lunedì, 13 Luglio, 2020

I paesi contagiati ma il solo Montenegro non lo è

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Almeno fino a ieri, domenica 15 marzo, nei Balcani occidentali esiste un isola felice, immune per ora dai contagi di coronavirus, il Montenegro. Per ragioni che dipendono probabilmente dalle sue piccole dimensioni (13.800 metri quadri) e anche dal fatto che in questo periodo l’attività turistica, che costituisce il suo principale introito finanziario, è notevolmente ridotta, la repubblica balcanica può vantare, almeno per ora, questo primato. Con la piccola ma dinamica Comunità italiana insediata sulla costa che chiede costantemente notizie delle vicina Italia situata nella sponda opposta del mar Adriatico. Ieri sera nella capitale Podgorica, il palazzo presidenziale e il palazzo comunale sono stati illuminati con i colori della bandiera italiana in segno di solidarietà e il Presidente Djukanovic ha telefonato al nostro Mattarella per esprimergli la vicinanza del popolo montenegrino.

Ma la situazione peggiora costantemente negli altri Stati. La situazione più pesante è in Slovenia. Qui i contagi sono più di duecento e il Governo Jansa, appena insediato, ha preso misure all’italiana con la chiusura di bar, ristoranti, negozi, con in più l’arresto del trasporto pubblico e di quello ferroviario. L’invito dell’ esecutivo di rimanere a casa è stato rivolto soprattutto agli anziani ultra settantenni anche se la fascia degli infetti dai 30 ai 50 anni è quasi doppia di quella degli ultrà sessantenni. Responsabile dell’unità di crisi per il coronavirus è stato nominato Jelko Kacin, ex parlamentare europeo ed ex ambasciatore presso la Nato a Bruxelles, figura carismatica, ben noto anche all’interno della comunità slovena presente in Italia. In Croazia sono una sessantina i contagi, ma tra essi il caso più eclatante è rappresentato da due medici di un ospedale di Zagabria che è stato evacuato. Sono state anche decise regole molto più severe per l’ ingresso nel Paese.

I cittadini italiani senza la cittadinanza croata (posseduta da parte chi soprattutto abita nel territorio istriano e quarnerino) dovranno sottoporsi a una quarantena di quindici giorni sotto la supervisione di un autorità sanitaria. Se rifiuteranno non avranno diritto all’ingresso. I possessori di cittadinanza croata dovranno attenersi ad un auto isolamento domiciliare. In Serbia , dove i contagiati sono per ora una quarantina, il Presidente Aleksander Vucic ha proclamato lo stato di emergenza, con forti limitazioni agli ingressi e agli spostamenti anche se alcuni avvenimenti sportivi si sono svolti regolamento. Anche in Albania, di dove l’emergenza coronavirus sembra aver attenuato la crisi istituzionale tra Governo Rama e Presidenza della Repubblica, i confini sono stati chiusi, con l’eccezione del trasporto delle merci ed e’ in vigore il divieto di circolazione degli automezzi in gran parte del Paese. Uno stato di cose che, anche per quanto riguarda i Balcani occidentali, va di ora in ora aggiornato in modo purtroppo sempre più preoccupante.

Alessandro Perelli

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