giovedì, 9 Luglio, 2020

Il colpo della Commissione europea

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La Commissione ha battuto un colpo. Adesso tocca agli Stati rispondere a tono. Si potrebbe condensare con queste parole l’annuncio compiuto oggi dalla Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Layen, circa l’adozione di quel Recovery Fund tanto desiderato da alcuni Paesi drammaticamente colpiti dalla crisi sanitaria ed economica in atto, Italia in testa, e tanto osteggiato da altri Stati c.d. “frugali”, come Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, che invece interpretano il principio di solidarietà iscritto nei Trattati europei come non rilevante, o non prioritario.

La Commissione europea mette a disposizione un programma di sostegno pari a 750 miliardi, 500 dei quali a fondo perduto e i restanti 250 sotto forma di prestiti a scadenza ultra trentennale. Per l’Italia, prima potenziale beneficiaria, si prevedono circa 173 miliardi, 91 in prestiti e 82 a fondo perduto. Ciò vuol dire che il nostro Paese potrebbe avere a disposizione, direttamente e senza obblighi di restituzione, l’equivalente di quasi tre manovre finanziarie, una somma che coprirebbe, ad esempio, gli impegni assunti con il decreto “Cura Italia” (25 mld) e il decreto “Rilancio” (50 mld). È solo una proposta, per il momento, che attende il vaglio dei singoli Stati e richiederà l’approvazione all’unanimità per poter essere operativa. Vedremo nelle prossime settimane quale piega prenderanno i negoziati.

Ma il segnale dall’Europa tanto sperato è stato lanciato. Per una Europa più politica, più solidale e meno diseguale questa è la via maestra. Per l’Italia, l’unica alternativa al disastro.

Vincenzo Iacovissi
Vice segretario nazionale Psi

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