giovedì, 29 Ottobre, 2020

Il decalogo dell’ovvio

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1) I politici non possiedono poteri soprannaturali e non hanno bacchette magiche dentro le loro ventiquattrore. Non li ho neppure mai visti tirar fuori conigli dai cilindri;

2) sul dizionario della lingua italiana il termine “politico” non è in alcun modo riconducibile al termine “ladro” (non sempre);

3) il politico e i partiti (spesso) fanno anche l’interesse del cittadino e del Paese;

4) i partiti non sono (non sempre) macchine trita-quattrini e lingotti d’oro;

5) se quelli come Grillo o Di Pietro prendono tutti quei voti c’è un problema di fondo. La loro politica si basa sull’insulto del prossimo; non vedo perché ci si ostini a chiamarla politica;

6) non dimentichiamo che se c’è Monti è perché col governo precedente il paese stava per implodere. Nessun’altra forza politica avrebbe accettato di compiere scelte così impopolari;

7) la politica di Monti non è equa. Chiunque sarebbe capace di governare tassando qualsiasi cosa. Colpendo, poi, lavoratori (quelli rimasti) e i cittadini “medi”. Per esempio, non è stata prevista nessuna patrimoniale sulle grandi ricchezze. I ricchi si arricchiscono sempre più, la ‘gente normale’ si impoverisce. In mezzo si è creata una voragine;

8) se qualcuno si è illuso che l’era Berlusconi sia terminata, si disilluda al più presto: la sua proposta di presidenzialismo è una minaccia. E quella di stampare gli euro in casa nostra, raccapricciante. I falsari annunceranno lo sciopero generale;

9) bisognerebbe avere più fiducia nei partiti. Con i loro valori e le loro lotte possono rappresentarci. Non è un’utopia. E’ davvero possibile;

10) non c’è una sola grande riforma che non abbia portato la firma dei socialisti: lavoro, diritti, giustizia sociale;

10+) il socialismo è l’unica politica possibile.
Ps: Come e quando ci siamo ridotti così? Senza socialismo, intendo.

 

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1 commento

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    Floppolitik on

    Il nodo da sciogliere è quello al punto 9, vale a dire: come i partiti intendono rappresentarci? Dopo questo decalogo bisognerebbe farne un altro e spiegare questo. Il partito socialista come intende farlo?

    Al punto 10 dico: i socialisti ci sono sempre stati, ma dopo Tangentopoli è venuto a mancare il partito per ovvie ragioni (era risalito con l’esperienza della Rosa nel Pugno): l’ascesa di Berlusconi voluta da Benito Craxi lo ha di fatto cancellato. Il più grande errore politico di tutti i tempi.

    Oggi servono idee nuove. Il PSI non è Craxi, non lo è più. Fermo restando che alcune politiche dell’epoca si rivelarono soddisfacenti.

    Personalmente non mi aggrapperei al passato, riformulerei pensiero e partito con Nencini presidente e garante.

    Ma tocca trovare una figura leader che spacchi lo schermo. Siamo nel 2012, non negli anni Ottanta. Il Muro di Berlino è caduto da un pezzo. Servono novità, serve ridipingere le pareti delle sedi di partito. Aprire le finestre, rinfrescare l’aria.

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