennesima sparata della Lega ha scatenato un putiferio ad Alghero, perla della Riviera del Corallo, dove anche il centrodestra, che ha appena conquistato lo scranno di sindaco con Mario Conoci, è entrato il rotta di collisione con il coordinatore della Lega per Sardegna, insediato in quel di Roma.

Il deputato Eugenio Zoffili, infatti, si è reso “colpevole” di aver fatto un intervento così in scivolata e a gamba tesa da risultare assolutamente intollerabile per gli abitanti della piccola repubblica catalana, che difficilmente accettano intromissioni esterne, a proposito o a sproposito che siano.

E’ accaduto che Zoffili, con un post su facebook, se la sia presa con il centro sociale di ResPubblica, in realtà il Distretto della Creatività di Alghero, sede di diverse associazioni culturali, annunciando che «la Lega si prepara a mandare a casa questi pseudo pacifisti del centro sociale di ResPublica, che occupano uno stabile in pieno centro storico (l’ex caserma dei carabinieri di via Simon, ndc) grazie a un bando della giunta Pd (una inesattezza, ma gliela possiamo anche perdonare perché quello sì che è stato un periodo complicato) guidata dall’ex sindaco anti-Salvini, Mario Bruno (a meno che non ci sia sfuggito qualcosa, non è un reato essere anti-Salvini, salvo che non sia previsto in qualche piaga dei decreti sicurezza). Restituiamo questi locali ai cittadini algheresi che ne hanno veramente bisogno e in difficoltà».

A questo diktat giunto come un fulmine a ciel sereno dai palazzi romani, che dovrebbero essere gli stessi di Roma Ladrona di buona memoria, sempre che una delle tante voragini degli ultimi tempi non se li sia inghiottiti, ad Alghero – dove tutti, non solo i politici, s’intendono più di dispute che di spiagge assolate, per non parlare di quanto son bravi a far dispute in spiaggia – hanno risposto in molti, anche dalla stessa maggioranza del sindaco Conoci, dove la Lega è presente con tre consiglieri, cioè due perché mentre Zoffili sbarellava contro ResPublica, Leonardo Polo, consigliere comunale appena eletto, ha annunciato di passare al gruppo misto: «Dietro gli slogan della Lega ad Alghero non c’è un progetto politico». Con tanti saluti a Zoffili.

Scontati gli interventi in difesa del centro sociale da esponenti del centrosinistra e dei Cinque Stelle, che in qualche modo devono pur estrinsecare l’anima progressista e distinguersi dagli amici-nemici legisti, anche il centrodestra ha risposto, sempre su facebook, con un glaciale post del fondatore del movimento Noi per Alghero che in Comune conta tre scranni, Emiliano Piras, che ha rimesso al suo posto il troppo precipitoso e zelante Zoffili.

Piras, sempre tramite facebook, ha usato parole al vetriolo neanche tanto ricoperte di miele: «Non so come lei sia abituato a casa sua, ma qui ad Alghero, al di là di come la pensa politicamente ognuno di noi, siamo una comunità (a volte sufficientemente esuberante, ndc). Le decisioni sappiamo prenderle, anche attraverso il dialogo, senza aiuti da casa (inteso come interferenze esterne, ndc) e, soprattutto, senza violenza (?, ndc). Del merito della questione, eventualmente, ne parleremo nella sede naturale che è il consiglio comunale. Lei venga qui da buon turista, sarà sempre gradito ospite».

Della serie che gli algheresi decidono da soli e in solitudine perché sono gli unici ad avere titolo. E agli altri non spetta neanche di sollevare il problema. Sul “gradito” facciamo finta di niente perché chi scrive vuole continuare a bersi i propri drink in spiaggia ad Alghero, e anche i caffè, senza preoccuparsi eccessivamente del contenuto.

Diciamo che Zoffili viene da Erba (Como), e che i laghi dei dintorni sono un bell’aiuto per combattere il caldo.

Ci sarebbe anche Ostia Lido, se uno non vuole abbondare la Capitale, ma anche no, adesso che J-Ax ne ha cantato i fasti rendendola un luogo di divertimento troppo inadeguato per chi ha i destini dell’universo mondo di cui occuparsi.

Caldo o non caldo, una domanda sorge spontanea: «Perché, al posto di occuparsi di Alghero, qualcuno non ha chiesto di accelerare lo sgombero del palazzo che casa pound occupa abusivamente a Roma?». Sarà che gli amici degli amici sono miei amici? Ed è meglio non disturbare il manovratore?

Certo è che il consiglio a Zoffili non è poi così cattivo. Le cose acquistano una nuova prospettiva quando si è al mare ad Alghero, piedi in acqua e drink in mano: il mondo è più bello, la vita sembra proprio una cosa meravigliosa e persino la Lega di Salvini appare meno inguardabile del solito.

Antonio Salvatore Sassu

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply