mercoledì, 2 Dicembre, 2020

I luoghi fantastici dei romanzi, Il lungo racconto delle crociate, Una costituzione da vivere, Gli italiani e la guerra

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SFORBICIATE LIBRI – Chi avrebbe mai pensato di catalogare e spiegare tutti i luoghi delle opere letterarie ? Ci ha pensato e “lavorato” a lungo una studiosa “secchiona”,esperta di antichità greche e romane,Anna Ferrari .La stessa autrice,che ha scritto sempre per la Utet,il “Dizionario di mitologia”. Il libro di cui parliamo (654 pagine) si intitola: “Dizionario dei luoghi letterari imaginari” (Utet). Si tratta di un viaggio fantastico, unico nel suo genere e che rappresenta un viaggio fantastico attraverso trenta secoli di letteratura. Si occupa di città e castelli, paesi e isole, montagne e boschi. E non solo.In altre parole, descrive anche i posti più remoti, frutto della creatività di scrittori, filosofi, futorologi e altri pensatori : da Apuleio a Bacone, da Marco Polo a Orwell, da Borges a Calvino. Facciamo qualche esempio,sfogliando a caso il dizionario. Andiamo a pag. 92 e vi troviamo “Caina”,una delle regioni dell’Inferno descritte da Dante nella “Divina Commedia”. A pag.154 ecco “Donnafugata”,la cittadina del principe di Salina,descritta nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa. Passiamo a pag.309 dove troviamo “Lilar”,la residenza del vecchio principe di Hohenfliess (nel romanzo “Titano” di Jean Paul Richter,1763-1825). Infine, a pag.454,scopriamo il significato di “Quiviria”,il mitico regno illustrato da Alvaro Nubez Cabeza de Vaca,1495-1557,nei suoi “Naufragi”.

Un repertorio vastissimo,in cui c’è da divertirsi,appagarte le proprie curiosità e soprattutto imparare moltissimo dal lavoro di una studiosa rigorosissima e di grande valore letterario.
Vediamo adesso a un’altra opera di grande interesse storico e religioso. Ci riferiamo a “Il grande racconto delle crociate” ( il Mulino) di Franco Cardini a Antonio Musarra. Si tratta di due studiosi che da molti anni si occupano di questo tema (con altri libri e studi ad hoc). L’argomento conserva il suo grande interesse e attualità, vista la presenza costante, nelle diverse rappresentazioni politiche e religiose ,dell’Islam. Le Crociate sono state, come sappiamo, spedizioni militari e finanziate , con varie forme di contribuzione (decime,elemosine,lasciti testamentari,stabilite dai giudici,ecc.).Prevaleva all’inizio il fervore religioso, ma in seguito si innestarono interessi politici, del papato,delle diverse monarchie e ,alla fine, prevalsero le finalità economiche e mercantili. L’Europa si lasciò influenzare da questo intreccio di interessi, anche perché cercò di contrastare le offensive ottomane negli stessi territori europei, anche per gli attacchi dei corsari barbareschi che mettevano a rischio le popolazioni cristiane del “vecchio Continente”. Quello di Cardini e Musarra è dunque un affresco, aggiornato ai nuovi studi e ricerche, su una fase ampia e complessa della nostra storia.
Da un “librone” (grande come formato e numero di pagine,524) a un libretto piccolo di grande interesse e attualità : Paolo Grossi,”Una Costituzione da vivere” (Marietti 1820). Grossi è un’autorità nel campo giuridico, è presidente emerito della Corte costituzionale. In questo saggio,di appena 76 pagine,l’autore ci spiega la necessità di mantenere viva la Costituzione perché “non è un decalogo imbalsamato ma un breviario di valori”,in cui si parla di scuola, educazione, economia, ambiente, lavoro e salute. Il giurista, a beneficio dei più giovani e degli inesperti,compie un affascinante viaggio nella nostra Costituzione, richiamando l’attenzione sulla centralità degli esseri umani, sull’antifascismo ,la parità uomo-donna e lo Stato sociale. Grossi fa però capire che, pur conservando i valori definiti dai nostri padri costituenti, anche la Costituzione necessita di interventi ,adeguati all’evoluzione della nostra società.

Infine, leggiamo un testo, curioso e stimolante, di uno studioso, Pietro Cavallo, che insegna storia contemporanea all’Università di Salerno. Il libro (“Italiani in guerra”, il Mulino) racconta “lo stato d’animo della popolazione” alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Con le lettere, i rapporti della polizia e altri documenti inediti,lo studioso è riuscito a percepire le sensibilità degli italiani sulla guerra: come i cittadini giudicavano i nemici, come valutavano la campagna di Grecia, poi l’intervento russo e quello degli Stati Uniti; come reagirono ai bombardamenti delle città e alle sconfitte belliche,fino alla crisi del 25 luglio e dell’8 settembre. Uno studio serio, in cui sembra “pesare” anche l’esperienza del cinema e del teatro dell’autore. Dalle fonti emerge con chiarezza, non soltanto lo svolgersi degli eventi, ma soprattutto come questi sono stati percepiti, vissuti e interpretati dagli italiani. Il chè ci sembra di grande importanza perché- come ha osservato George Mosse- l’uomo agisce nella realtà in base alla percezione che ne ha, perché in “qualsiasi analisi del passato, ciò che conta è la realtà oggettiva e come l’uomo l’ha percepita”.

Aldo Forbice

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1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Senza far torto agli altri studiosi qui menzionati, che non conosco, o almeno non li ho in questo momento presenti, mi è capitato di leggere ed appezzare articoli di stampa a firma di uno dei due Autori dell’opera “Il grande racconto delle crociate”, nonché di ascoltarlo con piacere in trasmissioni TV, e credo pertanto che pure questo lavoro non mancherà di essere coinvolgente, tenuto anche conto che l’argomento trattato “conserva il suo grande interesse e attualità”, come leggiamo in queste righe.

    Paolo B. 10.06.2020

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