venerdì, 14 Agosto, 2020

“L’Ombra di Talete” e i triangoli del mondo

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Nel 585 a.e.v. (ante era vulgarem) la Luna si frappose tra il Sole e la Terra e in un attimo il giorno divenne notte: in quell’attimo la battaglia tra i guerrieri Lidi e i cavalieri Medi s’interruppe bruscamente e i due eserciti cessarono di combattere. Talete predisse agli Ioni l’arrivo di quell’ombra di Luna. Ed è sempre con un’ombra che egli sbalordì i sacerdoti egizi misurando l’inaccessibile altezza della piramide di Cheope. In quelle ombre Talete seppe osservare qualcosa d’invisibile ai più, forse qualcosa che è realmente invisibile e che si può solo immaginare.

Attraverso il racconto immaginato e teatralizzato, “L’ombra di Talete”, appuntamento di “Science Fiction – la Scienza a Teatro” che andrà in scena al Teatro Villa Pamphilj di Roma domenica 12 gennaio alle ore 11:30, il fisico matematico Enrico Ferraro, a partire da esperienze di vita personali e professionali, ripercorre la vicenda che ha portato Talete a vedere, attraverso l’ombra, “tutti i triangoli del mondo”.

Così la storia di una grande scoperta matematica diventa scintilla e pretesto per avvicinare all’idea di concetto astratto e alla capacità di immaginare l’invisibile che contraddistingue da sempre i grandi scienziati, capaci di scoprire teorie, fattori ed elementi che magari verranno comprovati sperimentalmente decenni e decenni dopo.

Filosofo, astronomo, matematico e inventore della geometria, Talete di Mileto (624 a.C.? – 547 a.C.?) è uno dei Sette Savi dell’antica Grecia, ed è anche il primo filosofo di quella tradizione scientifica che ha posto le basi del pensiero occidentale. Studioso versatile, si è occupato di scienze naturali, matematiche, astronomiche, ha fondato la scuola dei filosofi di Mileto e ha formulato l’omonimo teorema.

“Science Fiction – La Scienza a Teatro” è un progetto che nasce dalla collaborazione tra scienziati, attori, insegnati e operatori culturali convinti che la scienza non sia argomento solo per tecnici, purtroppo affrontata generalmente in poche ore durante il ciclo scolastico e per il resto della vita in qualche notizia sensazionalistica recepita dai giornali.

Si tratta di una serie di episodi teatrali a tema scientifico e matematico rivolti a chi pensa di non poter capire la scienza; una modalità di comunicazione per rendere accessibile a chiunque temi e concetti che nell’immaginario collettivo risultano inaccessibili e che invece possono essere affascinanti, umanistici, letterari, e anche poetici o comici.

Dietro ogni storia di scienza e di scienziati ci sono vite incredibili, sogni, visioni inimmaginabili, iperboli, fallimenti e miserie che hanno avuto il potere di cambiare le nostre vite, le vite di tutta l’umanità, generando scoperte, rivoluzioni e progresso.

Queste storie meritano di essere raccontate, e Science Fiction si avvale proprio del linguaggio teatrale per allargare, nella formula più semplice e arcaica, la dimensione della scienza a quella della comunità e viceversa. Due linguaggi differenti che trovano una sintesi comune in un racconto.

Il progetto Science Fiction è ideato e curato dal collettivo teatrale Effetto Joule (residenza a Teatro Villa Pamphilj) ed è prodotto dal Teatro Villa Pamphilj (della rete TIC – Teatro di Roma).

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Enrico Ferraro

Enrico Ferraro, laureato in fisica e con un dottorato in bioinformatica, insegna attualmente matematica in un liceo classico di Roma. Si interessa di didattica, divulgazione scientifica e di sviluppo del pensiero del bambino e dell’adolescente, presiedendo l’associazione di volontariato Agave per la tutela e promozione della salute mentale dei giovani.

“Effetto Joule” è costituito da: Valerio Bucci, Anna Maria Piccoli, Valeriano Solfiti, Emiliano Valente e Maria Zamponi – www.effettojoule.it.

Redazione Avanti

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