mercoledì, 30 Settembre, 2020

I teppisti romanisti incappucciati e la legge che va all’incontrario

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In altri paesi i cento incappucciati che hanno aggredito il pullman del Verona non sarebbero neppure entrati allo stadio. Da noi, che abbiamo le leggi più severe e illiberali del mondo in fatto di stadi, invece si. Strano che dopo Daspo, tessere del tifoso, prefiltraggi, filtraggi, tornelli, steward, questi delinquenti possano o assistere a partite o sostare a lungo nei pressi dello stadio, assolutamente incontrollati e poi prendere a sassi un pullman, frantumarlo, mettere a serio rischio la vita di giocatori, allenatori e dirigenti. Anche dopo che la curva degli ultras giallorossi era stata tenuta vuota per atteggiamenti razzisti precedenti, riferiti alla gara Roma-Milan. Siamo daccapo.

Se non c’è una repressione mirata alle frange di tifosi a rischio, se non esiste una adeguata rete di schedatura delle tifoserie potenzialmente violente, se non si pratica poi un controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine fuori dagli stadi, a nulla servono i decreti Pisanu e Amato che alla fine danno ugualmente la possibilità ai violenti di svolgere i loro raid, mentre le persone normali, che non accettano che gli stadi siano divenuti una sorta di campo di concentramento, sono invece sempre più orientate a starsene comodamente sedute in salotto.

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