domenica, 8 Dicembre, 2019

Il dado è tratto o solo sottratto?

0

Il dato è tratto, è passato di mano,il suo Rubicone l’adesione piena a un’Europa non statica ma dinamica e più solidale per affrontare le sfide planetarie che attendono risposte strategiche ben oltre gli interessi particolari, populisti, sovranisti o di pura sopravvivenza. Salvini se l’è fatto cadere di mano il dado convinto che poteva vivere di rendita accumulata senza mettere in conto la sconfitta a livello europeo non compensata certo dalla crescita in Italia. Eccesso di ambizione misto a paure di dover affrontare una manovra lacrime e sangue ed ancor più del sopraggiungere degli esiti non tranquillizzanti delle indagini della procura sui suoi rapporti con Putin.

Non è parso vero a Di Maio raccogliere il dado e giocarlo nell’unica direzione possibile, per comporre un maggioranza alternativa, quella del PD e della sinistra e vari altri spezzoni animati da spirito di sopravvivenza dopo poco più di un anno di legislatura paralizzata dai veti reciproci tra le componenti governative. Quando penso ai numerosi mesi spesi in Germania per trovare una comune piattaforma tra partiti che già erano stati insieme al governo, mi viene spontaneo registrare quanto siano stati approssimativi i tempi di approfondimento dell’accordo tra M5stelle e Lega con i risultati che sappiamo e quanto pochi siano stati anche quelli della nuova maggioranza con mal di pancia prima ancora dell’approvazione da parte delle due Camere, con maggioranza risicatissima al Senato, che mi ha ricordato la fine fatta dal Prodi bis. Eppure il velleitarismo di Salvini ed il duro giudizio dei mercati ha reso evidente che la corda tesa e strattonata dell’UE ha resistito alla scossa sovranista e si appresta ad un cambio di politica consapevole che l’instabilità mondiale tra grandi e medie potenze non ha alcun riguardo verso la locomotiva tedesca alla cui sorte è legata l’intera Unione a partire dall’Italia.

Questa auspicata solidarietà ha trovato revisioni di rotta nei pentastellati inseritisi al momento giusto per favorire la nascita della nuova commissione europea scrollandosi di dosso l’ipoteca leghista. Non minore l’apporto delle forze del centrosinistra di orientamento socialista nel momento in cui, sia pure in forma di staffetta, Davide Sassoli diventa presidente del Parlamento Europeo, Gentiloni membro della Commissione europea con un incarico di rilievo e la politica economica affidata a Gualtieri, sempre PD, interlocutore affidabile e sperimentato a livello europeo. In questa fase neocostituente in Europa l’Italia esprime a partire dal Presidente del Consiglio Conte, gratificato da riconoscimenti di linearità e lealtà in Europa e negli Usa,una delegazione suscettibile di restituirci l’onore e la dignità di Paese fondatore di un’Europa unita. Anche in questa occasione argomenterò i ritardi del centrosinistra senza trattini nell’elaborazione di una strategia di lungo respiro ben oltre l’illusorio ”il tutto e subito” che ricorda il motto popolare “ La fretta fa i gattini ciechi”

Roca

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply