martedì, 7 Aprile, 2020

IL BOLLETTINO SENZA BORRELLI

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E’ la fine di ogni routine anche dell’ultima che si era creata in queste settimane: il bollettino delle 18 con Angelo Borrelli, capo della protezione civile.
Questa mattina Borrelli ha accusato sintomi febbrili e, a scopo precauzionale, ha lasciato la sede del Dipartimento. A causa di questa lieve indisposizione a partire da oggi, fino a data da destinarsi, la quotidiana conferenza stampa sull’emergenza Coronavirus delle ore 18 è sospesa.
Dopo la notizia del ricovero di Guido Bertolaso al San Raffaele, risultato positivo al Covid si teme anche per il capo della protezione civile.

 

“Le misure del Governo – afferma in una nota il segretario del Psi Enzo Maraio – stanno producendo il risultato sperato. Il calo dei contagi che stiamo registrando negli ultimi giorni è un grande segnale di speranza per tutti i cittadini che si stanno impegnando a rispettare le norme messe in campo dal Governo”.
“Ora – continua il segretario socialista – è necessario far ripartire l’economia. Il decreto Cura Italia è
una buona base di partenza ma bisogna fare di più e, con i prossimi interventi, il Governo – conclude – deve attuare robusti investimenti a favore di imprese e dei lavoratori”.

 

E mentre dall’Inghilterra giunge la notizia della positività al virus del Principe erede Carlo, sembrano esserci buone notizie qui in Italia, Ranieri Guerra, assistant director general dell’Oms, ai microfoni della trasmissioni radiofonica ‘Circo Massimo’ su Radio Capital fa sapere:
“Il rallentamento della velocità di crescita è un fattore estremamente positivo. In alcune regioni siamo vicini al punto di caduta della curva e quindi probabilmente il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere. Credo che questa settimana e i primi giorni della prossima saranno decisivi, perché sono i momenti in cui i provvedimenti di governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto, efficacia”.
Dal Governo si continua a lavorare per tenere in piedi l’economia e arriva la notizia dell’accordo con i sindacati.
“È stato fatto un grande lavoro comune, ottenendo un ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini. Abbiamo rivisitato l’elenco delle attività produttive indispensabili, in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. E ‘stato tolto dall’elenco tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo”, scrivono in una nota unitaria Cgil, Cisl e Uil.
Il governo e i sindacati hanno trovato l’accordo per decidere quali aziende essenziali potranno beneficiare della deroga allo stop dell’attività produttiva previsto dalle misure per combattere il contagio del coronavirus. Le parti sociali chiedevano di ridurre il numero dei comparti e dei lavoratori impegnati a garantire la produzione solo dei beni effettivamente essenziali durante questa fase di emergenza coronavirus.

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