sabato, 4 Luglio, 2020

Il decreto peronista

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Sarei estremamente curioso di chiedere a quanti giudicano il decreto del governo,che peraltro deve ancora essere pubblicato, quanti effettivamente lo hanno letto o si sono limitati a leggere i bignami dei giornali. Per esperienza di vita, sono abituato prima a leggere a studiare e poi a esprimere valutazioni. E anche se il decreto è monstre, 454 pagine 256 articoli, ho cercato di leggerlo almeno nelle parti essenziali e cerco di fornire, anche per il ruolo che ho nel partito di responsabile sindacale, un’analisi quanto mai puntuale. Il decreto si compone di varie parti, ma direi la filosofia a cui si ispira è ancora quella di uno stato di emergenza che, come Nencini ha fatto rilevare, viene estesa fino alla fine dell’anno. Forse questa scelta è comprensibile sul piano sanitario, ma è inaccettabile per un paese democratico la reiterata sospensione dei diritti costituzionali.
Vorrei provare, se il mio amico direttore me lo consente, a mettere in fila un po di numeri. Il decreto si basa su tre grandi assi, aiuti alle famiglie, aiuti alle aziende, aiuti ai lavoratori. Si tratta di cose dovute da parte di uno stato a cittadini che pagano le tasse e si aspettano, durante un dramma simile, un atteggiamento protettivo. utile e rapido. Cominciamo con i dati relativi agli aiuti ai lavoratori attraverso
la Cassa integrazione. I lavoratori interessati alla cassa integrazione sono 7.200.000, di questi i compenso di 3.800.000 lavoratori sono stati anticipati dalle aziende (3.400.000 lavoratori in pagamento dell’Inps, pagati 1.600.000 e sono passati due mesi e mezzo). Le casse in deroga riguardano 965.000 lavoratori . Se ne evince che le casse in deroga rappresentano un settimo del totale. Vorrei permettermi di ricordare che in tempi normali queste casse sono date con parere del sindacato trasmesse alle regioni. L’inps per sua mission deve solo erogare denaro, non può e non deve valutare o autorizzare nulla. Sr41 è un modulo nel quale si fornisce iban e nomi dei lavoratori. Il decreto, pur in una situazione in cui 3.400.000 lavoratori devono ancora essere pagati, prevede una proroga di nove settimane, spezzate in due tranche di cinque e quattro. Il calcolo a mio parere non può riguardare i 7.200.000 del primo decreto, perché molte aziende sono tornate a lavorare, e potrebbero non aver bisogno della cassa.
Per coloro che non conoscono come funziona la cassa, preciso che se tu la richiedi, e poi però non la utilizzi, i fondi necessari vengono comunque calcolati sulle ore richieste, solo a valle si può vedere quante ne sono state utilizzate. Per quanto riguarda le famose casse in deroga queste riguardano sempre i 965.000 lavoratori che rappresentano un miliardo di uscita per lo stato. Bastava come proposto dal vecchio presidente Boeri l’uso della cassa ordinaria e si sarebbe evitato tutto questo baillame.

 

Autonomi, cioè erogazione di 600 euro. Questa dovrebbe essere automatica per chi già ha ricevuto l’indennità a marzo, 1000 euro se hanno subito una diminuzione del 33,% del fatturato rispetto al 2019.

 

Fondo perduto. Va detto in modo sincero che é una goccia il fondo perduto dato alle aziende e in ritardo. Prendiamo una azienda che nell’aprile 2019 ha fatto un fatturato di 10.000 euro. Aprile 2020 ipotizziamo 1000 euro. Questa azienda riceve a fondo perduto 1800 euro. Vero e positivo l’intervento su Irap, ma sarebbe paradossale chiedere a chi non ha soldi di pagare le tasse ora.

 

Aiuti alle famiglie. Certamente è positiva la questione bonus babysitter e congedi parentali.

 

Reddito di emergenza. Questa misura é sicuramente da considerare un aiuto ma è costruito in un modo tale che di fatto copre quasi solo chi lavora in nero. I 400 euro sono dati a chi ha un isee sotto i 15.000 euro, ma il nucleo famigliare non deve aver avuto alcuna indennità riferita al decreto. Sono escluse tutte le famiglie dove c’è una partita iva, sono esclusi tutti i lavoratori in cassa, tutti coloro che ricevono il reddito di cittadinanza, e come se ne può evincere riguarda un numero molto ristretto. Vorrei però porre l’attenzione , su una parte del decreto a mio parere della quale pochi parlano e che pare sintomatica della filosofia di cui è permeato tutto il decreto.

 

Patrimonio Destinato Art 30

La CDP rifinanziata allo scopo dal ministero dell’economia, in apposita assemblea costituisce una società chiamata Patrimonio Destinato a cui  verranno apportate società di beni e servizi che hanno un fatturato superiore a 50 milioni di euro, e alle quali società il CDP apporta quote di capitale sociale. Questa società avrà particolari deroghe al codice civile e sarà esente dal pagamento delle imposte. Senza colpo ferire abbiamo fatto rinascere la Gepi non si offenda l’intelligenza dicendo che è rinata l’Iri.. Non si ipotizza la rinascita della Gepi, nello spirito di questi nuovi democristiani in salsa cinese, in quanto questa società sarà divisa in comparti e questi comparti avranno il 10% del patrimonio netto di Cdp, che peraltro è costituita nel suo capitale dai risparmi postali degli italiani.

 

Dopo aver più o meno esaminato il decreto, tralascio ovviamente tutti i punti positivi come la parte della scuola e tutta la parte relativa alla battaglia di civiltà della Bellanova. Questo decreto si basa su una filosofia assistenzialista, che si può definire come decreto salvagente,che non si presenta come manovra per rilanciare il paese,anzi rischia di scontentare molte categorie e di esasperare la situazione. Non esprimo alcuna valutazione, lo farò in altri ambiti. Ho voluto qui solo svolgere il mio ruolo come responsabile sindacale e fornire qualche base a Riccardo e al partito per cercare di migliorare il decreto.

 

Marco Andreini
Responsabile Sindacale Psi

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