lunedì, 30 Marzo, 2020

IL CAVALLO DI TROJAN

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Mentre il Nord Italia è paralizzato dalla psicosi del Coronavirus e il resto del Paese è spaventato, il Governo punta ancora a ‘riformare’ la Giustizia, stavolta in zona cesarini incassa la fiducia sul decreto legge Intercettazioni, a soli due giorni dalla scadenza. I voti a favore sono stati 304, 226 i contrari, uno solo l’astenuto. Il primo voto di fiducia a Montecitorio per l’esecutivo Conte 2, a settembre scorso, aveva visto 343 sì e 263 no. Dure le critiche sul testo da parte dell’opposizione, che ha deposto le armi dell’annunciato ostruzionismo solo per consentire una sollecita approvazione a Montecitorio del decreto sul coronavirus, grazie ad un compromesso sui tempi proposto dal presidente della Camera Roberto Fico.
Il decreto-legge introduce rilevanti modifiche alle norme del codice di procedura penale riguardanti le modalità di esecuzione delle intercettazioni e di conservazione della relativa documentazione.
A far discutere sono soprattutto le norme sull’uso del trojan, il captatore informatico che viene inserito nei cellulari e negli altri dispositivi mobili. Tra le modifiche introdotte al testo varato dal Consiglio dei ministri a dicembre, il rinvio di altri due mesi dell’entrata in vigore della riforma, che diventerà efficace dal primo maggio. L’obiettivo è dare il tempo alle procure di dotarsi dei nuovi strumenti previsti, come l’archivio digitale delle intercettazioni. Il decreto ha modificato la riforma Orlando del 2017, anche escludendo che il giornalista che pubblica le intercettazioni possa essere incriminato. Cambiano le modalità di conservazione della documentazione: l’archivio riservato presso l’ufficio del Pm è sostituito da un apposito archivio digitale, gestito e tenuto sotto la direzione e la sorveglianza del Procuratore della Repubblica.
Nella gestione dell’archivio deve essere garantita la segretezza della documentazione delle intercettazioni non necessarie per il procedimento, di quelle irrilevanti o di cui è vietata l’utilizzazione o riguardanti categorie particolari di dati personali.
I risultati delle intercettazioni possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli in cui sono stati disposti solo se sono “indispensabili” e “rilevanti” per l’accertamento dei reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza e di quelli di particolare gravità indicati tassativamente dall’articolo 266 del codice di procedura penale. Il requisito della ‘indispensabilità” è chiesto anche per le intercettazioni fatte con il trojan. Si tratta comunque di una previsione piùampia delle sentenza delle Sezioni unite della Cassazione che ha ammesso l’uso degli esiti dei colloqui intercettati con il captatore informatico solo se si tratta di un reato connesso a quello per cui si sta procedendo.
Per il momento l’approvazione definitiva a Montecitorio è questione di giorni. L’Assemblea passerà giovedì 27 febbraio all’esame degli ordini del giorno sul testo, a partire dalle 11. Sempre giovedì, in serata, è prevista la votazione finale e definitiva sul provvedimento. Il calendario è stato deciso durante la riunione dei capigruppo grazie alla mediazione del presidente Roberto Fico: si è arrivati al compromesso di non concludere subito le votazioni per permettere di iniziare subito la discussione del decreto Coronavirus in commissione Affari sociali.

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