domenica, 26 Maggio, 2019

Il “buco” del TAV visto col binocolo

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Capisco che per definizione un politico deve mentire, ma la domanda che pongo stamattina è: anche di fronte all’evidenza di fatti macroscopici? Ebbene sì, il riferimento, è ancora al TAV.

Dunque, ci sono i tifosi della curva sud della politica che dicono, senza incertezze, che il famigerato “buco” non è stato ancora iniziato, mentre quelli della curva nord sostengono addirittura che è quasi terminato.
Ora, ritengo che molti di loro non sanno nemmeno dove sia la Val di Susa, mentre chi vi è andato per ragioni turistiche forse non è riuscito a trovare il cantiere. A parte ovviamente i politici di primo piano che hanno voluto vedere quello che volevano vedere, per dirla alla Totò.

Eppure, oggi, una cosa che accomuna i cittadini del mondo è la facilità con cui si assiste in rete allo scorrere continuo di immagini e notizie; quindi, mentire per un politico va benissimo, ma che lo facciano adattando le frottole alla modernità dei tempi e non come facevano coloro che li hanno preceduti, quando davvero le informazioni viaggiavano a dorso di mulo. Accidenti, nei tempi che viviamo la digitalizzazione sbugiarda ogni menzogna! E le fake news bisogna saperle costruire ad arte.

Ma per tornare a monte del ragionamento, ‘sto buco c’è o non c’è? Ora, va bene tutto, ma vuoi che dagli anni Novanta il cantiere che hanno fatto vedere sia stato tutto di cartapesta come a Cinecittà? Perché in questo caso le manifestazioni i No Tav le avrebbero fatte contro le comparse cinematografiche.
Che sia stato forse tutto uno spettacolo montato ad arte per ottenere i finanziamenti dall’Unione Europea (dove peraltro, sul mostruoso palcoscenico, si sono esibiti i capi delle rispettive tifoserie)?

L’altra cosa curiosa è che ancora non si è capito se i parlamenti di Francia e Italia di ieri abbiano approvato la costruzione della ciclopica opera al buio, cioè senza neanche un preventivo attendibile dei costi/ricavi; oppure, se almeno quello italiano non sia stato contagiato dalla grandeur dell’Assemblea Nazionale francese al punto da dover dire “ma chi siamo noi, i figli di un Dio minore?!”. E nell’ansia di non essere secondi a nessuno, hanno messo il timbro “approvato!” sulla Tav, senza nemmeno aver letto uno stralcio di dato dettagliato sull’opera, i costi, i tempi di realizzazione e i territori coinvolti!

In questo caso, il ministro competente di oggi avrebbe fatto non bene, ma benissimo a rifare tutti i conti con la calcolatrice, scoprendo anche tra l’altro che i famigerati conti non tornavano. Poi, il ministro, facendo la prova del nove, con l’aiuto dei migliori professori, ha smascherato completamente i politici incapaci di allora, dimostrando tutta la sua competenza, perizia, e lealtà verso i cittadini italici.

Altro che quei scialacquoni del precedenti governi! Ma se invece fosse tutto vero?! Se ‘sto buco è stato scavato per davvero e se – Santo Iddio! – ‘sto benedetto ministro andasse di persona ad accertarsene, forse i conti, anche se solo miserevoli conti da poveretti, potrebbero essere valutati dalla politica in modo diverso, no?! Perché continuare a sostenere cose sulla base di altre viste solo al binocolo?! Ogni tanto, almeno nelle cose necessarie, occorrerebbe abbandonare binocoli, lenti e cannocchiali e metterci il naso!

Angelo Santoro

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