sabato, 4 Aprile, 2020

IL CHIARIMENTO

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È arrivato il via libera del’Aula della Camera al decreto legge milleproroghe. Il testo è stato approvato con 256 voti a favore e 169 contrari. Ora dovrà passare all’esame del Senato. Un passaggio parlamentare che non è stato del tutto lineare. Italia Viva ha votato per 10 volte in dissenso rispetto al governo sugli ordini del giorno. In particolare hanno votato diversamente dalla maggioranza sui temi della prescrizione, plastic e sugar tax, opere pubbliche. Giornata di votazioni anche al Senato sul decreto intercettazioni sul quale era stata posta la questione di fiducia. Il voto con cui il governo ha incassato la fiducia sono stati 156, i voti contrari 118 e nessun astenuto. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 29 febbraio pena la decadenza, passa ora all’esame della Camera. Nonostante la doppia votazione a favore del governo, la tensione in Aula al momento delle dichiarazioni di voto è stata altissima. Le opposizioni hanno parlato di un “governo minato da un sabotatore di nome Renzi, indeciso e diviso su tutto” e le forze di maggioranza hanno difeso il provvedimento.

Leu ha sottolineato con Pietro Grasso – che il voto al decreto intercettazioni è “indirettamente anche un voto di fiducia sul ministro della Giustizia Bonafede, che ha dimostrato di saper tornare sui suoi passi, riflettere e mettere in campo un’azione di “mediazione”. Italia Viva si è però detta insoddisfatta ma ha comunque votato a favore della fiducia.  Matteo Renzi, che non era presente al voto, ha polemizzato proprio con la formazione di Liberi e Uguali sostenendo che il voto “non è una fiducia al ministro”. Ed ha annunciato che la prossima settimana dovrebbe vedere il premier Conte per mettere la parola fine al teatrino di questi giorni. Da Bruxelles il presidente Conte ha confermato l’incontro “La mia porta è sempre aperta, sicuramente ci vedremo la prossima settimana”. E ha aggiunto che farà “delle comunicazioni al Parlamento dove annuncerà le riforme da attuare: sarà l’occasione per formalizzare l’agenda 2023”. E a una domanda dei giornalisti sui cosiddetti responsabili ha risposto categorico che “sarebbe assolutamente improprio che mi cercassi altre maggioranze”.

“Noi – ha spiegato ancora Renzi – non abbiamo il desiderio di rompere, ma cerchiamo di trovare dei compromessi finché sarà possibile. Un chiarimento si imporrà. Mi ero dato un arco di tempo fino a Pasqua. Si pone il tema di una qualche forma di chiarimento”. Una novità sostanziale, quella del vertice tra Conte e Renzi che potrebbe abbassare la tensione e raffreddare il clima. “Gli porteremo – ha anticipato Renzi – il nostro decreto per lo sblocco dei cantieri e lui farà le valutazioni che crede e noi faremo le nostre”. Renzi ha spiegato che le proposte di Iv sono strutturate su quattro grandi temi: sblocco dei cantieri, elezione diretta del premier, lotta al giustizialismo e il superamento del reddito di cittadinanza. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Renzi – è dare una mano al Paese, sia che continuiamo a stare in maggioranza sia che la maggioranza sia un’altra, come evocato da chi pensa alla sostituzione di Italia viva coi ‘responsabili’, cosa del tutto legittima. In ogni caso, noi daremo al governo questo nostro lavoro, anche se saremo all’opposizione”.

Non sono mancati comunque, anche in quest’occasione, i toni aspri. Come nel caso del dl Intercettazioni, su cui oggi l’aula del Senato ha votato la fiducia, che per l’ex presidente del Senato Pietro Grasso era una sorta di voto di fiducia per il Guardasigilli. “Per noi – ha detto Renzi – votare oggi la fiducia al dl Intercettazioni non è votare la fiducia a un singolo ministro”. Parole che non faranno piacere a M5s, come quelle sulla concessione ad Autostrade: “Io sono perché Autostrade paghi – ha ribadito Renzi – e paghi tanto per quello che è successo. L’ho detto anche ai vertici Aspi quando li ho incontrati. Spero che non ci sia chi in nome del populismo fa una battaglia per cui alla fine sia lo Stato che paghi ad Autostrade, sarebbe un capolavoro al contrario”.

Entra nel dibattito il segretario Dem Nicola Zingaretti con un post su Facebook: “La congiuntura economica resta difficile e le sfide che ci attendono non sono semplici, anche per questo è necessario rilanciare l’innovazione dare nuova concretezza nell’azione di governo. Con meno polemiche e più fatti darsi un orizzonte un’agenda di provvedimenti condivisi che vogliamo adottare. La frenesia della battaglia politica – aggiunge – non deve in alcun modo distrarci dal cuore dei problemi, dal senso profondo del nostro ruolo e dalle reali necessità delle italiane e degli italiani. Avanti per costruire un’Italia migliore. Non ci sono scuse: serve buon governo. Con una politica utile alle persone”.

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