domenica, 27 Settembre, 2020

I piccoli partiti vanno eliminati…

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Giuro che sono rimasto di stucco. Un giovane deputato renziano, certo Ernesto Carbone, ospite della trasmissione del bravo Nicola Porrro, ha testualmente affermato che i piccoli partiti “devono essere eliminati”. Lo ha fatto senza finzioni verbali, senza neppure preoccuparsi di riconoscere al condannato a morte almeno l’espressione dell’ultimo desiderio, attribuendogli il minino di dignità e rispetto che si deve anche a chi è in attesa di una condanna per reati gravi. Lo ha fatto con insolita ferocia. Questo signore dovrebbe almeno spiegare di quali colpe gravi i piccoli partiti, naturalmente fissando loro una soglia, senza ulteriori salvaguardie, si siano macchiati nella storia d’Italia e anche in questo sgangherato ventennio.

Il bravo condutture gli ha spiegato che non avremmo avuto in Italia né La Malfa né Pannella, e aggiungiamo anche Saragat, se i partiti minori non fossero esistiti e questo Carbone, che pare proprio di carta copiativa perché spesso imita, in peggio, il suo capo, ha sostenuto che era il momento di dimenticare La Malfa e Pannella a guardare al nuovo. Con disprezzo per la storia e per la verità. C’è da rimanere storditi per la superficialità e la mancanza di cultura politica di questi nuovi dirigenti. La loro arroganza pare nutrirsi di ignoranza e di supponenza insieme. Ma veniamo alla colpa grave dei piccoli partiti in questo ventennio nel quale hanno governato i grandi con logiche spesso padronali.

Nel 1994 il governo di centro-destra fu messo in crisi dalla Lega, non da un piccolo partito, evidentemente molto utile tuttora, visto che la nuova legge elettorale ne propone la salvaguardia. Nel 1998 Prodi fu licenziato formalmente da Bertinotti, ma sostanzialmente da D’Alema che lo sostituì. Nel 2008 Prodi fu mandato a casa perché non aveva la maggioranza. Poi avranno influito i vari Turigliatto e Mastella. Nel 2010 Berlusconi è stato sfrattato da Fini e dai suoi che fecero una scissione nel Pdl, e oggi Letta, se andrà a casa, ci andrà per causa di Renzi, dopo che nel Pdl, e non in un piccolo partito, si è generata una nuova scissione. Dunque? La mia opinione è che carta Carbone non conosca la storia italiana e nemmeno quella dell’ultimo ventennio. E sia solo la vaga e un po’ brutale riproduzione delle idee del suo vate.

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