domenica, 23 Febbraio, 2020

Il BR procede. Il voto dei deputati socialisti

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I socialisti alla Camera hanno votato a favore degli emendamenti per elevare il premio di maggioranza almeno al 40 per cento, per abbassare lo sbarramento elettorale che adesso risulta al 4,5 per cento per le liste collegate e all’8 per cento per le liste autonome, nonché sulla questione del conflitto d’interesse. E sono andati sotto. Immagino che voteranno a favore della parità di genere e contro il salva Lega. Bene. Personalmente avrei votato anche a favore dell’introduzione delle preferenze. Le liste bloccate, corte o lunghe, sono il contrario della democrazia. Annullano la volontà popolare e credo siano anche in contrasto con la sentenza della Corte. La legge BR adesso prosegue il suo cammino che dovrebbe completarsi, per la Camera, la prossima settimana.

Sui due emendamenti prima richiamati si rischia il patatrac: sulla parità di genere e sul salva Lega. L’ultima idea dei soldati BR è quella di uno scambio. Io dò la parità di genere a te e tu dai il salva Lega a me. Uno a uno, come nel calcio. Non credo tanto che il rischio sia sulla cosiddetta parità di genere. Se l’emendamento dovesse passare Forza Italia non può gettare tutto all’aria per due motivi. Il primo è che le sue donne, tranne la Santanchè, lo voteranno compatte. E poi sarebbe accusata di vetero maschilismo, di ottuso conservatorismo e anche di peggio. Gettare tutto all’aria per le quote rose, proprio Silvio, ma dai… Più complicato è il salva Lega. Se dovesse essere approvato si rischia di aprire un inquietante precedente. Cosa dice l’emendamento? Prescrive che se in tre regioni una lista supera l’8 per cento allora viene recuperata e ottiene parlamentari. Non si capisce bene per la verità se le regioni debbano essere tre, come sostiene il Pd o due, come ritiene Forza Italia, visto che si prevede che debba essere coperto il 20 per cento del territorio nazionale. Dunque se un partito prende l’8 per cento in Lombardia (9,8 milioni di abitanti) basterebbe solo un’altra regione e non due. Più leghista di così…

Dunque la Lega eleggerebbe parlamentari solo con l’8 per cento in Lombardia più un’altra regione, mentre una lista che si presenta da sola e ottiene il 7,9 in tutto il territorio nazionale no. É giusto? È folle. Mettiamo il caso che invece l’emendamento venga bocciato. La Lega rompe ogni rapporto con Forza Italia. Berlusconi se lo può permettere? Vedremo. Poi la legge andrà al Senato e lì ne vedremo ancora delle belle, perché la maggioranza è meno ampia e forse anche meno coesa, anche se i senatori oggi sono più tranquilli. In fondo senza la legge sul Senato è piuttosto complicato sciogliere le due Camere e andare alle elezioni. E per quanto riguarda la legge che dovrà abolire il Senato, be’, prendiamo atto che per ora un gruppo di senatori ha presentato una proposta di legge per abolire… la Camera. Se il buon giorno si vede dal mattino…

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