martedì, 10 Dicembre, 2019

Il coraggio delle scelte, la voglia di innovazione

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Il consiglio nazionale di sabato scorso ha deciso, per acclamazione, di modificare il simbolo del partito, introducendo il garofano, simbolo in tutto il mondo di libertà, diritti, lavoro e simbolo sopratutto, in casa nostra, della stagione florida dell’Italia del riformismo. Un restyling non soltanto grafico – abbiamo voluto riproporre il garofano in chiave moderna- ma frutto di una risposta, e di un’esigenza, politica. Non un esercizio della memoria, non un’operazione nostalgia, dunque.

Il Consiglio Nazionale ha stabilito soprattutto che non c’è altra strada, per noi, che la presentazione di liste socialiste alle prossime elezioni. Erano due impegni che avevamo assunto in sede congressuale e che, nei tempi che l’agenda politica impone, stiamo iniziando a concretizzare, dando le dovute risposte a chi, con una buona dose di ragione e di buonsenso, chiedeva la chiara visibilità sulle schede elettorali del nostro partito.

Non sarà un percorso facile. Dovremo lottare tra il fuoco dello scetticismo di alcuni e il coraggio, squisitamente spregiudicato, di altri. Nel corso di questi mesi alla guida del partito, girando l’Italia e visitando anche l’ultima delle piccole sezioni sparse sul territorio nazionale, ho toccato con mano l’esistenza di una comunità ancora in piedi, sana e con tanta voglia di riscattarsi rispetto a chi, in un passato non troppo lontano, ha voluto che su di noi cadesse una scandalosa damnatio memoriae.

Alle prossime elezioni regionali, con il deliberato della Segreteria prima e del Consiglio poi, terremo fede all’impegno, preso nella maniera più condivisa possibile, di costruire liste socialiste e autonome. Una sfida che potrà farci solo bene, considerata la ormai antica disaffezione del partito sulla scelta di correre autonomamente alle elezioni. Non si tratta solo di una questione identitaria o della rivendicazione sterile di un simbolo e una storia. La posta in gioco è la nostra capacità di proporre una offerta politica basata sulla serietà e sulla responsabilità.

Negli ultimi tempi, movimenti nuovi e vecchi partiti, stanno cercando in tutti i modi di impossessarsi di una area riformista che noi, solo noi, dopo la svolta del MIDAS siamo riusciti a concretizzare, forti della nostra marcata capacità di modernizzazione del Paese e della risoluta emancipazione dal Pci di Berlinguer. Quella storia ci appartiene e abbiamo il dovere tenerla viva.

Due ultime considerazioni: l’attuale esecutivo, dopo l’approvazione della manovra, farà un nuovo accordo di governo. Noi chiederemo che innanzitutto venga rivista la legge di modifica della prescrizione, che si faccia una ulteriore analisi sulla riforma del processo civile e chiederemo che si costruisca un tavolo di coalizione basato sulle forze parlamentari che sostengono il governo, con lo scopo, sacrosanto, di affrontare meglio e con spirito di condivisione la discussione sulle riforme, a partire dalla riforma della legge elettorale.
Quanto alle alleanze, è evidente che la soluzione è ancora lontana e che i tempi sono prematuri. Noi vogliamo avviare l’interlocuzione con tutti i partiti che compongono il centrosinistra: dal Pd al nuovo movimento di Calenda, alle forze ambientaliste, a Più Europa, a Italia Viva di Renzi. Su quest’ultimo è giusto fare alcune precisazioni: con il partito di Renzi c’è solo un accordo parlamentare che non può e non deve mettere in discussione la nostra autonomia territoriale, a partire dai municipi. Un accordo che si apre e si chiude a Palazzo Madama.
Ci aspettano mesi difficilissimi e dobbiamo essere pronti ad affrontarli. Lo faremo solo se una piccola comunità come la nostra riuscirà a tenere la barra dritta su due priorità: l’unità e la collaborazione reciproca.
Non ci mancano il coraggio delle scelte e la voglia di innovazione. Ripartiamo da qui.

Enzo Maraio
Segretario Nazionale Psi

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