lunedì, 26 Ottobre, 2020

I partiti in ritirata

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Lo sapevamo da un pezzo, almeno dal 2010. Prima liste civiche collegate ai candidati sindaco, poi la prevalenza di simboli civici sui simboli di partito, oggi l’esplosione dei localismi e la ritirata dei partiti dalle elezioni amministrative. 4000 liste civiche in un migliaio di comuni. Un record europeo. E’ un bene? No. Una cosa è valorizzare le esperienze locali, l’approdo alla politica di movimenti e associazioni che nei municipi hanno affrontato tematiche spinose e intendono sottoporle all’esame del voto, la spinta alla partecipazione e l’impegno per il bene comune, altra cosa la fioritura innaturale di simboli spesso fondati ‘alla bisogna’, estemporanei, oppure  di stampo decisamente trasformista.

Anche i partiti più strutturati si nascondono spesso dietro e dentro liste civiche, soprattutto al Sud. La conferma di una rinuncia, la conferma di una crisi durevole, l‘imbarazzo a sostenere le buoni ragioni della politica. Proprio mentre i grillini si istituzionalizzano, i partiti battono in ritirata dalle istituzioni più vicine ai cittadini.

Noi abbiamo scelto una strada diversa. La rosa socialista è presente in decine di comuni e torna, a distanza di anni, in molte grandi città. Dove siamo più deboli, simboli non di partito ma di area. Si è trattato di uno sforzo enorme compiuto da vecchi militanti e da una generazione più giovane di compagne e di compagni che ci hanno messo la faccia e si sono rimboccati le maniche. Un fantastico nuovo inizio indispensabile per continuare. Penso a Napoli, penso a Bologna e a Trieste, a Caserta, a Salerno, a Cosenza, ai candidati a sindaco di Melfi, Ferrandina, Città di Castello, Porretta, Finale, Cassano, e ricordo solo alcuni. Ma penso anche a Roma.

Nella capitale la partita è aspra. Se osservo i sondaggi, saremo decisivi per portare Giachetti al ballottaggio. Buoni candidati, un capolista eccellente, sindacalisti di vaglio e il nostro consigliere regionale in campo. E preoccupanti manifestazioni di ‘bipolarità’. Mi riferisco a quanti da mesi ritengono di dover presentare, sempre e dovunque, simboli socialisti e al momento del voto, benchè la rosa socialista sia sulla scheda elettorale, scelgono il PD. Si, proprio il PD, con tanto di dichiarazione pubblica a sostegno di taluni candidati. Molto attivi sulla rete, assenti tra la gente. Pronti a farti la lezione – mi riferisco a vecchi dirigenti – eppure già schierati altrove. Davvero un bell’esempio!

Riccardo Nencini

 

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