giovedì, 3 Dicembre, 2020

I malati di serie B

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Mi pare francamente irrispettoso parlare solo di Covid, come se le altre patologie fossero scomparse e i malati che ne soffrono di serie B.
Artefici di questo errore siamo noi giornalisti per primi e a seguire la maggior parte dei virologi che sembrano diventati tutti Maurice Hilleman quando sviluppò il vaccino contro il morbillo. Uno stuolo infinito di primi attori che dopo tanto anonimato hanno finalmente trovato un palcoscenico dove recitare il loro sapere; molto poco in realtà, ad osservare dalla diffusione del Coronavirus.

Tanti epidemiologi hanno iniziato a scrivere libri e articoli e altri, invece, si sono letteralmente buttati in politica per contribuire a rendere più efficienti gli ospedali, dicono.
Ma gli artefici degli artefici siamo noi. Siamo noi che votiamo questi noti personaggi affidando loro la guida delle Sanità locali, attività che non ci azzeccano nulla con quella di medico. Qualcuno ricorda quando il Dicastero della Sanità venne affidato nientemeno che a Umberto Veronesi? Parliamo di un’uomo che il mondo scientifico, e non solo, ci ha invidiato, per quanto fosse autorevole nella sua disciplina; eppure come ministro non raggiunse la sufficienza.
Questo per dire che forse è tornato il momento della riflessione, perché consegnare la nostra fiducia ad una persona impreparata, solo perché conosciuta in quanto sovraesposta a livello mediatico, avrà poi dei risvolti politici, amministrativi, e sociali deprimenti.
Il caso 5Stelle è emblematico, molti hanno votato il loro coraggio, le loro giuste battaglie, ma poi una volta messi alla prova si sono rivelati per quelli che sono: inesperti. Inesperti perché sbraitare dall’opposizione è molto più facile che governare, avere competenza e assumersi responsabilità.
Con tutta la buona volontà se non sei medico non puoi fare il medico, al limite un corso accelerato di volontario alla Croce Rossa, che è sempre una buona cosa, per carità, ma dopo non ti puoi ‘armare’ di bisturi e andare in sala operatoria.
Il nostro è un Paese pieno di pazienti con le malattie più gravi, che oggi sembrano essere considerati di serie B, perché il contagiato da Covid ha una corsia preferenziale nella comunicazione medica, esattamente come i virologi che, presa baldanza, fanno perfino la morale a persone come Alberto Zangrillo, che dirige l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare dell’Ospedale San Raffaele di Milano, trattato spesso come uno specializzando dagli stessi virologi e dal pubblico rancoroso, solo perché medico di Briatore e Berlusconi, tra gli altri.
In Italia non abbiamo il senso della normalità, tutto deve essere sempre immolato al Dio dell’emergenza, come i pazienti che soffrono delle patologie più gravi, i quali da troppo tempo aspettano una visita, un esame diagnostico o un’intervento.
Sarebbe ora che, col permesso di sua Maestà Covid, facessimo sentire di nuovo la nostra vicinanza mediatica, che tanto aiuta i malati di serie B declassati dal Covid.

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Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

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