venerdì, 21 Febbraio, 2020

I precari dell’Istat
ancora senza contratto
in 372 sul piede di guerra

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Precari-IstatI precari dell’Istat sul piede di guerra. Oggi, nella sede centrale dell’Istituto Nazionale di Statistica era prevista una conferenza stampa per illustrare i dati sui conti economici trimestrali. Ma c’è stato un imprevisto: la mobilitazione dei 372 precari dell’Istat i cui contratti scadono tra 50 giorni. L’amministrazione ha quindi deciso di annullare l’incontro con la stampa limitandosi ad inviare il comunicato sui dati alle redazioni. Ma una conferenza stampa si è tenuta lo stesso: quella organizzata dai precari che, ad un anno dalla mobilitazione avviata nello scorso ottobre con cui si contestava il decreto D’Alia, sono nuovamente in stato di agitazione per “contestare – si legge in un comunicato dei precari dell’ Istat – le scellerate politiche di gestione del personale operate dall’Amministrazione Istat e rivendicare con forza il diritto all’immissione in ruolo di quanti quotidianamente contribuiscono a garantire lo svolgimento delle normali attività di produzione statistica.

A fronte della possibilità di procedere alla stipula di contratti con scadenza al 31/12/2020 con il solo vincolo della disponibilità finanziaria – si legge ancora – pur non essendoci alcun impedimento tecnico, l’Amministrazione Istat ha deciso di attestarsi su una proroga annuale, al termine della quale si prospetta l’espulsione del personale precario selezionato tramite concorso pubblico, formato ed inserito in maniera strutturale nei processi ordinari. L’Istat in questo modo non si vuole assumere la responsabilità di affermare con atto formale il bisogno dell’istituto di continuare ad avvalersi del contributo dei lavoratori precari fino al loro progressivo assorbimento in ruolo, scaricando all’esterno, come di consueto, l’onere delle proprie scelte”.

Secondo i precari dell’Istat “la recente nomina bipartisan di Giorgio Alleva a nuovo Presidente dell’Istat, a luglio 2014, sta evidentemente cominciando a esplicare gli effetti desiderati. Eppure l’Istituto Nazionale di statistica si appresta a entrare in una nuova fase. Il censimento permanente è alle porte. Anche quest’ultima iniziativa, sbandierata come parte del processo di ammodernamento del Paese, sembra non vedrà mai la luce, visto che i fondi previsti rimangono bloccati. Lo stesso Presidente, infatti, nel corso dell’occupazione effettuata lo scorso lunedì ha affermato di non poter promettere niente circa il futuro. Sembra che lui stesso non sappia che ne sarà dell’Istat dopo il 2015”.

Insomma una situazione delicata. “Viceversa – continua il comunicato – riteniamo che sia quanto mai urgente difendere la ricerca pubblica e rovesciare la logica imperante che lega la parola ammodernamento a tagli indiscriminati, i quali vanno a colpire unicamente la componente più vulnerabile della forza lavoro. Nessun processo di ammodernamento può essere credibile se il suo unico obiettivo è tagliare i costi. Chiediamo all’Amministrazione Istat – conclude la nota – di presentare ai precari proroghe pluriennali, coerenti con le necessità presenti e future dell’Istituto, al fine di indirizzare opportunamente le scelte finanziarie e legislative del Governo per la stabilizzazione generalizzata ed effettiva che riguardi la totalità dei dipendenti a tempo determinato attualmente presenti in Istat”.

Redazione Avanti!

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