venerdì, 3 Aprile, 2020

I mercati promuovono il governo Letta: i tassi dell’asta Btp ai minimi storici

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Borsa-rialzo-LettaPollice alto dai mercati finanziari al governo di larghe intese guidato da Enrico Letta, mentre Standard & Poor’s conferma il rating sull’Italia a BBB+ ma avverte sui rischi che possono impedire la ripresa economica nella seconda parte dell’anno. Nella prima ed importante asta di titoli di Stato dopo la nascita del nuovo esecutivo, il Tesoro vende facilmente tutti i 6 miliardi di Btp a 5 e 10 anni, con tassi in calo ai minimi da ottobre 2010. Sulla scadenza decennale via XX Settembre spunta un interesse del 3,94% rispetto al 4,66% pagato in precedenza, mentre su quella quinquennale paga un tasso del 2,84% contro il 3,65% di marzo. La domanda complessiva supera gli 8 miliardi di euro. Sulla scia dell’ottimo risultato del collocamento, lo spread tra il Btp e il Bund tedesco archivia la seduta in netto calo a 270 punti base dai 285 punti di venerdì. Il tasso sul decennale italiano scende al 3,91%, vicino ai minimi di oltre due anni fa.

MILANO MAGLIA ROSA – Sui mercati azionari europei Piazza Affari è maglia rosa con un rialzo del 2,2%, staccando Madrid (+1,85%), Parigi (+1,54%), Francoforte (+0,75%) e Londra (+0,49%). Il Ftse Mib salendo a 16.929 punti, tocca la quota più alta dal 1 febbraio scorso. Il nuovo Governo ‘dal punto di vista dei mercati, è meglio di molte alternative considerate’, non solo negli ultimi giorni, ‘ma anche prima delle elezioni’, afferma Credit Suisse in un report, aggiungendo che questo esecutivo ‘ha più forza di durare di quanto si ammetta’ e ‘il rischio di elezioni anticipate nei prossimi 12 mesi è estremamente basso’.

S&P CONFERMA RATING, MA CROLLA FIDUCIA PMI – Ma se i mercati finanziari brindano alla nascita del nuovo governo dopo due mesi di stallo politico, Standard & Poor’s dice di vedere ‘rischi significativi’ sulla ripresa economica italiana, aggiungendo che ‘non è chiaro se la nuova coalizione di governo potrà attuare riforme pro-crescita’. Secondo l’agenzia di rating ‘le parole iniziali di Letta suggeriscono un’intenzione a rallentare’ sul consolidamento di bilancio piuttosto che un cambio di rotta. E proprio sulle prospettive dell’economia reale, le aziende italiane continuano a vedere ‘nero’. Questo mese infatti l’indice composito del clima di fiducia delle imprese del Belpaese, rilevato dall’Istat, è sceso a 74,6 punti da 78,5 di marzo, precipitando al livello più basso da oltre dieci anni, ossia da gennaio 2003 quando si diede inizio alle serie storiche. Il ‘pessimismo’ avanza soprattutto nel settore manifatturiero, dei servizi di mercato e delle costruzioni; mentre solo nel commercio al dettaglio la fiducia migliora. Le condizioni delle imprese italiane ‘risentono della fase ciclica negativà, afferma Bankitalia nel rapporto sulla stabilità finanziaria, spiegando che ‘il flusso di nuove sofferenze sui crediti è aumentato’, mentre l’offerta di credito è frenata ‘dalla rischiosità dei debitori’ e rallenta anche la domanda. Via Nazionale sottolinea quindi quanto sia ‘cruciale garantire la riduzione dei tempi di pagamento’ della P.a. entro ‘i limiti di 30-60 giorni fissati dalla direttiva Ue’ per ridare ossigeno alle Pmi.

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